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Opinione d’Autore: l’evoluzione della figura del vampiro

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Opinione d’Autore: l’evoluzione della figura del vampiro

Torna, ancora una volta, la nostra rubrica Opinione d’autore, il nuovo salotto letterario del gruppo Il Mondo dello Scrittore. Attraverso le nostre domande, diamo la possibilità agli autori e agli appassionati di letteratura di esprimere la loro opinione su alcuni determinati argomenti che solleticano la nostra e la vostra curiosità.

Questa settimana vorremmo chiedere agli autori di urban fantasy, paranormal fantasy e ai lettori appassionati di questi generi, in che modo, secondo loro, la figura del vampiro s’è evoluta all’interno della letteratura. Vorremmo anche sapere se, sempre secondo loro, la saga di Twilight, per la letteratura, e le serie di Buffy, Angel e Being Human, per il piccolo schermo, hanno inciso, in qualche maniera, sulla scelta degli argomenti da trattare nelle loro opere.

Anna Cibotti Anna Cibotti Ignorante in materia cara Renata. Ho letto i libri 📚 di Irma, piaciuti, e… mai scritto nulla in merito. 😍

Nicoletta Berliri Nicoletta Berliri Per quanto mi riguarda sono una fifona e non leggo questo genere di libri. Non so dire quante volte abbia iniziato a leggere “Dracula” e abbia dovuto chiuderlo prima di arrivare al castello per la fifa blu 🙁 sono limitata nei generi…

Marina Atzori Marina Atzori Io ho letto qualche libro per curiosità e devo dire che sono stata fortunata. Mi sono piaciuti abbastanza. Inoltre, ho visto qualche telefilm alla tv giusto per capire dove andassero a parare con i contenuti. Diciamo che ho riscontrato parecchia “umanizzazione” di queste figure paranormali, sia sui romanzi, sia in televisione. D’altronde pare siano anime divise a metà, creature ambigue e combattute tra il bene e il male, sulle quali credo non sia così semplice cucire delle storie che non risultino banali. Ammiro gli autori che ci riescono. Qualcuno c’è ed è anche molto bravo a creare atmosfere che catturano il lettore! Secondo me, un errore diffuso in questo genere potrebbe essere l’esagerare nel seguire un copione quasi televisivo, fatto di dialoghi abbastanza vuoti e ripetitivi. In questo senso si rendono poco avvicinabili al nostro mondo. 🙂

Adrien Brandi Adrien Brandi Sono d’accordo con Marina Atzori. Francamente mi stupisce che un post che parla di serie così famose abbia suscitato poco interesse. Mi sarei aspettato un maggior dibattito e partecipazione, soprattutto dagli autori. Sarà perché il pubblico di questo gruppo forse è distante da certi gusti e temi?

Marina Atzori Marina Atzori Potrebbe essere Adrien. A noi piacerebbe capire qualcosa in più sui gusti dei lettori e qualche opinione, anche contraria, da parte degli autori. Siamo speranzosi.

Adrien Brandi Adrien Brandi Marina Atzori Anche a me il tema sembra importante. Quello che mi preoccupa in generale, al di là dei vampiri, è il distacco tra l’editoria e i gusti dei lettori. Mi sembra che ci siano case editrici troppo celebrali e intellettuali, che poi si riducano a pubblicare cose mooolto commerciali, tanto per campare. L’impressione è nata leggendo i commenti sui blog degli addetti del settore su libri famosi, (come Cinquanta sfumature di grigio etc.).  Molti editor hanno affermato ormai di temere i gusti del pubblico, di non capirlo più. Comunque, per quanto mi riguarda, mi hanno divertito più i vampiri di Anita Blake della Hamilton che quelli di Twilight (serie che ho visto in dvd, ma non letto).

Vorrei sempre domandare agli editor che selezionano i libri per ragazzi: quanti film fantasy hai visto quest’anno? Quanti fumetti hai letto? Cosa succede nel mondo Marvel o Star Wars? E nei videogiochi?
Se non sa rispondere neanche a una di queste domande, perché legge solo kafka, allora forse non fa parte del pubblico giovane e non dovrebbe operare scelte in tal senso.

