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Scrivere libri per ragazzi: Elisabetta Bagli

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Scrivere libri per ragazzi: Elisabetta Bagli

CappelloMina la fatina

Elisabetta Bagli nasce a Roma nel 70 e vive a Madrid dal 2002. Laureata in Economia e Commercio, è traduttrice freelance ed è Ambasciatrice Culturale dell’Universum Academy Spagna. Scrive racconti e poesie tradotte in quattro lingue, presenti in varie antologie italiane ed estere. Fondatore del network MDS, collabora con la Rivista New Espressioni Libri, con la rivista “Letras de Parnaso” e con il Com.It.Es della rete consolare italiana in Spagna. È autrice delle sillogi Dietro lo sguardo edita da ArteMuse Editrice e Voce pubblicata in una nuova versione da EEE. Ha scritto anche la fiaba Mina, la fatina del lago di cristallo.

  • Come si scrive per i giovani?

Si scrive tentando di arrivare a loro con lo stesso linguaggio, con le immagini che a loro piacciono, catturando la fantasia e la loro curiosità, senza perdere di vista la funzione di questo tipo di scrittura che non è solo diversione, ma anche, e soprattutto, trasmissione di valori da insegnare. Nel mio libro “Mina, la fatina del lago di cristallo”, cerco di far comprendere che l’amicizia è uno dei valori fondamentali della vita e, come tale, deve essere preservato e curato quotidiamente, come una pianta, per poterla veder crescere e farle maturare i suoi frutti. Ma è, altresí importante riuscire a credere in se stessi, non perdersi mai d’animo neppure se, per una volta non si riesce a raggiungere un obiettivo, senza cercare gli escamotages per poter arrivare dove si vuole e raggiungerlo ad ogni modo. È necessario far comprendere ai giovani che devono innanzitutto contare sulle proprie forze e sul proprio sacrificio. Solo così la soddisfazione che si sente una volta raggiunto sarà massima. Non è facile farlo capire ai bambini, ai giovani, ma attraverso la fantasia e il loro linguaggio si riescono a fare miracoli!

  • Come si sceglie una particolare tematica?

In realtà, vedo i miei figli crescere e osservo e sento le varie difficoltà che incontrano mentre la loro vita prosegue. Lo spunto me lo danno loro, il loro rapporto con noi genitori, con gli insegnanti, con gli amici, con la società che li circonda, una società che, al giorno d’oggi, nasconde molti più pericoli di un tempo e tende ad appiattire ogni entusiasmo individuale, nonostante abbia come vessillo l’autodeterminazione dell’IO che altro non è una maschera dietro la quale si cela l’insicurezza dei nostri ragazzi.

  • Quali sono le maggiori difficoltà che si riscontrano?

Dover scrivere è la maggiore difficoltà, ovvero trovare il linguaggio adatto che possa permettere allo scrittore di far passare il proprio messaggio attraverso le parole e non cadere nella tentazione di sciorinare sermoni che non portano a nulla se non ad appesantire la storia che il ragazzo abbandonerà in un “pis pas”, come dicono in spagnolo, all’impronta! Non è facile catturare la lettura dei nostri giovani al giorno d’oggi, per questo, oltre all’educazione alla lettura che deve avvenire nelle case e nelle scuole, è anche necessario dar loro quel che chiedono di leggere per seguirne i ritmi, i tempi, per essere al passo con il loro tempo, cercando di raccontare storie, anche antiche, ma con sapori moderni, per non cadere nell’anacronismo che, spesso, il giovane rifiuta non per scarsa empatia coi personaggi.

  • Perché scegliere di scrivere proprio per i giovani?

Perché è come se me l’avessero chiesto. I miei figli e io abbiamo avuto, per tanti anni, quando erano più piccoli, l’abitudine di raccontarci delle storie prima di dormire. Io stesa insieme a loro nella parte inferiore del letto a castello dove dormivano iniziavo con “C’era una volta nel Parco delle meraviglie…” e loro continuavano. È andata che a un certo punto ho detto loro: “Ora si scrive Mina!” E così è stato! È una fiaba nella quale si respira l’aria di casa mia, del Parco del Retiro, delle nostre passeggiate sui viali alberati verso il Palacio de Cristal. Spero che presto esca anche in spagnolo e mi piacerebbe mettere nero su bianco anche le altre fiabe che nel frattempo ci siamo inventati insieme. Loro, i bimbi e il loro mondo, i bimbi e il nostro mondo, sono loro le mie fonti di ispirazione, loro che mi hanno portato a scrivere per loro.

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