Crea sito

Salone di Torino: finalmente si respira!

In News, Pensieri

Finalmente si respira!

11281904_765511746899027_88887106_n

di Irma Panova Maino

Finalmente si respira aria nuova e non solo perché, aprendo le porte, il caldo torrido, presente nel corso della Fiera, è stato spazzato via da una gradevole corrente, ma anche per uno spirito positivo che ha iniziato a infestare i corridoi e gli stand fin dalle prime ore di giovedì mattina. Partiamo dalle note dolenti…

Quest’anno il Salone, checché ne dicano gli organizzatori, è stato piuttosto disertato da molti editori, per lo più fra i piccoli. Sicuramente la causa va ricercata nel dispendio di energie, costi economici e umani che un evento di questo genere richiede, ma credo che non sia questo il motivo principale. La causa credo che vada ricercata nel mancato “movimento” della precedente edizione. Se volessimo fare un paragone, si potrebbe tranquillamente affermare che dal silenzio tombale del primo giorno di Fiera dell’anno scorso, rispetto al primo giorno di quest’anno, esiste un abisso. Non solo da un punto di vista di presenze, ma soprattutto per quella sensazione di speranza, positività e consapevolezza che aleggiava fin dalle prime ore. Abbiamo avuto modo di parlare con tutti, dagli editori, agli autori, ai lettori, senza dimenticarci di giornalisti, fotografi, altri professionisti del settore e, non ultimi, gli addetti alla ristorazione, la sicurezza e l’organizzazione. Abbiamo chiesto a tutti cosa ne pensassero di questa edizione, quali fossero le loro sensazioni a riguardo e la risposta è stata unanime: “Tutta un’altra aria!”

11272306_765511760232359_1320753519_n

Ci siamo chiesti perché. Per quale motivo, improvvisamente, quest’anno si sentisse aleggiare questo nuovo refolo. Qualche risposta siamo riusciti a trovarla, soprattutto approfondendo l’argomento con editori e autori. L’interesse nato intorno al mondo editoriale ha affrontato una svolta, lasciando il limbo pionieristico vissuto nei primi tempi per accollarsi, finalmente, le proprie responsabilità. Da parte degli editori, a parte qualche nome ormai tristemente noto, è sorta la necessità di tornare a lavorare con più serietà e professionalità, rendendosi conto che la pubblicazione di un libro non è un mestiere adatto a tutti e quelli che portano avanti questo “fardello” devono farlo attenendosi a delle regole ben precise, anche se non scritte. Da parte degli autori è scaturita la consapevolezza che l’era amatoriale è terminata e che per affrontare questo mestiere ci vogliono basi, capacità e umiltà. L’insieme dei due fattori ha fatto sì che, ad esempio, ci fossero meno scrittori disperati in cerca di un editore. Gli stand non sono stati presi d’assalto, così come capitava negli anni precedenti, da autori che si sono presentati con il manoscritto dell’anno, che nessun editore aveva ancora avuto il coraggio di pubblicare. Al contrario, gli autori, che hanno colto l’occasione per trovare una Casa Editrice in grado di apprezzare il loro lavoro, sono arrivati armati sì di speranza, ma anche di una sana capacità di giudizio. Le domande che hanno posto erano adatte a comprendere se l’editore in questione poteva essere quello “giusto” e se poteva sopperire alle loro necessità. Domande mirate, studiate, frutto di ricerche già fatte e di una nuova esperienza. Non abbiamo assistito al classico caso dell’autore che, non avendo la più pallida idea di cosa voglia dire pubblicare, si presenta a un editore lasciandosi “impacchettare” da tanti bei discorsi. Al contrario, abbiamo assistito a dei dialoghi, molto onesti e molto consapevoli, sia da una parte che dall’altra. E questo fatto, unito al numero consistente di visitatori, per lo più lettori felici di potersi immergere in tanta “carta”, ha creato un’energia di cui tutti hanno usufruito. Le grandi case editrici hanno sicuramente spopolato, come sempre, ma sono stati i piccoli editori a fare la differenza.

La seconda nota dolente: la connettività assente.

11263706_765124246937777_1975446216_n

Molti di voi, che sono passati dal Salone, hanno usufruito degli spazi in cui il segnale wi-fi è stato distribuito gratuitamente e questo ha fornito l’illusoria convinzione che il progresso tecnologico fosse finalmente giunto anche nei padiglioni. Se non altro quella pratica civile che vede diversi paesi del mondo distribuire segnali gratuiti in spazi comuni. Va bene, forse potremmo obiettare che il Salone della Fiera non è uno spazio comune? Ironicamente potremmo rispondere che se quello non è uno spazio comune, allora non si capisce che cosa dovrebbe esserlo. Persino gli aeroporti o gli alberghi sono considerati spazi comuni…

