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Intervista a Simona Barba e Gisella Orsini

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Intervista a Simona Barba e Gisella Orsini

Simona Barba e Gisella Orsini sono arrivate al primo posto nella sezione dedicata alle sceneggiature e ai cortometraggi, nella 3° edizione del Premio Letterario Internazionale Terra di Guido Cavani. La sceneggiatura proposta, Cortine, ha tratto spunto dal racconto Il passo e l’ombra, dandone una nuova e interessante interpretazione.

Una laureata in architettura e l’altra in filosofia, si può dire che la stesura di un testo richieda entrambe le specialità? Ovvero porre un contesto di spessore all’interno di una struttura linguistica idonea?

RISPOSTA: La formazione diversa ci ha senz’altro stimolate: riuscire ad osservare una storia da angolazioni nuove e inaspettate offre possibilità di costruire differenti livelli di scrittura, rendendo il processo creativo molto divertente! Il nostro obiettivo è stato proprio quello di racchiudere tale complessità in una struttura semplificata e trasparente, per questo motivo abbiamo scelto la tecnica della sceneggiatura, che ci ha guidate con il suo metodo, fatto di azioni e descrizioni.

Barba e Orsini, l’una nata a Pescara e l’altra a Ginevra, come si sono incontrate due menti così fervide?

RISPOSTA: Ringraziamo per le menti fervide! Le tele di ragno non sempre sono decifrabili, e probabilmente gli incontri, in apparenza casuali, sono sempre potenzialmente significativi e rispondono a situazioni che inconsapevolmente stiamo cercando.
Quello che ci unisce profondamente è l’esigenza di comprendere la realtà che ci circonda, ci interessa il bene comune non come qualcosa di astratto ma come condizione imprescindibile per vivere una vita dignitosa.

Reperire notizie in rete su Gisella Orsini non è difficile, la sua carriera nell’atletica leggera (ha vestito la maglia azzurra per 15 volte) è ben nota. Non è altrettanto facile scoprire Simona Barba, raccontateci qualcosa in più su di voi.

Simona Barba e Gisella Orsini

Simona: dall’architettura ho appreso la complessità dei sistemi: ambientali, urbanistici, sociali. Nella vita poi ho intrapreso un’attività diversa, dopo la laurea e la specializzazione mi sono occupata di imprenditoria nel campo automotive, una sfida stimolante in un campo dove la presenza femminile è ancora rarefatta. Tra le mie passioni ci sono il teatro, la lettura, le arti visive e la natura.

Gisella: l’attività sportiva ha contraddistinto gran parte della mia vita, lasciandomi in eredità una ferrea disciplina che ancora adesso caratterizza il mio modus operandi. Terminato questo lungo capitolo della mia esistenza mi sono rimessa in discussione in ambiti nuovi e intellettualmente stimolanti. Amo la creatività in tutte le sue forme artistiche, amo leggere, amo scrivere, amo studiare, amo il cinema, amo il teatro, amo l’arte, amo viaggiare, amo la politica nel senso nobile del termine. Mi interessa ed affascina l’essere umano, mi incuriosiscono le persone e le dinamiche comportamentali, sono tendenzialmente golosa di vita. Tutte queste passioni sono confluite perfettamente in quello che amo fare adesso, scrivere sceneggiature!

La scrittura a 4 mani presuppone molta complicità e intesa fra gli autori, qual è l’alchimia che guida le vostre?

RISPOSTA: È una domanda ricorrente! Diciamo subito che la tecnica della sceneggiatura supporta molto quest’alchimia perché ci sono degli step precisi da seguire che regolano la nostra attività di scrittura corale. Naturalmente la complicità cui fate riferimento deriva non solo da direttive astratte ma anche da una profonda amicizia che presuppone un autentico rispetto e un’effettiva sincerità, aspetti indispensabili per creare armonia tra di noi. Con il tempo abbiamo imparato a conoscerci e a capire quello che piace all’altra, gli ambiti in cui preferisce cimentarsi, rendendo la collaborazione incredibilmente stimolante!

