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Opinione d’Autore: zombie, fantasmi infestazioni e possessioni

In Opinione d'Autore

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Opinione d’Autore: l’evoluzione della figura del vampiro

Torna, ancora una volta, la nostra rubrica Opinione d’autore, il nuovo salotto letterario del gruppo Il Mondo dello Scrittore. Attraverso le nostre domande, diamo la possibilità agli autori e agli appassionati di letteratura di esprimere la loro opinione su alcuni determinati argomenti che solleticano la nostra e la vostra curiosità.

Zombie e fantasmi sono i mostri che, per lo più, popolano i libri horror, ma siamo sicuri che queste anime dannate, in realtà, non siano specchio di una realtà ben più oscura della fantasia? Noi di MDS Network lo abbiamo chiesto a coloro che hanno continuamente a che fare proprio con queste creature: gli autori e gli appassionati di letteratura horror.

Sara Stuani Sara Stuani Sinceramente gli zombie non mi sono mai piaciuti. Non amo i film e anche i libri che ho letto (che li hanno come protagonisti) non mi hanno per nulla appassionata. Discorso diverso per i fantasmi che hanno sempre il loro fascino nonostante mi trovi a pensare che abbiamo più una vena tragi-comica (alla casper o mirtilla) che non orrorifica. Sul perché vadano così di “moda” i nostri amici zombie non so proprio cosa dire, probabilmente appassionati di walking dead come Lucia sapranno rispondere meglio di me.

Lucia Guglielminetti Lucia Guglielminetti Gli zombie di the Walking Dead servono per dimostrare che il vero pericolo sono gli umani sopravvissuti, tutti divisi in gruppi che si combattono gli uni con gli altri. È questo che mi piace di Twd. Gli zombie in sé non hanno il minimo fascino. Molto meglio i fantasmi, con il rimpianto, la tristezza e a volte la rabbia che si portano dietro.

Sara Stuani Sara Stuani A me piacciono i fantasmi di Supernatural… spesso vendicatori, tormentati e crudeli.

Irma Panova Maino Irma Panova Maino concordo con Lucia. Penso anch’io che non sia tanto il mostro in sé a creare l’attenzione, quanto le reazione che gli “umani” possono avere. Gli zombie, proprio per la natura marcescente che li contraddistingue, trovano poco riscontro nella letteratura romantica, ma possono diventare un buon elemento cardine per andare a stuzzicare le paure che insidiano i nostri incubi. Idem i fantasmi o le possessioni. Sicuramente, tutte e tre le “specie” presentano risvolti piuttosto reali e per questo diventano ancora più spaventosi.

Claudia Lo Blundo Claudia Lo Blundo non amo i romanzi con zombie e simili.

Michele Melillo Michele Melillo Oggi c’è un mostro che fa molto più paura di zombie, dracula e Frankenstein e si chiama uomo, magari killer 🙂

Tiziana Viganò Tiziana Viganò I thriller e i libri horror sono le fiabe dei nostri giorni. I cattivi e i mostri vengono sconfitti dai buoni e così il lettore trova equilibro e pace.

Piera Rossotti Piera Rossotti Questa domanda sarebbe perfetta per Giancarlo Ibba, se ha tempo di rispondere… Penso che gli zombie rappresentino il nostro lato oscuro, e che trovarli in un romanzo ci permetta di guardare questo nostro lato oscuro senza troppa paura o sensi di colpa. In definitiva, penso che la lettura di questo tipo di opere sia catartica.