Ma a parte questa sottigliezza, il punto è che la connessione a internet non è un bene comune e, di conseguenza, viene considerata come un privilegio per pochi (i soliti), dunque non condivisa e, soprattutto, non gratuita. Gli espositori se vogliono aggiornare in tempo reale i propri blog, le pagine social o altri spazi web, sono costretti ad acquistare una password venduta a caro prezzo. Senza di essa qualsiasi connessione con il mondo esterno è praticamente inibita. Non solo, secondo un regolamento anti costituzionale e, commercialmente parlando, controproducente per tutti gli operatori telefonici, le chiavette, che l’espositore potrebbe portarsi da casa, sarebbero di conseguenza vietate. Dunque, o si china la testa davanti a quella che è una forma ricattatoria, oppure il progresso viene relegato in cantina, dimenticandosi che l’informazione non è solo un diritto, ma un dovere. E, giusto per entrare nel merito della faccenda, impedire la promozione (con qualsiasi mezzo previsto dalla legge e dalle logiche commerciali) di un prodotto, penalizza fortemente il commerciante. E se l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro… impedire alle persone di poter commercializzare al meglio le proprie produzioni diventa quasi un abominio. La Fiera dovrebbe uscire dalla propria logica medievale, entrando in quello che è il nuovo millennio, ovviamente informatico.

 

Related Post

You may also read!

L’odissea della Graf Von Spee

Condividi: L’odissea della Graf Von Spee.   di Claudio Oliva Varata il 30 Giugno del 1934 venne ideata, insieme

Read More...

Intervista a Gianni Gandini

Condividi: Intervista a Gianni Gandini Primo classificato assoluto nel Premio Letterario Internazionale Terra di Guido Cavani, Gianni Gandini è uno

Read More...

La strage di Piazza Fontana e gli Anni di Piombo

Condividi: La strage di Piazza Fontana e gli Anni di Piombo 12 dicembre 1969, alle ore 16 e 37,

Read More...

6 commentsOn Salone di Torino: finalmente si respira!

  • Ottimo articolo che rispecchia fedelmente la realtà. Per la prima volta mi sono affacciato al Salone Internazionale del Libro, non mi aspettavo nulla; ho dovuto ricredermi sul mio scetticismo. Ho incontrato tanta bella gente (intendo intellettualmente molto preparata): editori e colleghi. Concordo pienamente sul fatto che la piccola e media editoria faccia “la differenza”. Un grosso Grazie a tutti gli organizzatori!

    • Grazie per la tua conferma e per la condivisione delle impressioni. In effetti le piccole e medie CE quest’anno hanno detto la loro anche nei confronti delle grandi, almeno come mia personale impressione. C’era gente dalle grandi, è vero, ma quello era scontato, non era scontato invece il fatto che ci fosse una notevole affluenza anche negli stand dei meno grandi. La cosa mia ha colpito positivamente. Probabilmente i lettori stanno cominciando a cercare qualcosa di diverso dai “soliti nomi noti” e si rivolgono a chi propone reali novità.

  • Bellissima relazione Irma. Come non potrei condividere, da visitatrice e amante della scrittura/lettura, quanto hai sottolineato?
    Le note dolenti non le conoscevo e, devo ammettere, mi lasciano piuttosto perplessa, immaginando costi impensabili, per uno spazio espositivo, trovo assurdo e per niente onesto accollare ulteriori spese, per usare internet: paradosso assurdo, al Salone del Libro. Evento in cui si parla di tecnologie, e-book e quant’altro può essere legato all’editoria, è incomprensibile.
    A ogni buon conto, resta la piacevole boccata d’aria fresca (il caldo era debilitante), positiva in tutti i sensi che si respirava. Per me davvero una “ventata” rigenerante, avendo avuto modo di conoscere te e Andrea e i presenti al momento.
    Qui io vedo l’innovazione migliore, nella amichevole condivisione, Editore, Amministratore e autore. Interagire con disinvoltura, non può che far crescere la qualità dei lavori e del dialogo.
    Questo è un grande merito scaturito dalla tua energia, volontà e disponibilità. Grazie Irma.

    • Grazie mille Luisa, ma a parte lo stand in cui eravamo presenti e che ha sopportato amichevolmente l’ondata di tutti gli amici che ci sono venuti a trovare, anche negli altri stand l’atmosfera era allegra, le persone sorridenti, disponibili, aperte al dialogo. Persino fra editore ed editore. E non sai quanto questo mi abbia reso felice. Basta con le piccole guerre assurde.

  • Concordo con tutti voi. L’atmosfera era positiva, si respirava aria buona, quella della comunicazione interpersonale e soprattutto è stato dato largo spazio alla condivisione. Non si poteva fare a meno di notarlo in mezzo agli stand, tra i volti della gente. C’era una combinazione ottimale di talenti che hanno voluto esserci per dimostrare che se un progetto è buono, vero, serio, i risultati arrivano. Eccome se arrivano! Vorrei fare i complimenti a chi ha speso energie fino all’ultimo con una presenza attiva e costante, ma ancora di più per tutto il duro lavoro che c’è stato dietro a questi cinque giorni. Insomma una frase ci sta dentro alla grande: “POTERI AI PICCOLI”! Grazie a tutti coloro i quali hanno permesso che tutto questo potesse accadere e si potesse raccontare proprio in questo modo.

    • In effetti una delle differenze fondamentali è stata proprio la chiara disponibilità ad un sano interscambio di idee e di possibilità. La gente era più aperta al dialogo e al sorriso. L’aria di soddisfazione aleggiava su molti volti incontrati fra i vari stands.

Leave a reply:

Your email address will not be published.

14 + venti =

*

Mobile Sliding Menu

Translate »