La sceneggiatura Cortine, che avete proposto al TDGC, parte da uno dei testi (Il passo e l’ombra di Maria Piccolo) che erano stati proposti dall’Organizzazione, perché la vostra scelta è ricaduta proprio su questo?

RISPOSTA: Il racconto, semplice nella struttura, nascondeva un mistero, una dualità che ci ha ispirato: il tema dello specchio, del doppio, che abbiamo amplificato nella nostra sceneggiatura. Il doppio è un topos che da la possibilità di indagare più a fondo l’animo umano.
La presenza di una dicotomia interna all’essere umano è stata interpretata nel caso della nostra protagonista come meccanismo di difesa, orientandoci su due binari, il microcosmo dei nostri due personaggi principali diventa il macrocosmo europeo, dove la guerra in Ucraina viene considerata come il suo stesso doppio: ovvero i cittadini filo russi che rifiutano il nuovo status giuridico voluto esclusivamente dall’occidente

Quando si parte da un’emozione scritta da un altro autore, quanto è difficile inserire le proprie?

RISPOSTA: All’inizio in effetti appare estraniante, ma il lavoro di tessitura continua che segue trasforma l’idea iniziale fino a farle cambiare personalità: è un po’ come la trama di un tappeto che detta la geometria iniziale, ma dopo i continui fili colorati che vengono utilizzati, accavallandosi l’un l’altro, disegnano qualcosa di nuovo, tanto da far dimenticare la trama originale.

Nel libro Veleno nelle gole affrontate una tematica da sempre controversa: la presenza delle discariche sul territorio. Cosa vi ha spinte verso questo argomento spinoso?

RISPOSTA: Le numerose emergenze ambientali sono dal nostro punto di vista crisi troppo sottovalutate. Occorre sviluppare una diversa consapevolezza del modo in cui la specie umana si rapporta con il territorio, con il paesaggio e con l’ambiente. Ci siamo rese conto che le discariche sul territorio travalicano i confini locali e non ammettono soluzioni banali. Richiedono per questo un investimento culturale specifico, ecco perché abbiamo pensato di utilizzare anche altre forme di condivisione per far conoscere queste tematiche. Abbiamo scritto questo romanzo che è stato preceduto dalla scrittura di una sceneggiatura, sperando di poter realizzare al più presto un film! Se qualche produttore dovesse leggerci siamo a disposizione!

Non è il primo riconoscimento ottenuto grazie alle vostre capacità di scrittrici, quali sono le vostre impressioni sul TDGC e, a parte l’averlo vinto (bravissime! N.d.R.), cosa vi è piaciuto?

RISPOSTA: Ci sono subito piaciute le modalità del concorso, perché abbiamo trovato interessante scrivere ispirate da argomenti che non derivavano da scelte personali ma del tutto estranee al nostro sentire, un esercizio indispensabile per chi desideri fare il mestiere dello sceneggiatore, e a noi piace sempre metterci alla prova!

Nella finale del TDGC, per la sezione D, sul podio sono salite solo donne, secondo voi è un caso, oppure la presenza femminile, in questo ambito, rappresenta il raggiungimento di un nuovo traguardo?

RISPOSTA: Le donne sono più propense a partecipare ai concorsi rispetto al sesso opposto! Questo dicono i dati nella realtà!

Dopo tutte queste emozioni, vi state dedicando a un periodo di meritato riposo oppure siete già all’opera su una nuova stesura? Quali sono i vostri progetti futuri?

RISPOSTA: Abbiamo talmente tante idee in testa che non ci viene mai voglia di riposare, tutt’altro!
Siamo già all’opera su una nuova stesura dopo aver vinto il concorso per sinossi “Fuori dal coro”!
Stiamo scrivendo un romanzo distopico per la casa editrice ‘Le mezzelane’. vi assicuriamo una cosa, con noi due non vi annoiate mai!!

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