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Rita Loccisano e l’arte del VisualFood

In Iniziative, Interviste a sorpresa, News

Intervista a Rita Loccisano per il Mondo dello scrittore

a cura di Marina Atzori

Intervista a Rita LoccisanoOggi intervisteremo una donna speciale, Rita Loccisano, colei che ha ideato un arcobaleno di sapori originali e attraenti, fatto di innumerevoli combinazioni di espressività. Volete sapere quali sono gli ingredienti essenziali della sua ricetta vincente? Una fantasia fuori dal comune e una sana ambizione! Rita Loccisano è una vera e propria artista del cibo. Non è uno chef, ma nutre ugualmente una passione sfrenata per la cucina, curandone l’aspetto estetico attraverso la disciplina del Visual Fooding. Avrete avuto modo di seguirla nel programma, VisualFood, andato in onda su Gambero Rosso Channel (Canale 412 di Sky). Si sa, anche nel commestibile l’occhio vuole la sua parte e se la prende tutta nelle creazioni della startupper modenese, di origini calabresi, che ha iniziato questa avventura usufruendo di uno strumento innovativo, il video tutorial e battezzando il suo primo blog con un nome davvero empatico e singolare: “A Mouse On The Table”. Per presentarla prendiamo spunto dal titolo del suo libro pubblicato nel 2014: “VisualFood Creare, stupire, gustare” (Edizioni VisualFood). Creatività, stupore e gusto sono dunque le tre caratteristiche che l’hanno resa protagonista di una novità assoluta in campo culinario: l’arte di creare, di vedere altro nelle cose, per dare vita a piatti stuzzicanti attraverso la qualità, la forma e il colore degli alimenti.

Buon giorno Rita, innanzitutto la ringraziamo per aver concesso questa intervista al Mondo dello scrittore. Siamo lieti di averla qui con noi.

Felice io di questa opportunità!

  1. Nel 2013 nasce l’azienda VisualFood S.r.l. La mission di questo suo progetto interessante è quella di diffondere la nuova disciplina del VisualFood in tutto il mondo. Lo scopo attraverso i suoi corsi è sì la formazione tecnico-pratica della materia, ma è anche quello di introdurre una nuova importante opportunità professionale, il VisualFoodist. Cosa l’ha spinta a creare un’azienda di questo tipo?

Un progetto molto ambizioso. Come ha già detto lei, VisualFood nasce prima di tutto come disciplina, mossa da una mia iniziativa e riconosciuta da una community di appassionati. Come disciplina non ha confini geografici o limiti di sviluppo e per questo fin da subito ne ho immaginato una diffusione globale. Anche da questa visione nasce la scelta del nome “VisualFood”, che ora è un marchio registrato.

La mia idea era di raccogliere e codificare tutta una serie di tecniche creative esistenti e applicabili agli alimenti, al fine di offrire al pubblico di appassionati e professionisti degli strumenti precisi tra cui poter scegliere per rendere i propri piatti creativi, curati e belli. Ci piace dire che il VF è come un ingrediente che si aggiunge alla ricetta, un ingrediente che crea bellezza e stupore.

Intervista a Rita Loccisano
contorno bouquet con calle di patate
  1. In che modo vede la figura di Visualfoodist proiettata nel mondo lavorativo? E come vede i Social e il Web associati ad essa?

Il Visualfoodist è un libero professionista affiliato a VF da un contratto di franchising. È una figura professionale che ha vari sbocchi, a seconda delle predisposizioni di ognuno e dei percorsi che il singolo professionista sceglie di fare. Il VFist è docente, consulente, designer, caterer e altro ancora. Come in tutte le libere attività, è importante che vi sia spirito imprenditoriale. Tuttavia i nostri VFist non sono lasciati soli, hanno il nostro supporto in ogni iniziativa e fanno rete tra di loro. Ci piace pensare che cresciamo tutti insieme.

