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Stan Lee

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Stan Lee

 

di Claudio Oliva

 

Sicuramente uno dei più importanti autori della storia dei fumetti.

Stan Lee, il vero nome è Stanley Martin Lieber, nasce il 28 dicembre del 1922 a New York, primo figlio di Celia e Jack, due immigrati romeni di religione ebrea e inizia a lavorare da ragazzo presso la Timely Comics in qualità di addetto alle copie per Martin Goodman. L’azienda successivamente diventerà la Marvel Comics. Nel 1941 firma, con il soprannome di Stan Lee, il suo primo lavoro, che viene pubblicato su un numero di “Capitan America” come riempitivo.

Da semplice scrittore di riempitivi si trasforma presto in uno sceneggiatore di fumetti a tutti gli effetti. Dopo avere preso parte alla guerra come membro dell’esercito americano, torna a lavorare ai fumetti. Intorno alla fine degli anni Cinquanta, tuttavia, inizia a non sentirsi più appagato dalla propria mansione, e valuta l’opportunità di lasciare il settore fumettistico.

E’ questo il momento in cui la vita e la carriera di Stan Lee cambiano volto.

Verso la fine degli anni cinquanta, la DC Comics diede nuova linfa al genere supereroistico e sperimentò un buon successo con il supergruppo Justice League of America. In risposta, Martin Goodman assegnò a Lee il compito di creare un nuovo gruppo supereroistico. I primi personaggi che Stan Lee e il disegnatore Jack Kirby idearono fu la “famiglia” di eroi che compone i Fantastici Quattro, pubblicati per la prima volta nel 1961. Tra il 1961 e il 1964 attraverso la collaborazione con il disegnatore e inchiostratore Jack Kirby, nacquero Hulk, Thor, Iron Man e gli X-Men, Devil con Bill Everett, il Dottor Strange e l’Uomo Ragno con Steve Ditko, inoltre reinterpretò altri due supereroi nati dalla mente di altri autori quali Capitan America e Namor.

Il successo dei fumetti fu probabilmente dovuto all’umanità che Lee riuscì ad infondere ai propri personaggi. Il super eroe non è più un protagonista invincibile, ma ha tutti i difetti degli uomini comuni, dall’avidità alla vanità, dalla malinconia alla rabbia, prova dei sentimenti, insomma vive, mentre i criminali, in alcun caso, divengono tali per disavventure ed abusi subiti nel loro recente passato.

Con il passare degli anni Stan Lee diventa un punto di riferimento e una figura di prestigio per la Marvel, che approfitta della sua reputazione e della sua immagine pubblica per farlo partecipare, in tutti gli Stati Uniti, a convention dedicate ai fumetti.

Nel 1971, Lee riformò indirettamente il Comics Code. Il Dipartimento per la Salute, Educazione e Assistenza Pubblica chiese a Lee di scrivere una storia sui pericoli che derivavano dall’uso di droghe e Lee scrisse una storia in cui il migliore amico dell’Uomo Ragno diventa dipendente dalle pasticche. ma l’Autorità per il Comics Code la rifiutò perché veniva rappresentato al suo interno l’uso di droghe.

In particolare, per la prima volta la storia conteneva il termine “stoned” (“fatto”), tipico del gergo dei tossicodipendenti, che non venne accettato dall’Autorità preposta; il contenuto della storia fu considerato irrilevante. Con l’appoggio del suo editore, la Marvel pubblicò il fumetto senza il bollino di approvazione del Comics Code. Il numero vendette bene e la Marvel guadagnò elogi per aver dimostrato una coscienza sociale. In conseguenza di ciò, l’Autorità per il Comics Code consentì l’applicazione del bollino a storie che dipingevano negativamente l’uso di droghe, oltre ad altre liberalizzazioni, allentando così la sua influenza sui contenuti delle storie a fumetti.

Ci furono dei dissapori con Ditko, risolti quando Lee abbandonò incarichi creativi per assumere un ruolo manageriale alla Marvel e anche con Kirby, ma alla fine anche con lui ci fu una sorta di riconciliazione.