Sara Stuani Sara Stuani Adrian io ho molto amato Anita Blake. Poi non so se sia colpa di editori o autori, si sono messi a cavalcate l onda di twilight snaturando la trama e i personaggi e tramutando il tutto in ammucchiate orgistiche piu o meno multispecie. Era il pubblico che lo chiedeva? Mah..dai commenti che leggo ne dubito. E chi allora? Chi dirige la baracca? Gli autori, gli editori o le richieste dei lettori e la moda del momento?

Antonella Mattei Antonella Mattei Non amo particolarmente il genere, a parte Dracula di Stoker e la Tempesta del secolo di King che ho apprezzatto moltissimo, trovo ripetitivi e quasi infantili tutti gli altri romanzi a cui ho buttato un occhio. Le serie e i telefilm non riescono proprio ad appassionarmi. E’ una opinione del tutto personale e apprezzo chi scrive questo genere con passione e competenza.

Renata Morbidelli Renata Morbidelli Grazie a tutti coloro che, fino ad ora, sono intervenuti, dandomi la loro opinione. Vorrei ascoltare, in qualità di esperti, LuciaFrancesca, Valerio Sericano e Valerio la Martire. Secondo voi com’è cambiata la figura del vampiro nella letteratura? Le saghe e le serie tv che parlano di queste affascinanti creature hanno influenzato, in qualche maniera, il modo di caratterizzarli da parte, soprattutto, degli autori emergenti? Raccontateci la vostra esperienza.

Lucia Guglielminetti Lucia Guglielminetti Allora, proverò a rispondere alle tue interessanti domande senza nessuna pretesa di parlare come “esperta”, ma riportando la mia esperienza personale. A me i vampiri sono sempre piaciuti, fin dall’adolescenza. Il Dracula di Coppola mi aveva esaltato e uno dei miei primi “amori” letterari in materia è stato il Barlow de “Le notti di Salem” di King, che non era per niente una personcina simpatica. Poi era arrivato il Lestat di Anne Rice e il trip era salito a livelli di guardia, anche se non mi è mai piaciuto che i vampiri della Rice, per quanto logico possa essere, visto che si parla di non-morti, non potessero avere rapporti sessuali. Che ce volete fà, immaginarmi quel bestione biondo che non batteva chiodo mi infastidiva. La vita mi ha portato a occuparmi di altro e alla scrittura per un po’ non ho più pensato. E poi è arrivato l’anno magico, il 2009, e ho scoperto il telefilm True Blood. Da un po’ non pensavo ai miei pallidi amici immortali, ma il personaggio di Eric Northman, il vampiro vichingo che in uno dei primi episodi fa a pezzi uno sventurato nella sua cantina indossando infradito, canottiera e con la stagnola in testa per le meches e dopo si preoccupa di avere sangue nei capelli, mi ha fatto capitolare. Proprio il mio tipo, amore a prima vista.

In più, pur mantenendo gran parte delle caratteristiche dei vampiri tradizionali, in True Blood si trombava alla grande e questo non poteva che farmi piacere.
Twilight è dello stesso periodo. Li ho letti, confesso, tutti e 4, ma il mio fastidio è cresciuto in maniera esponenziale man mano che procedevo con la lettura. Troppe discrepanze con la figura del vampiro che avevo imparato ad amare negli anni precedenti.
Un tizio che può esporsi al sole anche se brillerà (caratteristica che mi ha sempre fatto schiattare dalle risate), si nutre solo di animali perchè è tanto educato, fa sesso solo dopo il matrimonio (muhahaha) e può persino riprodursi non poteva incontrare il mio favore. Un insulto vero e proprio, dal mio punto di vista. Non parliamo dei film, in cui non si vede una goccia di sangue. Ridicoli.
io non ho deciso consapevolmente di mettermi a scrivere di vampiri. Quando mi ci sono messa, però, sapevo esattamente come NON avrebbe dovuto essere il mio, proprio grazie a Twilight. Raistan è arrivato e ha rivoluzionato il mio mondo, letterario e non. Narrando la storia dal suo punto di vista è stato affascinante calarmi nella mente di un essere che uccide per sopravvivere e che lo trova normale, senza le inutili pippe mentali della famiglia Cullen. Si è rivelato un personaggio complesso anche per me che ci ho a che fare da sette anni a questa parte. Nè bianco nè nero, nè buono nè davvero cattivo, capace di momenti di follia totale e di atti di incredibile generosità e dolcezza. E’ esattamente come lo volevo.
Quindi, per tornare alla tua domanda, ho apprezzato certe “evoluzioni” della figura del vampiro tradizionale, vedi True Blood e Being Human, ma molto meno altre che considero Involuzioni, invece. Non è che bisogna sempre edulcorare tutto, addomesticarlo. La Confraternita del Pugnale Nero è un’altra saga che per un po’ mi ha attratto, ma presto stufata. Anche qui, troppe licenze poetiche, se così le vogliamo chiamare. Vampiri vivi, col cuore che batte e che possono mangiare cibo normale. Mah. Cloni a gogo, vampiri pentiti contriti e redenti. Anche no.
Spero di non avervi annoiato.

