Cruel realidad

Cruel realidad

Rosa Gallego del Peso ed Elisabetta Bagli insieme per l’eliminazione della violenza contro le donne

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Quando l’artista Rosa Gallego del Peso mi ha detto che avrebbe fatto una sua mostra individuale e che l’avrebbe chiamata “Cruel realidad” come l’opera alla quale mi sono ispirata per scrivere la mia poesia, mi ha reso davvero molto felice. Ma quando, poi, mi ha chiesto se fosse stato possibile usare la mia lirica come testo esplicativo della stessa, perché secondo lei sono entrata in pieno nella sua anima e in ciò che lei voleva esprimere artisticamente, sono saltata di gioia come una bimba alla quale hanno offerto la cioccolata! Non vi potete neanche lontanamente immaginare come mi sono sentita! Una piccola poetessa come me avrebbe accompagnato questo grande evento a Madrid e in giro per tutta la Spagna! La mostra individuale di Rosa ha una tematica molto attuale: la violenza di genere. Quella “Realtà Crudele” del titolo che ci fa comprendere come e cosa avremmo trovato in questa esposizione. Novembre è il mese in cui si pone maggiormente l’accento su questo argomento perché il 25 novembre 1960 le tre sorelle Mirabal, domenicane, vennero uccise mentre andavano a trovare i loro mariti in carcere. Questo evento tragico ha spronato l’ONU a istituire nello stesso giorno la commemorazione delle vittime della violenza di genere: il 25 novembre è, infatti, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

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Le opere di Rosa Gallego del Peso riflettono tutte un’anima forte e creativa che riesce a trasferire su vari materiali i suoi sentimenti e le sue idee. Non sono una critica d’arte, ma parlo da semplice appassionata. L’artista spagnola ha saputo trasmettere il suo sentire nei colori, a volte accesi, altre tenui, a volte decisi e netti, altre sfumati e nei materiali più svariati, legni, barattoli, tele, cartoni, tutta la sua rabbia e indignazione per quel che le donne sono costrette a passare. Si vedono mani tagliate, insanguinate, piene di vita e d’amore, si vedono volti che vogliono parlare ma vengono messi a tacere, si vedono rose avvelenate e si vedono liquidi e giochi che ci fanno comprendere che la crudeltà è ovunque, in ogni cosa.

12270234_761257714001263_1025710467_n (1)I colori, che più mi hanno attratto, sono stati quelli denominati: il Bianco, il Nero, il Rosso. In definitiva mi sono resa conto che sono i miei colori, ma usati in senso positivo: il mio Bianco è per me l’anima, la purificazione, l’ascetismo invisibile con il quale conviviamo; il mio nero è l’assenza del colore che mi aiuta a riflettere, a essere introspettiva, a capire di cosa ho realmente bisogno; il mio Rosso è il colore della vita, della passione nelle cose quotidiane e non, è vitalità, è il colore che mi dà colore!

Ho sempre amato questi colori, forti, netti, decisi. Ma l’opera di Rosa, i cui colori fondamentali sono questi, me li ha fatti sentire in un altro modo, mi ha fatto sentire la loro tragicità. Osservandola, è impossibile non vedere il bianco innocente delle dita, come petali imbrattati di rosso dal sangue che sgorga dalle mani in cui sono affondate delle forbici, a significare ogni tipo di taglio e mutilazione al nostro essere donna. È impossibile non vedere il nero di quelle ossessioni perverse che portano alla morte, al nulla inanimato.

12250496_761257730667928_1306931514_o (1)L’emozione, mentre leggevo il testo in spagnolo, è stata tremenda. Mi trovavo davanti a tantissime persone nella Junta Municipal Retiro, innanzi al Presidente Deputato del Municipio Retiro Ignacio Murguri e a tanti, ma tanti artisti e politici, e avrei dovuto addirittura recitare nella loro lingua! Nonostante i miei timori è andata bene, anche se, a onor del vero, in italiano mi sono sentita più sicura e sono andata come una scheggia. A tutto c’è una prima volta! Sono davvero contenta per questa meravigliosa esperienza che mi abbia arricchito e ringrazio Rosa Gallego del Peso, grande artista e grande anima, per avermi dato l’opportunità di esprimermi e per avermi scelto per accompagnarla nelle sue esposizioni itineranti in tutta la Spagna. Le auguro davvero un successo strepitoso, internazionale e, chissà, magari ci troveremo di nuovo insieme in Italia!

Vi lascio con la poesia “BNR” nella versione italiana e spagnola, da me tradotta, con una serie di fotografie che ritraggono i momenti trascorsi nella mostra individuale “Cruel Realidad”, che si potrà visitare presso la Junta Municipal Retiro, Avenida Ciudad de Barcelona 162, fino al 30 novembre 2015! Da non perdere!

“BNR”, Elisabetta Bagli

12244079_761257017334666_1143482632_n (1)Nere ossessioni
nelle tue mani
sporche e malate,
nei giorni di schiavitù
piegati al volere
della tua lama,
schiacciati dal tuo corpo
imbrattato di rosso.
Infuriato,
hai preso la mia vita,
hai frustrato i sogni
di una donna innamorata
con la verga nuda del tuo odio,
affondando l’innocenza
di quei fragili petali bianchi
nell’acuminato bagliore
della tua follia.

“BNR”, Elisabetta Bagli

Obsesiones negras
en tus manos
sucias y enfermas,
en los días de esclavitud
doblados a la voluntad
de tu espada,
aplastados por tu cuerpo
manchado de rojo.
Enfurecido,
tomaste mi vida,
frustraste mis sueños
de mujer enamorada
con la vara desnuda de tu odio,
ahogando la inocencia
de aquellos frágiles
pétalos blancos
en el aguzado resplandor
de tu locura.

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