Nel 1981 Lee si trasferisce in California per lavorare sui progetti cinematografici e televisivi della Marvel, anche se non lascia del tutto la carriera di scrittore, continuando a sceneggiare le strisce dell’Uomo Ragno destinate ai quotidiani.

Nel 2000 Lee porta a termine il suo primo lavoro per la DC Comics, con il lancio di “Just Imagine”, una serie nella quale rivisita le storie di Flash, di Lanterna Verde, di Wonder Woman, di Batman, di Superman e di altri eroi del brand. Inoltre, per Spike Tv realizza alla veneranda età di 78 anni, “Stripperella”, una serie osè supereroistica a cartoni animati.

Iniziano le sue apparizioni sul grande schermo. Se in “X-Men” Lee era un semplice turista intento a comprare un hot dog in spiaggia e in “Spider-Man” era un astante del World Unity Festival, nella pellicola del 2003 “Daredevil” egli appare mentre legge un quotidiano attraversando la strada e rischiando di essere investito, ma riuscendo a salvarsi grazie all’intervento di Matt Murdock.

Nello stesso anno compare anche in “Hulk”, nel ruolo di una guardia giurata affiancata dall’attore Lou Ferrigno, il protagonista del telefilm “L’incredibile Hulk”.

Dopo avere iniziato a collaborare, nel 2004, con Hugh Hefner per dare vita a una serie con protagonisti super eroi e conigliette di “Playboy”, annuncia il lancio dei Stan Lee’s Sunday Comics, con un fumetto nuovo messo a disposizione ogni domenica agli abbonati di Komicwerks.com.

Più tardi torna al cinema per altri curiosi cameo: nel 2004 in “Spider-Man 2” salva una ragazza mentre evita delle macerie. Nel 2005 veste i panni del gentile postino Willy Lumpkin ne “I Fantastici 4”. Se nel 2006 si limita a innaffiare il giardino in “X-Men – Conflitto finale”, l’anno successivo è un semplice passante in “Spider-Man 3”, dove dà suggerimenti a Peter Parker, ma ha un ruolo ben più significativo ne “I Fantastici 4 e Silver Surfer”, dove interpreta semplicemente sé stesso anche se, in quanto tale, non viene riconosciuto dall’addetto che si occupa di accogliere gli invitati del matrimonio tra la Donna Invisibile e Mister Fantastic.

Nel 2008 Stan Lee recita in “Iron Man”, dove viene confuso dal protagonista Tony Stark (Robert Downey Jr.) con Hugh Hefner, in quanto indossa la sua stessa vestaglia. Ne “L’Incredibile Hulk” sorseggia la bevanda che contiene il DNA di Bruce Banner. Un paio di anni più tardi presta il volto a Larry King in “Iron Man 2”.

Nel 2011 è anche in “Thor”: il suo personaggio tenta di tirare fuori dalla roccia il Mjolnir legandolo al suo veicolo. Nonostante i novant’anni di età, Lee compare anche in “The Avengers” e in “The Amazing Spider-Man”, nel 2012, prima di stare davanti alla macchina da presa in “Iron Man 3” e in “Thor: The Dark World” nel 2013 e in “Captain America: The Winter Soldier” e “The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro” nel 2014.

Stan è comparso anche nella serie tv “The Big Bang Theory” e in altre decine di serie TV, film e cartoni animati. Nel 2010 ha fatto anche il conduttore in una serie di History Channel: il tema della serie erano persone con abilità o caratteristiche particolari, tanto da farne “super humans” (supereroi) nella vita reale.

 

di Claudio Oliva

Archivi di storia, approfondimento a cura di:

Claudio Oliva

Claudio Libero Giacomo Mario Oliva, nasce a Torino nel Febbraio del 1963. Ha iniziato con lo scrivere un racconto per i bimbi delle scuole elementari del paese, poi per gioco e per provocare la fantasia dei due figli, ormai adolescenti, inizia a sfornare dei racconti che racchiudono gli insegnamenti positivi e negativi, ricevuti da persone appartenenti a disparate etnie, religioni e costumi che ha incontrato nella vita.

 

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