Crea sito

No al Salone del Libro a Milano

In Pensieri

No al Salone del Libro a Milano

Alcuni buoni motivi per lasciare il Salone del Libro a Torino.logo-salone-libro-high

 

L’affaire Salone del Libro sta coinvolgendo tutto il mondo letterario e culturale italiano, soprattutto chi nella Fiera del libro di Torino ha sempre visto un’icona dell’identità culturale nostrana, un simbolo ancora in grado di combattere la decadenza che purtroppo tende a caratterizzare la nostra società.

In fin dei conti, pensare a Torino e al suo Salone, fino a oggi, è stato il motivo che ha dato speranza a molti editori e autori, ha creato quelle aspettative e quelle prospettive in grado di offrire ancora un futuro all’editoria italiana.

Tuttavia, non bisogna mai dimenticare che dietro ai sogni e alle speranze vi è sempre la corrente del mero interesse fatto di numeri, cifre e bilanci. Investimenti che con la cultura non hanno nulla a che vedere e che con il tempo (esempi lampanti ne abbiamo a iosa) hanno minato seriamente le capacità editoriali di un paese che, in fatto di cultura, non aveva nulla da invidiare a nessuno.

Dunque, ancora una volta, invece che fare un passo avanti ne facciamo ben quattro indietro, tornando alle scuole elementari invece che proseguire in un cammino di evoluzione, così come avrebbe dovuto essere. E le tradizioni, purtroppo, nuovamente vengono sacrificate in nome di non si sa bene quale innovazione che nasconde, ed è ovvio, altri interessi politici che perpetuano quell’inquinamento che ha reso il nostro panorama letterario difficile da vivere e costruire.

Avevamo chiuso il Salone di quest’anno con la speranza di una nuova prospettiva per l’anno futuro, con la constatazione che la “gente” ama la letteratura italiana e i suoi “piccoli” autori pressoché sconosciuti; avevamo compreso che la ripresa c’era ed era più che evidente nonostante le preistoriche concezioni dei grandi marchi; avevamo capito che l’unico modo per dare nuova linfa al più importante evento culturale italiano era quello di dargli una connotazione più attuale e che coinvolgesse la realtà dei nuovi media… e a cosa si è pensato? A quali soluzioni sono giunti i grandi organizzatori?

Buttiamo via tutto un passato glorioso e facciamo un’altra fiera di paese.

A questo punto le considerazioni sono almeno quattro (ma potrebbero essercene molte altre): chi ha dato loro (e per “loro” intendo chiunque si sia arrogato il diritto di decidere per tutti) il permesso di prendere decisioni in nome di un vasto numero di persone coinvolte?

Secondo: Dove sono le voci di tutti i piccoli/medi editori che avrebbero il diritto di dire la loro in proposito?

Terzo: Dove sono le voci degli autori che dovrebbero essere i protagonisti principali?

Quarto: Dove sono le voci dei lettori, ai quali, come al solito, nessuno pensa!

Il Salone del Libro è un simbolo che appartiene a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono legati al libro, appartiene a tutti i lettori, scrittori ed editori che fino a oggi hanno atteso questo appuntamento annuale con i propri progetti racchiusi in un cassetto e con la “voglia” di dare il proprio meglio per non lasciare languire una società altrimenti condannata all’effimero e al puro materialismo.

E il fatto che dietro a un evento culturale si speculi solamente e l’unico interesse ovvio siano le sovvenzioni statali, europee, provinciali e regionali… o private, a noi, francamente, interessa poco. Noi vogliamo il nostro Salone esattamente là dove è stato fatto fino a ora, con tutte le sue imperfezioni e le sue limitazioni, perché è parte di noi e della nostra storia, perché è un segmento del nostro vissuto e del nostro passato.

E per chi avesse voglia di “giocare” con il “cadreghino”, può sempre andare a Roma…

Related Post

You may also read!

La settimana della strage di via d’Amelio per Archivi di Storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della strage di via d’Amelio. di Paolo Fiorino 16 luglio 1945 – Nell’ambito del progetto

Read More...

La settimana della presa della Bastiglia per Archivi di storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della presa della Bastiglia di Paolo Fiorino   9 luglio 1943 – Forze alleate eseguono

Read More...

La settimana della scomparsa di Jim Morrison per Archivi di storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della scomparsa di Jim Morrison di Paolo Fiorino   2 luglio 1900 – Primo volo,

Read More...

Leave a reply:

Your email address will not be published.

1 × 5 =

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Mobile Sliding Menu

Translate »