Valerio la Martire Valerio la Martire ciao Renatanon ho mai scritto di vampiri, ma sono una figura che mi ha sempre molto affascinato. Penso che il tempo si sia fatto sentire anche per queste creature immortali e l’arrivo dell’arte cinematografica e televisiva hanno di sicuro dato nuova vita al mito del vampiro. Dal Nosferatu di Murnau a Angel di Joss Whedon i vampiri hanno cambiato faccia, stile e regole tantissime volte e penso che non abbiano ancora finito. Se andiamo a guardare la mitologia degli antichi romani si scopre che i vampiri già si aggiravano per le strade lastricate dell’antica capitale dell’Impero, venivano chiamati Strigoi, ma sempre di creature parassite del corpo e della mente umana stiamo parlando.

Insomma quella del vampiro è una figura che ci affascina da sempre e penso che lo farà ancora per molto.
Le serie TV di oggi stanno cavalcando l’onda lunga del mostro-romantico che ha coinvolto non solo i vampiri, ma un po’ tutte le creature della notte o non umane del nostro immaginario moderno.
Frankenstein è un diverso, un incompreso che non sa come comunicare con il mondo, i Licantropi sono degli uomini legati alla natura in maniera più profonda di quanto non abbiamo mai fatto, Lucifero è un affascinante avvocato dal grande carisma. Insomma i mostri vivono una seconda giovinezza durante la quale scoprono di essere sempre più umani e sempre meno mostruosi. Chissà, magari ci sarà un momento di risacca e del vampiro alla Anne Rice o alla Twilight, innamorato, bello e dannato saremo stufi e faremo un cambio per avere ancora una volta il mostro stupido, sanguinario e orrido di un passato più antico.

Sara Stuani Sara Stuani Quoto tutto. La realtà è che i mostri, quelli veri, non fanno più paura. Bisogna umanizzarli perché ne facciano davvero no?

Valerio la Martire Valerio la Martire oppure ci piace tanto il tema della redenzione e dell’amore che vince su tutto per far finta che i mostri non esistano davvero. Se dovessimo riportare in luce un mostro come il dracula di stoker, senza anima e senza alcun sentimento sarebbe ridicolo o scandaloso?

Sara Stuani Sara Stuani Probabilmente scandaloso. Il concetto di redenzione è radicato da secoli di dogmi religiosi. Il concetto di male, puro male, ci è ostico e estraneo. Inacettabile. In fondo tutti vogliamo credere che ci sia del buono anche nel mostro piu cattivo mentre nei veri mostri spesso non c è, che siano essi umano o vampiri.

Valerio Sericano Valerio Sericano Ringrazio Renata per avermi chiamato in causa. Anche se non ho mai scritto nulla nel genere, rispondo volentieri perché proprio in questi giorni sto elaborando la stesura di una trama vampiresca nata da u’ispirazione improvvisa😊. Superando il luogo comune che considera la materia un cliché trito e ritrito, sono convinto che partendo dai caratteri di base del genere, al di là delle mode del momento, si possano costruire storie interessanti intorno a queste creature che rappresentano, al di là dei gusti personali, una pietra miliare della letteratura fantastica. Partendo dai punti fermi classici del vampiro credo sia sempre possibile inventare storie intriganti e passionali, magari allontanandosi un po’, come accennava Valerio la Martire nel suo intervento, dai cliché recenti del vampiro amatore, bello e dannato, recuperando invece la dimensione più orrorifica del genere. Poi molto fa l’originalità della storia in cui il tutto è inserito, come ultima analisi…

