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Problemi di privacy per foto e video sui social

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social-1673031_640Problemi di privacy per foto e video sui social

La mancanza di una cultura giuridica significativa e di una scarsa sensibilità portano spesso gli utenti a commettere illeciti, se non addirittura violazioni vere e proprie, senza averne coscienza, incorrendo poi nelle sanzioni previste dalla legge che tutela la privacy dei soggetti aventi diritto.

L’era della diffusione sociale, proprio nello spirito insito nella creazione delle varie piattaforme sorte per soddisfare le esigenze pubbliche, ha portato a delle voragini legislative che non sempre possono essere colmate dalle leggi in vigore, tuttavia, ed è bene sottolineare questo fatto, esistono comunque delle leggi che possono essere adattate e applicate in diverse situazioni, trasformando l’incauto “postatore” in un soggetto sottoposto a provvedimenti a volte molto onerosi oppure decisamente limitanti, come la carcerazione.

Dunque partiamo da fatti risaputi.

Quasi tutti condividono foto, video, gif o altri contenuti multimediali in cui vengono ritratti altri soggetti, la moda ultima prevede il video live che trasmette in presa diretta un determinato evento, coinvolgendo chiunque venga ripreso dalle telecamere presenti su tutti gli smartphone. Ebbene, che c’è di male? L’evento è pubblico. Ed è qui che inizia la questione legale. Se l’evento è pubblico non è detto che le persone intervenute abbiano voglia di vedere il proprio volto pubblicato o trasmesso su un social. Il consenso alla ripresa o alla fotografia non dà automaticamente il consenso alla pubblicazione e questo dovrebbe far riflettere. Cosa che non avviene. Quasi mai.

Quindi assistiamo a riprese in diretta, foto pubblicate in tempo reale e istantanee che ritraggono soggetti che non sanno di finire su una piattaforma sociale, alla vista di chiunque e inseriti in contesti che potrebbero non essere per loro congeniali (vedi siti con tematiche non appropriate o, addirittura, lesive per l’immagine del soggetto). Tali soggetti potrebbero rivalersi su chi ha postato foto e video e, nel caso sussistano i termini necessari per querele, esposti e denunce, il malcapitato e incauto “postatore” potrebbe davvero passare alcuni momenti poco gradevoli.

Il portale La legge per tutti distingue alcuni casi:

  • si commette una violazione del diritto d’autore quando si pubblicano immagini o video realizzati da un altro soggetto che ne è l’autore e il relativo proprietario (un fotografo, un regista, un videoclip musicale appartenente alla relativa etichetta discografica, ecc.);
  • si commette, invece, un illecito trattamento di dati personali nell’ipotesi – più frequente – di condivisione, sul profilo Facebook, di fotografie e filmati in cui sono presenti altri soggetti senza che questi ne abbiano autorizzato la pubblicazione.

Sempre dal portale risulta evidente quanto segue:

Quindi, chi pubblica sul proprio (o sull’altrui) profilo Facebook la foto di un soggetto senza aver prima ottenuto da questi l’autorizzazione (autorizzazione che può essere anche tacita, ma espressa in modo inequivoco) commette un reato.

La legge sulla privacy [Art. 167 d.lgs. n. 196/2003], a riguardo, punisce con la reclusione fino a due anni chi esegue un illecito trattamento di dati personali tramite internet. È proprio il caso di chi pubblica la fotografia del volto di un altro soggetto senza il suo consenso. La legge richiede che lo scopo della pubblicazione sia quello di trarne profitto e di arrecare un danno alla vittima, ma questa espressione è stata interpretata in senso lato dalla giurisprudenza, secondo cui è sufficiente – ai fini del reato – un semplice fastidio o un turbamento alla vittima. Insomma, il penale scatta anche senza che vi sia un danno di natura patrimoniale [Cass. sent. n. 40356/2015 e Trib. Firenze sent. n. 3307/2015].

Detto questo, prima di condividere video, video live e foto, soprattutto se ritraggono minori, pensateci bene e cercate di comprendere quali sono le leggi che state violando.

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