Crea sito

L’impresa di Alessandria

In AC Blog, Archivi di Storia

marina-militare-scire-670x274

L’impresa di Alessandria

di Alessandro Cirillo

Nel dicembre 1941 l’Italia si trovava in guerra da un anno e mezzo. Mussolini aveva creduto in una facile vittoria, soprattutto grazie ai grandi successi riportati dagli alleati tedeschi. Tuttavia, i suoi conti non erano stati per niente esatti.

La Francia era stata sì sottomessa ma solo grazie alla potenza militare della Germania. Al momento dell’attacco  italiano i transalpini si erano già arresi al Terzo Reich da qualche giorno. Nonostante tutto, riuscirono a fermare la nostra offensiva condotta attraverso le Alpi cedendo pochissimo terreno.

Neanche sugli altri fronti le cose andavano bene. I greci si erano difesi bene, tant’è che ci avevano ricacciati in Albania da dove eravamo partiti. Solo l’intervento dell’onnipresente alleato teutonico aveva permesso di completare l’invasione. Il fronte africano non era certo meglio. Nelle prime fasi dei combattimenti le truppe italiane erano riuscite a penetrare all’interno dei possedimenti inglesi come Egitto, Kenya, Sudan e Somalia Britannica. Poco dopo era scattato il pesante contrattacco britannico che aveva annientato le forze italiane isolate dalla Madre Patria e senza rifornimenti. Le colonie dell’Africa Orientale erano perse. La stessa sorte sarebbe toccata ai reparti in Nord Africa se non fosse stato per il nuovo intervento della Germania che aveva temporaneamente riequilibrato la situazione. Solo in Russia il CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) aveva ottenuto qualche successo sulla scia della Wehrmacht tedesca.

Verso la fine del 1941, quindi, le forze armate italiane avevano registrato più sconfitte che vittorie. A queste ultime aveva senza dubbio contribuito la Regia Marina, nonostante la debacle della notte di Taranto in cui gli inglesi penetrarono nel porto danneggiando diverse navi da battaglia. La Regia Marina era soprattutto impegnata nel Mediterraneo. I compiti principali erano scortare i convogli di rifornimento italiani diretti in Libia e al tempo stesso attaccare le forze navali inglesi. Per le operazioni offensive poteva avvalersi di un reparto speciale che sarebbe entrato nella storia, la Xª Flottiglia MAS. L’unità aveva già ottenuto dei buoni successi come l’attacco alla Baia di Suda dove affondò l’incrociatore York e danneggiò la petroliera Pericles. In quell’occasione utilizzò sei MTS (Motoscafo Turismo Silurante) che non erano altro che veloci barchini dotati di  due tubi lanciasiluri.

Nel freddo dicembre del 1941 gli uomini della Xª MAS erano pronti a una nuova operazione denominata G.A.3 ma che sarebbe passata alla storia come l’impresa di Alessandria.

Il 3 dicembre del 1941 il sommergibile Sciré partì da La Spezia trasportando 3 SLC (Siluri a Lenta Corsa), chiamati in gergo maiali. Gli SLC erano dei mini sommergibili, nella forma simili a dei siluri, in grado di trasportare due operatori fin sotto una nave nemica in modo che gli stessi potessero applicare sotto lo scafo un ordigno di 300 Kg. I mezzi erano custoditi dentro appositi contenitori a tenuta stagna fissati sulla coperta del sommergibile che li trasportava.

Lo Sciré navigò fino a Lero, nel mar Egeo, dove imbarcò sei operatori della Xª MAS giunti poco prima in aereo. Il sommergibile si spostò verso la zona di attacco designata. All’inizio, l’operazione era prevista per il 17 dicembre ma il mare agitato la fece rimandare al giorno successivo. La notte del 18 le condizioni del mare erano ottimali quindi i tre SLC furono rilasciati dal sottomarino. I mezzi penetrarono silenziosi nel porto di Alessandria approfittando anche dell’arrivo di tre cacciatorpediniere che stavano facendo il loro ingresso. L’evento fortuito creò un corridoio senza che si dovesse aprire una breccia attraverso le difese del porto. Una volta dentro, gli equipaggi si diressero verso i loro obbiettivi. Luigi Durand de la Penne ed Emilio Bianchi procedettero verso la corazzata  HMS Valiant. Bianchi dovette abbandonare per un problema al respiratore cosicché De la Penne continuò da solo e piazzò la carica. Entrambi furono catturati e portati a bordo della nave nel tentativo di farsi dire dove fosse stato sistemato l’esplosivo. Nessuno dei due rivelò l’informazione cosicché alle 06.00 la carica detonò ferendo in modo lieve lo stesso De la Penne.

Mario Marino e Vincenzo Martellotta puntarono verso la petroliera Sagona. Piazzarono la carica e sbarcarono a terra dove furono catturati. La detonazione investì altre tre navi danneggiando il cacciatorpediniere HMS Jervis.

L’ultimo SLC era condotto da Antonio Marceglia e Spartaco Schergat. La loro missione andò quasi fino alla fine secondo i piani. Piazzarono la carica sulla corazzata HMS Queen Elizabeth riuscendo ad affondarla. I due riuscirono a prendere terra ed esfiltrare ma furono comunque catturati il giorno successivo a causa di alcuni errori commessi dal SIM (Servizio Informazioni Militari) riguardo al piano di fuga.

L’azione portò ad un grande successo. Winston Churchil disse: “Sei italiani equipaggiati con materiali di basso costo hanno fatto vacillare l’equilibrio militare in Mediterraneo a vantaggio dell’Asse.”

Dopo l’armistizio, tutti gli operatori furono liberati e  in seguito decorati a Taranto con la Medaglia d’oro al valore militare appuntata dall’ex comandante della HMS Valiant divenuto nel frattempo ammiraglio.

Archivi di Storia, approfondimento a cura di

alessandro_mondoAlessandro Cirillo

Alessandro Cirillo è nato nel 1983 in provincia di Torino. Nel tempo libero nuota, gioca a calcio, pratica il Krav Maga, è appassionato di modellismo militare; dal 2006 fa il Capotreno a Torino e si reca al lavoro in treno, ovviamente, così trova anche il tempo per leggere. Aurore EEE, ha all’attivo ben cinque libri pubblicati.

Related Post

You may also read!

La settimana della strage di via d’Amelio per Archivi di Storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della strage di via d’Amelio. di Paolo Fiorino 16 luglio 1945 – Nell’ambito del progetto

Read More...

La settimana della presa della Bastiglia per Archivi di storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della presa della Bastiglia di Paolo Fiorino   9 luglio 1943 – Forze alleate eseguono

Read More...

La settimana della scomparsa di Jim Morrison per Archivi di storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della scomparsa di Jim Morrison di Paolo Fiorino   2 luglio 1900 – Primo volo,

Read More...

Leave a reply:

Your email address will not be published.

due + 15 =

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Mobile Sliding Menu

Translate »