Recensione di La notte era bianca di neve

titolo La notte era bianca di neve

recensione di Gabriella Grieco

La notte era bianca di neve blog

Anna cibotti

Recensione

Interessante romanzo, questo della Cibotti, per il quale ho avuto un po’ di difficoltà a inserirlo in una delle classiche categorie. La copertina, che con i suoi colori contrastanti ha avuto su di me una presa immediata, mi suggeriva un giallo oppure un noir dagli oscuri risvolti; il titolo – anch’esso molto bello, a parer mio – mi sussurrava di antichi segreti sepolti sotto una coltre che poteva essere tanto reale e concreta, la neve appunto, quanto immaginaria e astratta come la psiche. In ogni caso, la suggestione doppia di titolo e copertina mi ha spinta all’acquisto. Non sempre il mio istinto ha ragione, a volte ho preso certe fregature per stargli dietro… Ma questa volta, menomale, non ha sbagliato. La scrittura di Anna – che già conoscevo per aver letto altri suoi libri – è limpida e avvincente, senza sbavature.

La storia è interessante e coinvolgente, e comprendere bene la figura di uno dei protagonisti non è impresa da poco, così ben celato dietro la sua mancanza di empatia che sfocia nell’antipatia e nella strafottenza. Ci si domanda “ma che problema ha questo?”. Bene, la risposta arriva nella seconda parte del romanzo e ha una grande valenza.

Ho solo un piccolo appunto da fare all’autrice, spero che mi perdonerà… Secondo me ha avuto una fretta eccessiva nel convogliare le diverse storie dei protagonisti verso il punto focale della vicenda. Mi sarebbe piaciuto di più se avesse concesso uno spazio maggiore all’intreccio sia nella prima che nella seconda parte. Insomma, nonostante un apprezzabile lavoro di scavo nell’animo umano, avrei preferito che fosse arrivata ancor più in profondità.

Comunque la storia vale, e la consiglio.