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Scrivere libri per ragazzi: Licia Oliviero

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Scrivere libri per ragazzi: Licia Oliviero

la principessa degli elfiLo scrittore che decide di scrivere per questa fascia di pubblico sicuramente affronta problematiche diverse da quelle che normalmente affliggono gli altri autori. Forse perché il campo è più difficile e il linguaggio deve poter essere facilmente comprensibile dai giovani lettori. Tuttavia, sono i contenuti quelli che maggiormente rappresentano gli scogli più difficili da superare.

  • Come si scrive per i giovani?

Secondo me, occorre riscoprire il proprio bambino interiore e osservare ciò che si sta scrivendo attraverso quel particolare sguardo di meraviglia e incanto, senza soffermarsi troppo, però, ma lasciandosi trasportare.
È necessario coinvolgere il lettore, permettendogli di immedesimarsi, di vivere la storia insieme ai protagonisti.
Alle volte i giovani hanno una sensibilità e una consapevolezza di gran lunga superiore a quella di un adulto e, a mio avviso, riescono a percepire se tra le righe di un libro vi è stato messo il cuore.

  • Come si sceglie una particolare tematica?

Nella frenesia dei nostri giorni, si rischia alle volte di dimenticare l’essenzialità dei sentimenti, quelli veri, vissuti in prima persona e non solo attraverso uno schermo.
Ho sempre reputato di massima importanza sentimenti come l’amore e l’amicizia che, quando sono sinceri, forniscono una forza immensa. Layra, la protagonista della trilogia “La Principessa degli Elfi” da me scritta, deve affrontare momenti e situazioni terribili, ma riesce a non perdere mai la speranza e a rialzarsi ogni volta che cade, grazie alle persone che tengono a lei. Anche quando è sola, non lo è mai veramente, perché ha trovato affetti sinceri.
È proprio quando la situazione si fa disperata che la potenza dei sentimenti positivi si concretizza: è facile essere forti, buoni e coraggiosi finché tutto va bene. È  “eroico” esserlo quando le cose vanno male.

  • Quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano?

Non credo di aver riscontrato particolari difficoltà. Quando scrivo sono sempre quanto più spontanea possibile, tenendo però sempre bene a mente ciò che mi piacerebbe leggere. Potrebbe sembrare una contraddizione, ma in effetti non lo è: per quanto mi riguarda, sono tanto scrittrice quanto lettrice.

  • Perché scegliere di scrivere proprio per i giovani?

Devo dire che probabilmente la mia scelta è stata in parte condizionata dal fatto che, quando ho iniziato a scrivere, appartenevo anch’io ai giovani (avevo tredici anni) e quindi mi è sembrato naturale rivolgermi a un pubblico a me vicino per età.
Oggi, penso di poter dire che il termine “giovani” sia molto relativo, non è l’età anagrafica a determinare necessariamente i gusti di un lettore. Ho deciso di attenermi a un target definibile giovanile per permettere ai miei lettori di sognare ad occhi aperti e liberare la propria fantasia, qualsiasi sia la loro età.

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