Irma Panova Maino Irma Panova Maino mi permetto di aggiungere un commento anch’io, forse perché scrivo di vampiri (e di altri mostri) fin da quando ero adolescente. Con tutto quello che c’è da vedere in TV, in quanto a telegiornali, speciali, rubriche e approfondimenti, direi che i veri mostri stanno appollaiati dietro la porta dei vicini di casa e non hanno zanne né pelle sbarluccicante al sole. Sono comuni mortali che ogni giorno riempiono le pagine di cronaca nera, con le più orride notizie che la mente umana è in grado di partorire. Va da sé che un “semplice” vampiro, che si limita a ciucciare un po’ di sangue, non fa più paura a nessuno. Anzi. Se vogliamo, una creatura del genere, dotata di caratteristiche tali da renderla “quasi” invincibile, può solo diventare il novello “cavaliere senza macchia e senza paura” in grado di salvare le fanciulle rincitrullite (quelle che si fanno i selfie su fb, tanto per capirci) e altri sfigati di turno. Perché se non li salva lui, non lo può fare nessun altro. E questo vale per tutte le altre creature, più o meno oscure, create dalla letteratura mondiale. Decisamente l’esattore delle tasse che ti bussa alla porta è molto più terrificante di un povero succhiasangue appeso al cornicione. Ed è forse questo il motivo che ha riportato in auge la figura del “zannuto”. Concordo con Lucia in merito alle considerazioni sulla Rice e mi trovo perfettamente in linea con Adrien nell’affermare che i libri della Hamilton, almeno i primi sette di sicuro, avevano un fascino decisamente unico. Per tutto il resto, delle varie saghe presenti sul mercato… letti i primi… letti tutti, sono fatti con la carta carbone. E rispecchiano molto il cliché imposto dallo schermo. Personalmente ho apprezzato Buffy e lo spinoff di Angel, non ho sopportato True Blood perché ho trovato noiosi sia i libri che la serie tv e mi è venuta l’orticaria con i Diari del vampirla… ops, vampiro. In ogni caso, la trilogia di Blade resta ancora una roccaforte per gli amanti del genere.

Sara Stuani Sara Stuani I primissimi libri della Hamilton sono stati le fondamenta della mia cultura vampirica, aggiungendo di sicuro il dracula di Stocker e Coppola, la trilogia di Blade e Underworld ( i primi). Mi fa specie come si riesca ancora a scrivere belle storie di vampiri ( vampiri seri e non vampirli alla “diario del vampiro”) vedi ad es i bellissimi libri di Irma e Lucia mentre i film e le serie tv spesso siano delle verie schifezze. Comunque quoto Irma per ogni singola parola non poteva esprimere meglio il perché i vampiri vanno e andranno sempre di “moda”. La verità è che in queste storie dove i vampiri diventano i nuovi paladini del bene manca ( così come in molte storie, film e serie tv) un vero cattivo degno di questo nome, che sappia tenere testa a un eroe supernaturale che ha abbandonato quel ruolo per salvarci dalla nostra umanità. Insomma dove sono i veri antagonisti? E chi sono se i vampiri sono i nuovi eroi?

Lucia Guglielminetti Lucia Guglielminetti Nei miei libri, spesso gli umani sono più spaventosi dei vampiri, così come in The Walking dead, altra serie TV che amo, il vero pericolo non sono gli zombie, ma gli altri sopravvissuti. Raistan non è un paladino del bene, per carità. Ma ci si ritrova a fare il tifo per lui, per il diverso, per l’outsider. Per colui che è sempre stato l’animale randagio. Molti l’hanno preso a calci. Qualcuno gli ha aperto la porta. Ma non è mai davvero stato parte di qualcosa, se non del buio.

Sara Stuani Sara Stuani Ma infatti io nn parlavo di te Lucia. Ma di tutti gli altri milioni di libri che ho letto. E inoltre appunto parlando di Walking dead ( che ptp io nn seguo non avendo sky) hai visto che casino ha suscitato la spietatezza di Negan?perche proveniva da un umano e non da uno zombie? Moltissimi dei vari racconti sui vampiri odierni mi annoiano proprio perché non c e un antagonista degno di un eroe vampiro… hanno reso i vampiri i principi azzurri e non sono stati in grado di proporre nemici degni di tener loro testa. Che siano essi umani o meno. 

Lucia Guglielminetti Lucia Guglielminetti Non sapevo che Negan avesse suscitato reazioni forti al di là degli accidenti che gli manda chi segue la serie. Che è successo? Detto fra noi, Negan è un grande personaggio e l’attore si sta divertendo come un matto a interpretarlo. Si vede.