Giancarlo Ibba Giancarlo Ibba Dunque. Innanzitutto, zombie, infestazioni, fantasmi e possessioni sono argomenti che vendono. Passati un po’ di moda negli anni 90, dove l’orrore era più umano e meno “fantastico” (killer, serial killer, maniaci e psicopatici, avvocati :-)), si è ritornati ai temi degli anni 60/70/80. Negli anni 50 la paura da esorcizzare era l’alieno, l’invasione, etc. Chiare metafore della Guerra Fredda. Dalla metà dei sessanta in poi, riducendosi il pericolo atomico, le paure recondite sono diventate il vorace consumismo (zombi), la spersonalizzazione (fantasmi), le psicosi (possessioni), la perdita dei valori tradizionali e la ribellione giovanile (infestazioni). Ultima nota, oggi i ragazzi nati negli anni sessanta, settanta e ottanta, sono il target commerciale preferito dei vari media (perché sono quelli che possono spendere in beni voluttuari), che sfruttano l’effetto nostalgia per accalappiare clienti. Piera Rossotti, io penso che sia il lupo mannaro a rappresentare il nostro lato oscuro, sempre pronto a farsi vivo… Ma qui entriamo in una discussione che tocca anche vampiri (eros represso) e mummia (paura della morte).

Piera Rossotti Piera Rossotti Lupi mannari e vampiri sono territorio di Irma Panova Maino… Il lupo mannaro mi sembra un lato oscuro molto maschile, però, non trovi?

Giancarlo Ibba Giancarlo Ibba Può darsi. Forse non hai torto, sotto un certo punto di vista Ma esiste anche la lupa… mannara. Tipo quando un uomo fa la doccia e subito dopo entra la donna in bagno… Trasformazione istantanea: hai fatto un lago, grrrr! Ti ammazzo! 🙂 storia tratta da episodio reale.

Daniela Balestrero Daniela Balestrero forse è semplicemente un modo per esternare le nostre paure trasportandole in un mondo fantastico, ma “orrendo” di una società che risalta più gli avvenimenti (reali e non) oscuri e tenebrosi che quelli luminosi e positivi.

Cristina Pezzica Cristina Pezzica Io ti parlo per esperienza personale… quando in passato mi sono cimentata in racconti di genere (in realtà vorrei scriverne ancora… ma è il tempo e la concentrazione che mancano!!) mi sono ritrovata quasi sempre a scrivere di fantasmi e/o possessioni; zombie, vampiri e lupi mannari non mi “ispirano” granché a scrivere… forse perché li vedo come minacce più “tangibili”, mi spiego meglio; se il protagonista della storia è inseguito da un’orda di zombie, da un uomo lupo o da un succhiasangue in *teoria* ha la possibilità di chiedere aiuto ed è anche probabile che gli si possa credere, visto che comunque anche gli altri personaggi si troverebbero di fronte alle suddette “creature”… ma un’entità che si manifesta solamente a lui/lei, o che si impossessa della sua mente, in mancanza di prove evidenti sarebbe scambiata per un’allucinazione, e il protagonista si ritroverebbe lasciato solo. Almeno, questa è la mia concezione di una storia horror… cerco di suscitare una paura “claustrofobica” e in questo senso il lieto fine… non lo concepisco (a meno che non si tratti di una storia umoristica), anche se il protagonista dovesse miracolosamente salvarsi farei in modo di riservare al lettore un ultimo guizzo di paura, la minaccia non è definitivamente sconfitta. Personalmente gli horror che preferisco leggere (e scrivere) sono quelli che lasciano il lettore con un senso di angoscia anche dopo aver posato il libro…

Rubrica a cura di:

Renata_MondoRenata Morbidelli

Nata in Ancona nel 1972, vive a Falconara Marittima dove offre il suo servizio alla comunità, lavorando nel cinema parrocchiale come bigliettaia. Appassionata da sempre di miti, leggende e fantasy, ha pubblicato il suo primo romanzo (un epic fantasy). Inoltre è autrice di diverse poesie e racconti di vario genere ed ha collaborato alla realizzazione di un libro che lega cibo e letteratura. È appassionata di cinema, musica e teatro ed è allieva della classe di Musical e Arte Scenica della scuola di musica della cittadina in cui vive. Amministratrice dei gruppi facebook “La carica degli esordienti” e “Il Mondo dello Scrittore”

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