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30 gennaio 1820 Edward Bransfield sbarca in Antartide

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30 gennaio 1820 Edward Bransfield scopre il continente australe

Di Cinzia Morea

 

James Cook, postulando dopo le sue esplorazioni oltre il circolo polare antartico, che se un continente australe esisteva, si trattava di una terra invasa dai ghiacci, deserta e inabitabile, pose termine a ulteriori ricerche dell’Antartide per quasi mezzo secolo.

Nel 1919 però un cacciatore di foche approdò fortunosamente sulle fino allora sconosciute isole Shetland meridionali.

In quello stesso periodo Edward Bransfield, un marinaio irlandese che aveva, suo malgrado, fatto carriera nella marina britannica, si trovava a Valparaìso, in Cile, in servizio sulla nave Andromaca, luogotenente al comando del capitano William Shireff.

Alla notizia della scoperta delle nuove isole, Shireff assegnò a Bransfield il compito di esplorarne e mapparne le coste e i possibili approdi.

Bransfield partì sulla Williams cinque giorni prima del Natale del 1819 e raggiunse le isole appena scoperte attorno a metà gennaio.

L’esplorazione di quelle terre era resa difficoltosa dalle avverse condizioni meteorologiche, nonostante questo Bransfield non interruppe la missione, si spinse avanti navigando verso sud fino a raggiungere lo stretto che oggi porta il suo nome, e il 30 gennaio 1820, avvistò una elevata catena montuosa che si estendeva da nord est a sud ovest.

Bransfield non sapeva quale fosse l’estensione di quella terra, né la sua configurazione, ma si era imbattutto nella penisola di Trinity, la propaggine più settentrionale dell’Antartide, trovando finalmente il favoleggiato continente australe, molto più piccolo di quanto si era pensato fino ai tempi di James Cook, ma sempre comunque molto esteso.

Una parte del mondo considera dunque Bransfield lo scopritore dell’Antartide, ma non tutti sono d’accordo.

I mari a sud del cinquantesimo parallelo erano a quei tempi affollati da esploratori decisi a spingersi a latitudini sempre più fredde, con la volontà di scoprire nuove terre.

Due giorni prima di Bransfield il russo Fabian Gottlieb von Bellingshausen aveva presumibilmente avvistato il continente a 69° 21’ di latitudine sud e 2° 14’ di longitudine ovest, ma non era sbarcato e non aveva documentato le sue osservazioni accuratamente quanto Bransfield.

Nathaniel Palmer, un cacciatore di foche statunitense, è l’altro uomo cui fu attribuita la gloria della scoperta, ma pare che nel diario di bordo della sua nave, la Hero, l’avvistamento della penisola antartica sia riportato solo il 17 novembre del 1820.

 

 

Archivi di Storia, approfondimento a cura di:

Cinzia Morea

Vive e lavora in provincia di Milano. Da sempre appassionata lettrice trovava divertente scrivere fin dai suoi primi passi nel mondo dell’istruzione.
Nel 2014 pubblica con EEE il suo primo romanzo: Costantino al Festival delle Nuvole, parte di una trilogia che narra le avventure, in un’Italia sottilmente magica, di un ragazzo di quattordici anni.
Attualmente sta lavorando al terzo ed ultimo romanzo della serie, ma per la sua terza pubblicazione ha cambiato genere, scrivendo a quattro mani con Giancarlo Ibba un giallo dalle atmosfere noir Lo Spirito del Lago, pubblicato con EEE.

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