Sara Stuani Sara Stuani Ahh io adoro Jeffrey dean morgan… già quando faceva John Winchester. Io non ho manco internet, quindi niente… Mi attacco…😉

Lucia Guglielminetti Lucia Guglielminetti Visto, Sara. Scena spaventosa in effetti, disturbante e reiterata a rendere questo episodio davvero indimenticabile nel bene e nel male. Era giusto così e i bacchettoni si fottano.

Sara Stuani Sara Stuani Sì ma vedi che la violenza dei mostri (zombie ) è accettata per quanto cruenta invece quella umana no? Per quello è molto più facile accettare che i cattivi lo siano perché sono vampiri, lycan, zombie o qualsiasi altro mostro e non umani. Come se noi non potessimo esserlo e invece i mostri beh sono mostri… cosa ti aspetti no?

Irma Panova Maino Irma Panova Maino perché gli umani sono reali, ecco perché spaventano di più. Diciamocelo, fa più paura Dracula o Josef Fritzl, quel pazzo furioso che, in Austria, tenne rinchiusa la figlia in cantina per anni? Dracula mi diventa un dilettante, a confronto. E allora speri davvero che esista un vampiro, un lycan, uno zombie… qualsiasi “cosa” che possa andare a staccare la testa a tutti i Fritzl del mondo, perché se lo facessimo noi, diventeremmo altrettanti mostri

Michele Melillo Michele Melillo Nel primo libro della mia saga de SUL FILO DI INTERNET dal titolo LA DIVINA TRAGEDIA Storia di Chris, il protagonista incontra sia DRACULA che BUFFY e BELLA in modo molto particolare e nulla è ciò che sembra 🙂

Renata Morbidelli Renata Morbidelli Dicci di più, Michele, non solo sul tuo libro, ma anche su come ti sei avvicinato tu, attraverso i tuoi personaggi o attraverso altre letture, a queste creature affascinanti

Michele Melillo Michele Melillo Lo farò stasera con pc per ora posso dirti che non mi sono avvicinato io a loro ma loro a me anche se devo ammettere un po’ di colpa è di un libro che lessi LA RESA DEGLI INNOCENTI ma non ricordo l’autrice ehm 🙂 se legge sto commento è la volta buona che mi mena 🙂

Renata Morbidelli Renata Morbidelli Ah l’ho letto anche io e m’è piaciuto molto! Ti aspetto stasera con la tua testimonianza 🙂

  Francesca Pace Francesca Pace Roba seria qui… io ho letto e leggo di ogni nell’ambito dell’urban e non nego di essere team vampire! Le cose sono molto cambiate nel tempo, ma fra tante una mi sembra immutata…il fascino dell’anima dannata che reclama la sua redenzione e la necessità dell’eroina di turno di cooperare nell’intento. La figura del vampiro è molto cambiata e con essa le tendenze. Per esperienza diretta, avendo scritto una saga e vivendo spesso a stresso contatto con i lettori, gli estimatori hanno le idee molto chiare. I più giovani danno una differenza forte tra pre twilight e post twilight… c’è chi ama e chi odia il vampiro romantico che luccica.

Michele Melillo Michele Melillo Ciao zia Renata Morbidelli come promesso eccomi a scrivere qualcosa di più in merito, dunque per chi già ha letto il mio romanzo SUL FILO DI INTERNET pubblicato solo in e-book su Amazon nel 2013 già sa che Chris è alla continua ricerca del bene anche attraverso il male ed alcune volte stato lui stesso il male! 