Per quanto riguarda l’aspetto social, devo dire che siamo nel contesto storico più favorevole per un progetto come il nostro. Io sono davvero stupita da questa “mania” di fotografare il cibo in ogni occasione. Si parla di “foodporn”, di “voyerismo del cibo”… mai come oggi l’esigenza di presentare bene i piatti e di stupire attraverso il cibo è stata così forte.

C’è poi un aspetto sociale intrinseco del VisualFood che sta nelle occasioni di utilizzo. Di fatto ci prendiamo cura della tavola e della presentazione dei piatti prevalentemente quando abbiamo ospiti. Che si tratti di una cena con gli amici o di un piccolo ricevimento in casa, ci teniamo a fare bella figura in queste occasioni. E il VF permette di raggiungere questo obiettivo fornendo idee e spunti per ogni genere di pubblico e ogni tipo di occasione.

  1. Nel suo programma “VisualFood” assistiamo alla creazione di piccole opere d’arte, rese comprensibili e fruibili da una chiarezza espositiva che fa leva sulla semplicità di esecuzione. Questo aspetto è sicuramente un fattore da non sottovalutare. La formula che ha decretato il successo di questa nuova frontiera culinaria è che il FoodDesign può essere in qualche modo alla portata di tutti. Quanto è importante il senso estetico nel VisualFood, rispetto alla tecnica e alla precisione?

Le tecniche sono molto importanti perché consentono di non limitarsi al riprodurre una creazione, ma permettono di creare a propria volta diventando autori di piatti e creazioni originali. Mi spiego meglio: chi partecipa a un corso sui piatti estivi impara a fare la “Pasta alla Norma con rose di melanzane”. Le rose di melanzane si realizzano con una tecnica che ho chiamato “roll-up combinato”. Nel corso spieghiamo che con la stessa tecnica si possono realizzare rose di affettato per l’aperitivo, rose di formaggio finger food, rose di verdure grigliate e così via. Soprattutto per i professionisti della ristorazione questa è una grande arma perché usando un po’ di creatività e le nostre tecniche, sono moltissimi i piatti che si possono trasformare in opere da mangiare.

Intervista a Rita Loccisano
pasta alla norma con rose di melanzane

Venendo al fattore precisione, la mia esperienza è che anche quando ho visto presentare creazioni e composizioni realizzate discretamente, la reazione del pubblico è stata di visibilio. Al che, ho dovuto rendermi conto che è inutile puntare alla perfezione, la differenza la noterebbero solo in pochi: i perfezionisti come me. Nel nostro gruppo Facebook “Quelli del VisualFood” vediamo ogni giorno decine di piatti realizzati dai nostri follower e non tutti sono perfetti, ma quello che si ammira sono la genialità dell’idea e la voglia di mettersi in gioco. Alla fine, lo scopo è quello di strappare un sorriso.

  1. Fiori, funghi, topolini, coccinelle, ranocchie, granchiolini e chi più ne ha, più ne metta. Questi sono solo alcuni dei protagonisti delle “storie raccontate” sul suo tavolo di lavoro. I colori degli alimenti le permettono di creare anche una sorta di ambientazione, giocando un ruolo determinante nella realizzazione e per la riuscita dei suoi piatti. Pomodori, zucchine, olive e ciliegie si vestono a festa nel suo programma di cui stanno riproponendo le repliche su Gambero Rosso Channel (canale 412 di Sky). Lei non butta mai via niente dei suoi scarti. Nel VisualFood lo spreco dei cibi non è contemplato ma anzi rivalutato. Ci parli anche di questa carta vincente.

Non sprecare è uno dei dieci principi fondamentali del VisualFood e non poteva che essere così. I tempi in cui il cibo poteva essere utilizzato come decoro sono finiti. Non possiamo più permetterci sprechi di cibo. La mia etica di mamma, prima ancora che di persona che rispetta l’ambiente, si ribella al pensiero che del cibo possa finire nella pattumiera, quando al mondo ci sono milioni di persone che non hanno neanche quello. Penso che su questo siamo tutti d’accordo.

