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Voglia di notte, di Giuseppe Giovanni Battaglia, a Orto in Arte

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Voglia di notte, di Giuseppe Giovanni Battaglia, a Orto in Arte

Nel mese di maggio 2018 è stato dato alle stampe il romanzo postumo Voglia di notte (Plumelia Edizioni, Bagheria), del poeta siciliano Giuseppe Giovanni Battaglia (Aliminusa, 1951-1995). La prima presentazione avverrà nell’ambito della manifestazione Orto in Arte a Palermo, Orto Botanico, martedì 29 maggio 17:30-19:00; parteciperanno: il curatore, il pittore Vincenzo Ognibene, il regista Pasquale Scimeca, lo scrittore Paolo Ferruccio Cuniberti, il giornalista Nuccio Vara.

 

Note all’edizione, di Paolo Ferruccio Cuniberti

 

Giuseppe Giovanni Battaglia (Aliminusa 1951-1995) è stato poeta insigne, uomo tormentato e fine intellettuale. La sua opera è iniziata con le poesie giovanili in dialetto siciliano, che hanno attirato l’attenzione di Leonardo Sciascia, di Tullio De Mauro e di Pier Paolo Pasolini, ed è proseguita, in un costante processo di maturazione, attraverso la drammaturgia e la straordinaria produzione poetica in lingua italiana, solo di recente raccolta postuma in un’unica pubblicazione (Poesie, 2015, Lithos). Il romanzo inedito Voglia di notte costituisce un unicum nell’opera di Battaglia, ma ne è al contempo il lascito spirituale e il compendio di una vita interrotta troppo presto.

Il manoscritto di Voglia di notte è datato 1993, scritto dal poeta negli anni del male incurabile che lo condurrà alla morte nel 1995, all’età di soli 44 anni. Rimasto inedito (come scrive il cugino, il regista Pasquale Scimeca, nella sua Prefazione, Battaglia gliene rivelerà l’esistenza solo poco prima di morire), trova ora con questa prima edizione, a distanza di venticinque anni dalla stesura, la strada della pubblicazione postuma e risarcitoria, grazie anche al costante e caparbio impegno per la divulgazione dell’opera del poeta che è stato dedicato in questi anni dalla famiglia e dall’amico, il pittore Vincenzo Ognibene, che ha inoltre curato le illustrazioni di copertina. Il regista, nonché attuale Direttore del Centro di Cinematografia di Palermo, Pasquale Scimeca ha raccontato nella sua Prefazione il mondo di paese da cui è nato il romanzo. Personalmente ho lavorato alla verifica del manoscritto, intervenendo con la massima delicatezza e rispetto del testo, peraltro pervenutoci in stesura pressoché definitiva, e ne ho scritto un ampio saggio critico che compare nella Postfazione del volume.

Tra crudo realismo e poetica fantasia, l’azione si svolge nella Sicilia del dopoguerra, ai tempi delle lotte contadine per l’occupazione delle terre incolte. Nel paese di Alimina millecinquecento braccianti con le loro famiglie vivono in miseria mentre pochi feudatari sono proprietari di tutto; l’avido e sprezzante barone Giulio Trecase ne è il principale rappresentante. Il barone possiede anche una giovane moglie bella ma trascurata che un giorno decide di “arrangiarsi” per prendersi ciò che il marito non sa offrire a nessuno: l’amore. Donna Assunta si concederà insaziabilmente a quanti le capiteranno a tiro, scegliendoli proprio tra quei ceti popolari tanto disprezzati dal barone. Quando gli sconsiderati proprietari di Alimina si renderanno autori di una strage di contadini provocando una rivolta, sarà ancora la baronessa a fare a modo suo giustizia. Tuttavia, ormai, in quegli anni si annuncia l’avvento di un nuovo tempo, in cui non vi sarà più posto per l’antica cultura contadina mentre si sta profilando il dramma di quell’emigrazione “biblica” che spopolerà le campagne di Sicilia negli anni Sessanta dello scorso secolo.

Come ho scritto nella mia Postfazione: “Giuseppe Giovanni Battaglia, con un linguaggio di poeta animato da un forte spirito di empatia per quel mondo senza futuro che vede infrangersi il tempo dei sogni, recupera in questa ultima opera matura il senso delle proprie radici e di quel teatro dell’esistenza a cui ha dedicato l’intera breve vita, lasciandoci il rimpianto di ciò che avrebbe ancora potuto dirci e che ci è stato negato dal destino.”

 

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