Già da allora avevo idea di far nascere da questo romanzo una intera saga ed anche se mai lo ha saputo l’idea sul come impostarla e sui personaggi da fare incontrare a Chris nel suo viaggio senza fine me la dette proprio Irma Panova Maino appena lessi il suo romanzo LA RESA DEGLI INNOCENTI!
In questo romanzo di Irma oltre alla protagonista Ryan mi colpì l’uomo forse immortale o altro che passo gli ultimi minuti con lei e ne narrò un po’ la storia e questo personaggio che mi affascinò mi ricordò in un certo qual modo proprio il protagonista della TEMPESTA DEL SECOLO di King, ed in un attimo mi dissi ecco la soluzione, e mi fu naturale anche però pensare a dei film e telefilm che mi avevano sempre affascinato da Dracula alla Mummia da Twilights ad Heroes, da Supernatural alla Mummia, a Merlino il Cacciatore e la Sognatrice, ma li volevo in modo diverso dal solito, allora ecco che Dracula quando incontra Chris gli rivolge la domanda se sia più belva lui che si nutre del sangue umano riportando però a nuova vita le sue vittime rendendole simili a lui o sia più bea l’uomo che si nutre del sangue dei propri simili con inutili guerre solo per la sua sete di potere, ed ecco che incontra anche Bella resa vampira da un maschio Alfa mentre lotta con Buffy l’ammazzavampiri che caso strano era innamorata proprio di un vampiro Angel che per amor suo lottò contro i suoi simili, ed in tutti questi incontri in questi strani viaggio di Chris c’è sempre qualcosa che non è ciò che sembra, insomma improvvisamente già dal primo libro della saga de sul filo di internet LA DIVINA TRAGEDIA Storia di Chris da poco uscito in cartaceo mi son trovato a scrivere horror, fantasy, thriller e reality tutti insieme continuando nel progetto iniziale che avevo in mente e cioè unire la prosa alla narrativa e visto i risultati del primo libro oltre le mie più rosee aspettative già ho finito il secondo e sono a buon punto del terzo e per or so che saranno forse cinque libri ed ancora una volta mi trovo a ringraziare “mamma” anche se lei mai lo ha saputo perché la lettura della RESA DEGLI INNOCENTI per me è stata un grandissimo aiuto!

Andrea Marinucci FoaAndrea Marinucci Foa Non sono un esperto di vampiri, ma ho l’idea che l’evoluzione del vampiro nel tempo segua un alleggerimento nel giudizio morale riguardo il suo fascino “perverso” e “diabolico”. Come se si passasse dal fascino del male assoluto al fascino del bad-guy. Un declassamento, insomma, che rende più intrigante il personaggio.

Riguardo alle varie serie “paranormal”, non credo che il mio ciclo (in buona parte incentrato sul paranormale) ne sia stato influenzato. E’ un aggancio diverso, che viene dalle leggende celtiche senza passare per gli USA, dove c’è una certa tendenza a esagerare (enormi quantità di vampiri, licantropi, streghe). Sicuramente c’è più assonanza con due serie molto recenti, tra SF e paranormal: Sense8 e Stranger Things.

Rubrica a cura di:

Renata_MondoRenata Morbidelli

Nata in Ancona nel 1972, vive a Falconara Marittima dove offre il suo servizio alla comunità, lavorando nel cinema parrocchiale come bigliettaia. Appassionata da sempre di miti, leggende e fantasy, ha pubblicato il suo primo romanzo (un epic fantasy). Inoltre è autrice di diverse poesie e racconti di vario genere ed ha collaborato alla realizzazione di un libro che lega cibo e letteratura. È appassionata di cinema, musica e teatro ed è allieva della classe di Musical e Arte Scenica della scuola di musica della cittadina in cui vive. Amministratrice dei gruppi facebook “La carica degli esordienti” e “Il Mondo dello Scrittore”

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One commentOn Opinione d’Autore: l’evoluzione della figura del vampiro

  • Personalmente sono nata e cresciuta col genere fantasy… (dalla Storia infinita di Wolfgang Petersen a Harry Potter)adoro scrivere storie horror e di fantascienza, sopratutto il genere vampiresco e quello che preferisco di più in assoluto. Ho letto a riguardo molti romanzi ispirati a questo genere tra cui Hamilton e ho apprezzato molto anche le pellicole cinematografiche sui vampiri,alcune ispirate anche a celebri romanzi, tra cui il famoso cult Dracula di Bram Stoker, a cui hanno fatto a capo tanti remake ispirati a questo famosissimo cult e che ha segnato l’inizio della mia passione per questo genere, intervista col vampiro di Jordan tratto dall’omonimo romanzo di A. Rice, Twilight saga e tutte le serie tv su questo genere, come The Vampire Diares, Dracula, True Blood, Buffy, Drak shadows, Moonlight, Demons e Lost girl, a mio parere le serie più significative e più belle per me che hanno segnato e portato in auge il genere sui vampiri e hanno sottolineato l’importanza dell’evoluzione dell’eroe cattivo, per intenderci del bad guy della situazione, seguito dal fascino del perverso e del diabolico. Insomma con queste genere di cose, io ci vado proprio a nozze! 🙂 😉

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