Nel mondo della “food art”, come molti la chiamano, non c’era però ancora stato nessuno che aveva tentato di cambiare le cose, affermando con forza questi principi. Le arti utilizzate per abbellire le tavole e i banchetti erano ancora le stesse che si usavano nel Medioevo: intaglio artistico, sculture di ghiaccio, sculture di burro, sculture di pane non edibili e così via. Era il momento di aggiornarsi con i tempi e apportare un po’ di innovazione in questo ambito. Al pubblico è piaciuto.

  1. Allegria ed entusiasmo la fanno da padrone in studio, quando si presenta ai telespettatori, ma anche nel Web. Lei ha un sorriso e una positività che risultano contagiosi. È evidente che ci metta parecchio del suo in quello che fa. Chi è Rita Loccisano nella vita di tutti i giorni?

Se in italiano si potesse fare, qui metterei una bella emoticon con uno smile, per dirle che mi ha fatto sorridere. Sì, sono una persona positiva, ottimista e costruttiva. Sono felice che questo si veda. Mi considero una persona fortunata: poter lavorare con la propria creatività e avere a che fare ogni giorno con il bello, sicuramente aiuta. Tuttavia non è un caso che io faccia questo lavoro: visto che non esisteva me lo sono creato! Quindi posso aggiungere di essere anche una persona volitiva. Sono mamma di due splendidi figli, entrambi ormai maggiorenni e nel tempo libero (che mi ricavo forzatamente, altrimenti non ne avrei!) pratico Hatha Yoga e ballo tango argentino.

Intervista a Rita Loccisano
ricci di formaggio
  1. Ci racconti del suo libro “VisualFood Creare, stupire, gustare”. Abbiamo letto che ha richiesto un lungo lavoro di rifinitura prima della pubblicazione. È destinato a una fetta di pubblico in particolare?

Questo primo volume voleva essere un po’ il manifesto del VisualFood, quindi la parte introduttiva era molto importante e alla luce di alcune evoluzioni che ci sono state in seguito alla nascita della società, ci siamo presi un po’ di tempo per valutare bene i contenuti.

Dal punto di vista dei tutorial invece, vale a dire la seconda parte, con le foto passo passo per realizzare le creazioni, ho voluto dare un esempio di vari campi di applicazione del VF:

– il pranzo a tavola, quindi un’applicazione casalinga;

– il buffet, quindi un’applicazione professionale;

– i piatti per bambini, adatti a famiglie e altri ambiti educativi.

Ho voluto toccare un po’ tutti i settori, per dare un’idea delle potenzialità del VF. In seguito abbiamo pubblicato un libro con ricette per bambini (W le verdure, Giunti Editore) e abbiamo elaborato una serie di corsi professionali per specifiche categorie (ristorazione, catering, salumerie, etc.) che diventeranno in futuro delle monografie.

  1. Quali sono i suoi progetti futuri?

I progetti sono tanti. Stiamo lavorando con Gambero Rosso a un volume che raccolga le ricette della trasmissione, arricchito di alcuni inediti. Ci stiamo affacciando all’estero con i primi corsi di VisualFood e speriamo anche i primi Visualfoodist. Il progetto che mi stuzzica di più però, perché rappresenta una sfida, è portare il VF nei ristoranti, sviluppando degli appositi menu o rivisitando in stile visual i piatti dei ristoranti che sceglieranno di aderire. Partiremo con un ristorante pilota a Milano e poi vedremo che succede. L’idea è quella di non fermarsi a insegnare il VF, ma arrivare a farlo assaggiare. Così pure chi non ama fare da sé, potrà godere di un piatto da mangiare anche con gli occhi.

Intervista a Rita Loccisano

Link al Blog Personale VisualFood
Pagina Facebook di Rita Loccisano
Editore: Edizioni VisualFood 2014
ISBN-10: 8894031403
ISBN-13: 978-8894031409
Numero pagine: 160 pagine
Dimensioni: 22×22 cm Rilegatura brossura con copertina morbida
Link all’acquisto del libro “VisualFood Creare, stupire, gustare” Edizioni VisualFood

 

 

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