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Scrivere libri per ragazzi: Martina Cilento

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Scrivere libri per ragazzi: Martina Cilento

Per Martina Cilento scrivere libri per ragazzi significa scegliere argomenti che siano più che altro interessanti per i giovani lettori, utilizzando il loro modo di vedere il mondo, senza cadere, però, in quelli che sono dei luoghi comuni. Il messaggio educativo non deve essere palese o scontato, dal momento che la lettura deve essere piacevole e non deve assomigliare a un altro libro di testo da comprendere e studiare.

Martina Cilento è nata nel 1993. Diplomata al Liceo Scientifico di Varese, ha seguito corsi di pianoforte e canto corale presso illachiavediAnderain Liceo Musicale di Varese. Frequenta il secondo anno della facoltà di lingue e letterature straniere presso l’Università Statale di Milano.
Nel 2011 ha pubblicato con Pietro Macchione Editore il suo primo fantasy, La guerra di Hendel, e nel 2013 il secondo, La Chiave di Anderain. Realizza inoltre libretti teatrali per giovani attori.

  • Come si scrive per i giovani?

Penso che la chiave della scrittura per i giovani sia comunque tenere sempre presente il loro mondo e il loro modo di vedere le cose, ma anche imparare a non generalizzare troppo. Ultimamente, si tende sempre più a vedere i giovani come un’unica unità informe, aumentando quel senso di distanza col mondo degli adulti che in parte è fisiologico dell’età. Nel mio caso è particolarmente facile, perché, pur non essendo più parte da qualche anno della categoria dei “teenagers”, sono comunque molto vicina a loro come età.

  • Come si sceglie una particolare tematica?

Per raggiungerli più facilmente, bisogna innanzitutto scegliere un genere a loro congeniale. Anche le tematiche affrontate devono essere in qualche modo “vicine”. Bisogna parlare di qualcosa che loro sentano come parte della vita quotidiana, o in cui comunque possano in qualche modo immedesimarsi. Dopodiché, se si vuole trasmettere un messaggio educativo, bisogna a mio parere camuffarlo e circondarlo di una storia avvincente. In questo modo, anche se il ragazzo non se ne rende conto immediatamente, il messaggio inizierà già a svolgere la sua funzione.

  • Quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano?

Credo che queste difficoltà siano diverse per ogni autore. Nel mio caso, si tratta spesso di non esagerare con la complessità dei contenuti e scegliere il linguaggio più adeguato ad ogni fascia d’età. Anche un concetto complesso può essere spiegato in modo chiaro e comprensibile a tutti, ma a volte questa parte del lavoro è quella che mi risulta più ostica.

  • Perché scegliere di scrivere proprio per i giovani?

Credo che i giovani siano molto più portati ad acquisire nuovi concetti rispetto agli adulti, che invece hanno una personalità già formata. L’obiettivo dei miei romanzi, in particolare, è trasmettere dei valori, e i giovani sono i più recettivi e i più “abili” a interiorizzarli e ad utilizzarli poi nella vita quotidiana.

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