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Salone del libro di Torino e Feria del libro de Madrid

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IMG-20140601-WA0002Due realtà a confronto

La Feria del libro de Madrid è giunta alla sua 73ª edizione e domenica 1 giugno 2014 è stato un giorno davvero fortunato, da ricordare negli annali per me. Per la prima volta, non sono andata a questo evento in veste di lettrice, ma vi ho partecipato in veste di scrittrice e l’emozione di scrivere e firmare copie dietro al banco della Librería italiana di Madrid è stata davvero enorme. L’ho vissuta insieme a un italiano DOC, romano come me, Diego Galdino, uno scrittore dall’animo sensibile e dotato dell’immenso talento che lo ha portato a essere uno degli scrittori italiani più amati in Italia e all’estero. Insieme, ci siamo resi conto che ciò che io ho visto durante quasi dodici anni di vita qui, attraverso gli occhi di lettrice appassionata, è totalmente speculare per l’autore. La particolarità di questa Fiera è data non solo dal fatto che è all’aria aperta, nella splendida cornice del Parco del Retiro di Madrid che si presta a molteplici attività e che si trasforma per 15 giorni l’anno nell’aria espositiva letteraria più importante di tutta la Spagna, ma soprattutto dal fatto che è una Fiera sia per gli addetti ai lavori (librai, editori, distributori) sia per gli autori e i lettori che costruiscono un contatto diretto tra di loro in modo spontaneo e sinergico. Ciò aiuta non solo la vendita dei libri, ma anche l’instaurazione quella sorta di feeling necessario per far sì che l’autore entri davvero nell’anima del lettore.

Diego e io abbiamo conosciuto molte persone mai viste prima di allora, abbiamo dedicato i nostri libri con sorrisi e gioia, ci siamo interessati alle loro vite nell’arco di pochi minuti e abbiamo creato quella speciale alchimia tra noi e i lettori che speriamo si trasferisca anche sulla carta nel momento in cui ci leggeranno. Sapere che “Mina, la fatina del lago di cristallo” verrà letto da bambini che non conosco, ma anche da persone adulte alle prime armi con la nostra lingua è straordinario, così come aver dedicato “Dietro lo sguardo” ad amanti delle poesie e dei sentimenti puri e tragici d’amore. Il libro “Il primo caffé del mattino” e l’ultimo nato, “Mi vieni come da un sogno” sono stati la punta di diamante di Diego Galdino che è rimasto sorpreso dal grande amore che la Spagna riserva sempre a noi italiani. Siamo popoli affini per tanti versi, ci amiamo, ci stimiamo e ci cerchiamo come quegli amanti che appena si incontrano non possono far a meno di stringersi le mani e non lasciarle più. La Spagna e l’Italia, la Nazione che mi ha adottato e la Nazione nella quale sono nata, sono abitate da popoli che pur avendo avuto vicissitudini e tradizioni diverse sono simili e ormai le caratteristiche di entrambi si sono fuse nella mia carne oltre che nella mia anima tanto da poter dire che sono quel che sono anche perché un giorno ho incrociato il mio destino spagnolo che ormai è con me da più di ventuno anni.

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Dietro lo sguardo, Mina, la fatina del lago di cristallo, Il primo caffé del mattino e Aliapiedi a Dublino, autrice Alia Zuffi

Le differenze con il Salone Internazionale del libro di Torino sono molteplici. Innanzitutto la Feria del libro di Madrid si svolge all’aria aperta, in genere, sempre nel periodo di fine maggio- inizio giugno e non si paga per entrare come invece avviene per il Salone Internazionale del libro di Torino, il cui costo è stato quest’anno di 10 euro a giornata e di 20 euro per gli abbonamenti per tutti e 5 giorni della durata dell’esposizione. Effettivamente, anche questi aspetti possono costituire un deterrente per le persone. Si parla di esposizione ed effettivamente è più che altro un’esposizione per editori e distributori e poco è il contatto esistente tra il lettore, che è il fruitore principale dei libri, e l’autore. Il costo, non indifferente dell’entrata è sicuramente un freno per il lettore a presenziare al Salone, senza considerare che l’esposizione viene fatta in un luogo chiuso nel quale è complicato farsi una “siesta” e poi ricominciare di nuovo a visitare i vari stand. Pensate alla mancanza d’aria e alle ore dentro un posto chiuso nel quale il vociare delle persone rimbomba tra le pareti e nella testa. All’aria aperta questo non accade e, se dovesse accadere, non bisogna far altro che sistemarsi sull’erba e riposarsi un po’ o bere nei vari punti di ristoro allestiti durante tutto il percorso nel Paseo de Coches. Inoltre, el Parque del Retiro è al centro della città di Madrid, mentre bisogna fare i salti mortali per poter raggiungere il Salone del libro di Torino. E vi do una chicca, gli espositori e le librerie che ho interpellato hanno dichiarato tutti che, se facessero questa Feria negli Hangar adibiti alle Ferie che Madrid, come ogni città cosmopolita ha, non andrebbero loro per primi a esporre. La relazione con El Retiro per questo evento è diventata ormai viscerale!

È pur vero che l’area espositiva accoglie un terzo degli espositori del Salone del libro, ma anche alla Feria del libro di Madrid ci sono padiglioni tematici nei quali si discutono le varie avversità inerenti il settore editoriale, laboratori di scrittura, padiglioni per bambini con presentazioni animate da attori professionisti, padiglioni delle presentazioni per gli autori di nome, di spicco. È comunque una Feria molto dinamica, nella quale la relazione tra l’autore e il lettore è curata nei minimi particolari e anzi, oserei dire, tra il lettore e tutto il mondo della lettura e della letteratura, in quanto il lettore si sente parte integrante di questo mondo potendo parlare e condividere aria e risate con i propri beniamini. Il dispiegamento mediatico è eccezionale, le televisioni presenti, le radio, i giornalisti… è un via vai di persone che vogliono essere sempre aggiornate su quel che succede in questo evento meraviglioso che porta la cultura tra gli spagnoli e non solo. Inoltre, come da tradizione, la feria viene sempre aperta da una madrina o un padrino d’eccezione, ovvero da un membro della famiglia Reale.

Il passato fine settimana più di 100.000 sono stati i lettori che hanno acquistato i libri considerando solo l’esaurimento delle borse di carta ufficiali della Feria del libro con il suo logo. Ma nella pratica saranno stati il doppio, visto che non tutte las casetas usano le borse della Feria, ma le proprie, secondo quanto emerso dall’articolo del quotidiano del Retiro on line ZonaRetiro.com

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El Retiro en Feria

Statisticamente la Spagna è tra i primi 20 paesi al mondo come lettori, mentre l’Italia, purtroppo no. Inoltre, è anche provato dalle statistiche che uno spagnolo legge di media 10 libri l’anno e di questi 5 li compra alla Feria del libro di Madrid. L’impatto culturale, perché alla fine di questo si tratta, che questo evento ha sul popolo spagnolo è veramente forte e, per questo, loro se lo sono studiato e costruito a propria misura. Gli spagnoli amano stare all’aria aperta, vivere con la famiglia i momenti di riposo, bere, mangiare e leggere. El Parque del Retiro offre tutto ciò e oltretutto senza pagare nulla perché il suolo è pubblico.

Cosa si può volere di più da una Feria del libro? Venire per vedere e vedere per credere. Vi aspettiamo qui, quest’anno e anche nei prossimi, perché i libri sono da vivere e da godere e gli spagnoli l’hanno capito alla perfezione!

Elisabetta Bagli

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