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Non è la solita recensione: Cronache di Mondo9

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Non è la solita recensione: Cronache di Mondo9, recensione di Giancarlo Ibba

Parafrasando la vecchia pubblicità del famoso brandy, potrei dire che Dario Tonani è uno scrittore che “crea l’atmosfera”. Proprio così. Dopo questo incipit a effetto nostalgia, vi racconto come è andata.

mondo9
selfie con Mondo9

Cronache di Mondo9” è il primo volume della collana Urania che ho acquistato in un chiosco edicola da molti, parecchi, troppi anni… Ho smesso poco dopo essermi trasferito in Valle D’Aosta. Non so come mai. Suppongo di essere diventato grande, senza accorgermene. In precedenza, ogni fine mese, la visita a un edicola era per me un appuntamento fisso, inevitabile, atteso per quattro lunghe settimane. Chiamavo la cosa “fare provviste per la mente”. Acquistavo regolarmente tre o quattro fumetti della Bonelli, un qualsiasi tascabile di mio gusto (thriller, quasi sempre), l’ultimo numero di “Ciak”, una rivista per smanettoni con allegato CD di software free e l’immancabile romanzo di fantascienza proposto da Urania. Roba da leggere per il mese seguente. Poi ho smesso, un po’ per volta, come spesso accade per tante cose nella vita, quando il bambino che è in noi smette di fare i capricci davanti a qualsiasi vetrina colorata: “Me lo compri? Faccio il bravo, dai! Per favoreee!”

Comunque, dopo averlo brevemente incontrato al #SalTo15ancheio, ho rispolverato l’abitudine per Dario Tonani. Non lo conoscevo, ero incuriosito dagli articoli letti in rete e mi ero riproposto di leggere qualcosa di suo. Così, non trovandola a Cogne (non Tonani, il suo libro), sono sceso appositamente ad Aosta per prendere in edicola una copia di “Cronache di Mondo9” (evento celebrato da apposito selfie). Per quanto il bambino ormai sia tranquillo, le emozioni scatenate dall’evento sono riemerse prepotenti. Naturalmente non ho resistito (“Per Favoreee!”) e mi sono messo sottobraccio anche Dylan Dog, Nathan Never, Pc Professionale e Ciak… Sigaretta nell’angolo della bocca rugosa, l’anziano edicolante mi ha fatto un sorrisone, mettendomi in mano il resto. “Arrivederci!”

A proposito, sapete che le edicole hanno lo stesso odore sia in Sardegna che in valle d’Aosta? Un misto di carta di giornale ingiallita, plastica riscaldata dal sole, fumo stantio di tabacco e colla vinilica. Chiudiamo la parentesi. Dicevo che Dario Tonani crea l’atmosfera. È la pura verità. Non sono un grande estimatore del genere fantascientifico “steampunk”, forse perché non ho mai trovato nulla di mio gradimento tra quello che ho letto, e quindi ho iniziato la lettura con molta circospezione, sfogliando le prime pagine con la cautela di un gatto che si muove in una casa nuova. Tuttavia, pian piano, mi sono lasciato sedurre, catturare e avvolgere dalle potenti suggestioni che Tonani ha saputo generare nella mia fantasia. Il suo particolare stile di scrittura è un riuscito mix di frasi semplici, prosa poetica e lucida immaginazione.

Cronache di Mondo9”, data la sua natura antologica, ha una bella e agile struttura a capitoli “autoconclusivi”, seppure concatenati da una precisa linea temporale e logica narrativa. Il che permette (specie a un lettore disordinato ossessivo-compulsivo come il sottoscritto) di gustare un racconto alla volta, senza l’assillo di doversi impegnare in sessioni di lettura continuative. Alla fine, contrariamente al solito, è esattamente quello che ho fatto. Le pagine sono scivolate rapide sotto le dita, lievi e porose, con la familiarità di un gesto ripetuto migliaia di volte in passato e mai dimenticato dal subconscio. È facile lasciarsi conquistare dalle storie di Tonani, esplorando attraverso le sue parole un mondo nuovo, sconosciuto e pieno di mirabolanti location post apocalittiche. Si passa dai sabbiosi deserti alle lande ghiacciate, da infide e piovose isole di relitti (vedi “Chatarra”, il mio racconto preferito!) a enormi bastimenti\prigioni su ruote trasformati in cimiteri, complessi macchinari in agonia, morti… eppure vivi. Il maggior pregio di quest’opera, e di Tonani, probabilmente è la perfetta costruzione di una coerente logica narrativa interna, dove ogni ingranaggio (mai metafora fu più calzante) si trova al suo posto, ben oliato (non vi dico da quale lubrificante, scopritelo da soli) e funzionante. In aggiunta, per uno come me, è stato bello trovare sparsi qui e là tra le storie squarci di orrore purissimo e situazioni al limite dell’horror-splatter. Ogni personaggio delle varie vicende è caratterizzato con cura maniacale, soprattutto a livello emotivo, ma anche estetico. Leggendo, si ha quasi l’impressione che Tonani, più che inventare dal nulla, descriva qualcosa che vede realmente nella sua testa. Se così fosse, credetemi, non vorrei essere nella sua mente (che immagino sia piena di ruote dentate, personaggi ingobbiti, con le articolazioni bloccate dall’ottone del Morbo, pistoni, pignoni, lunghe catene sferraglianti, pneumosnodi senzienti e cardi mangiaruggine neonati), ho già la mia a tenermi sveglio la notte. Mi rendo conto che questa è una recensione sui generis e bislacca, ma altro non ho saputo fare.

Alla prossima.

Formato: Ebook
Editore: Mondadori (5 agosto 2015)
Collana: Millemondi Urania
Numero pagine: 378
Prezzo: Ebook 4,99

Link all’acquistoAmazon

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