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Recensioni su Amazon: potevamo non parlarne?

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di Irma Panova Maino

L’argomento che più spesso viene trattato in questi giorni è la questione delle recensioni, soprattutto quelle che escono su Amazon, dal momento che questa è la piattaforma online più utilizzata per verificare l’effettiva notorietà di un libro. Molto si potrebbe obiettare a proposito della reale importanza che riveste Amazon ma, che ci piaccia o meno, tutti prima o poi vanno a verificare la posizione di un testo nella classifica, a leggere le recensione dei clienti, a curiosare su come si è piazzato un dato libro. D’altra parte, è ormai risaputo che la maggior parte dei talent scout, delle più note agenzie letterarie e quelli che cercano nuovi autori per le CE più rinomate, vanno a pescare i possibili futuri clienti proprio in questo bacino, controllando l’andamento di vendita, i piazzamenti e i commenti lasciati dai lettori. Quindi, anche se la cosa ci fa storcere il naso, non possiamo far finta di niente e proseguire per la nostra strada senza prendere in considerazione questo mezzo di diffusione. Perché di questo stiamo parlando. Di uno strumento che, nel bene e nel male, crea aspettative, promuove gli autori, diffonde le pubblicazioni e porta notorietà a chi si sa muovere in rete. Dunque, le “recensioni” hanno il loro peso. Tuttavia è bene chiarire un punto: quelle su Amazon NON sono recensioni, sono commenti di lettori (o presunti tali). Non confondiamo un lavoro professionale con un’azione amatoriale, lasciata in mano a chiunque. Impariamo a chiamarle con il loro nome e a dare loro il giusto valore. Nello splendido articolo di Davide Mana (potete leggerlo QUI) è sottolineato il fatto che i pareri lasciati su Amazon servono ad altri lettori, non certo all’autore, se non come riscontro di quanto possa essere piaciuto il proprio testo, punto che diventa relativo se si presuppone il fatto che non può piacere a tutti e quindi, in giusta misura, si avranno riscontri positivi e negativi. Dunque, non facciamone un dramma. Un lettore attento sa bene come interpretare le famose stelline e sa anche riconoscere i pareri falsi da quelli veri, facendo comunque una media dei commenti presenti. È anche vero che un lettore attento non si soffermerà sulle parole spese da altri suoi simili ma, se proprio intenzionato ad acquistare un determinato libro, quanto dicono gli altri non avrà alcun valore e il testo verrà comunque preso, a dispetto di quante volte sia stato scritto nei commenti che “fa schifo” oppure “bellissimo, da comprare”. Un esempio è costituito da 50 sfumature di grigio (e torniamo sempre lì), su 641 recensioni, ben 300 sono negative e 248 positive, le restanti 93 sono nella fascia della via di mezzo. Ebbene, pensate che i 300 commenti negativi abbiamo fermato la vendita di tale libro?

Se dite di sì non ci crede nessuno.

Allie Walker, nel suo articolo diretto e canzonatorio (potete gustarvelo QUI) evidenzia anche la particolare casta che è andata a costituirsi fra i “recensori”. Una casta quasi esclusiva che non ha alcuna ragione né di esistere né di farsi la guerra, dal momento che, come dicevamo prima, non si può parlare di recensioni ma solo di pareri personali. Il fatto di appartenere a un elenco, che evidenzia il tempo trascorso su Amazon a recensire di tutto, dalle scarpe alle stampanti, sottolinea solo il fatto che non si ha null’altro da fare. E perdonatemi se, a mia volta, sottolineo il fatto che non è proprio un aspetto positivo.
Detto questo, le recensioni sono aspetti estremamente seri del processo letterario/editoriale e non vanno trattate così superficialmente. Chi è davvero in grado di scriverle, non si sognerebbe mai di metterle su Amazon, quanto meno non per intero, apponendo solo uno stralcio delle stesse in un commento, se proprio deve farlo. E le recensioni, quelle vere, sono per uso esclusivo dell’autore, non del lettore.
Questa continua confusione nei termini non aiuta a conseguire quella “trasparenza” che tanto si dichiara di voler ottenere, in un campo quanto mai caotico. Soprattutto tende a fuorviare la misura con cui si dovrebbe imparare a valutare serenamente un testo, bello o brutto che sia.

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One commentOn Recensioni su Amazon

  • a me sembra che molte recensioni su amazon siano proprio pilotate. Io leggo molto e se dovessi basarmi solo su quelle, dovrei buttare via molti dei libri che invece mi sono piaciuti di più.

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