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Visioni e pre-visioni per il Salone

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Visioni e pre-visioni per il Salone

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Il tema di quest’anno, presente al Salone di Torino, è Visioni, ormai lo sanno tutti, quindi non vi tedieremo con spiegazioni inutili, tuttavia, vorremmo anche noi poter avere una “visione” della manifestazione che possa soddisfare qualche esigenza, ovviamente disattesa nel corso degli anni precedenti.

Di cosa stiamo parlando? Ad esempio del fatto che non vorremmo più vedere le vetrine di Mondadori, Feltrinelli & co tappezzate dai libri di calciatori, politici, starlette e campioni sportivi di ogni genere. Detto fra noi, fa davvero tanta tristezza passare davanti a questi padiglioni e vedere come la nostra letteratura e la nostra cultura venga relegata fra le pagine di così discutibile valore. Fa tanto male al nostro intelletto constatare che basta avere “un nome” per pubblicare e venire distribuiti in ogni dove, pubblicizzati ovunque e venduti in qualsiasi angolo della nostra Penisola. Fa girare veramente i santissimi capire che, grazie a queste pubblicazioni, poi si grida ai quattro venti che l’editoria è in crisi, che gli italiani non leggono e che i libri non si vendono.

Ebbene, date agli italiani dei libri di qualità e vedrete la differenza! Se continuiamo a non credere nelle potenzialità degli autori nostrani, se non si inizia a investire seriamente sull’esordiente italiano, poi non possiamo stupirci se i lettori rifuggono dalle banalità offerte dal mercato blasonato e si rifugiano fra altre pagine.

Inoltre, e cerchiamo di tenerlo bene a mente, quando vengono effettuate le statistiche di vendita, sulle quali poi si decreta la pseudo ignoranza del popolo italiano, vengono tagliati fuori gli store online, soprattutto il colosso Amazon che, in quanto a vendite di libri, non è di certo secondo a nessuno. Quindi, tutta quell’enorme fetta di lettori che compra e legge attraverso questo store non è calcolata.

Dunque, nelle nostre visioni, al Salone del Libro di Torino, anche quest’anno speriamo di trovare appassionati lettori che percorrano i corridoi con le braccia cariche di libri, di curiosi che si soffermino negli stand degli editori più piccoli, sfogliando, toccando e persino palpando le copertine di libri scritti da nomi totalmente sconosciuti, ma in grado di regalare sensazioni meravigliose.

Nelle nostre visioni esiste una kermesse che prenda atto della rivoluzione culturale che è già in atto, che comprenda l’onda in arrivo e non rimanga sommersa da essa ma impari a cavalcarla, riportando in superficie la grande umanità di un popolo che è meno “brutto” di come continuano a dipingerlo.

E nelle nostre visioni esiste finalmente un’editoria libera da qualsiasi pregiudizio, da qualsiasi intento poco onorevole e da quel sottobosco di approfittatori che, fino ad ora, hanno imperversato in rete senza controllo alcuno.

Siamo troppo ottimisti? Noi pensiamo di no. I segnali ci sono, molto sta cambiando e la consapevolezza, acquisita da parte di editori, autori e lettori, farà sì che tanto altro ancora sarà destinato a subire variazioni radicali e chi non riuscirà ad adeguarsi, all’evolversi del mondo culturale/letterario, sarà destinato a fare la fine dei dinosauri: estinguersi!

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