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Intervista a Gregori Nalon: Chef e Lean Food Manager

In Pensieri

Intervista a Gregori Nalon per il Mondo Dello Scrittore

a cura di Marina Atzori

Oggi ho il piacere di intervistare lo Chef della cucina dei 5 elementi”: Gregori Nalon.

In molti avrete conosciuto e apprezzato le sue ricette innovative, durante il programma “Piatti & Misfatti” andato in onda su Alice Tv. Cavaliere al merito professionale, pluri medagliato nelle competizioni mondiali di cucina, componente per cinque anni alla Nazionale Italiana Cuochi, e molto altro. Ma non è tutto, Gregori Nalon oltre ad essere uno Chef, è anche un Lean Food Manager e un food coach. Scopriremo insieme a lui di cosa si tratta e quali novità si prospettano in campo culinario, curiosando un po’ all’interno del suo interessante percorso professionale.

Buon giorno gentilissimo Gregori Nalon, innanzitutto la ringrazio per aver accolto la mia intervista.

Ho scoperto qualcosa in più di lei navigando nel suo blog personale. Ma naturalmente, la curiosità di sapere qualcosa in più era tanta. Quindi eccomi qua con la prima domanda.

  • Come è nata la sua passione per la cucina e da dove è scaturita la definizione di “cucina dei 5 elementi”?

Buon giorno, penso che la mia passione sia nata in giovane età: a cinque forse sei anni, già qualche cosa mi frullava, tanto che, a sette, otto anni, le mie prime caramelle all’arancio mi fecero bruciare una pentola, un punto del mio corpo e si sviluppò un fumo enorme… le premesse erano interessati.

“La cucina dei 5 elementi” invece è nata circa quindici anni fa, per curiosità. Deriva dalla dottrina alimentare cinese, e parliamo di quattromila anni e forse più, di storia, scienza e cultura. Una volta capita, l’ho adattata e ho cominciato i primi corsi, le prime ricette, e ora, è diventato, per me, normale ragionare con questa logica certa, sperimentata e studiata. È semplice, facile da provare.

  • Se dovesse scrivere un libro sulla sua esperienza di Chef, come lo intitolerebbe e perché?

Il titolo c’è, non lo svelo. Anzi, se c’è qualche casa editrice che vuole scommettere con me, sarà un successo. Di sicuro sarà un libro diverso, che potrà raccontare la cucina nelle sue varie sfumature, varie idee. Penso a una sorta di libro virtuale, tra ricette, vita, passione e retroscena di un cuoco.

  • Potendo scegliere: a quali ingredienti rinuncerebbe tranquillamente e di quali, invece, non potrebbe fare a meno per la riuscita dei suoi piatti?

Credo che un cuoco, non possa rinunciare a nessun ingrediente, come che non possa averne di preferiti… sarebbe autolimitante.

Nella mia vita, facendo moltissime cose, scoprendo moltissimi ingredienti e altrettante culture, posso dire che, davvero dobbiamo avere il dovere di cucinare, conoscere qualsiasi ingrediente, anzi, io penso di non aver ancora scoperto nulla.

  • Ci spieghi: in che cosa consiste la figura del food coach?

Il food coach è colui che ti allena, ti guida con il cibo, è colui che tramite il cibo trova le chiavi per valorizzare le conoscenze che ognuno di noi ha, esaltandone le singole caratteristiche. Penso che con l’allenamento e un atteggiamento mentale costante si ottengano i migliori risultati. Devo dire però, che la mia principale attività si aggira attorno alla figura del lean food manager, ovvero, colui che interviene nei processi produttivi di un’azienda, che sia ristorante, bar, hotel, centro cottura, non conta. Quello che conta è come fai le cose, non dove sei… il lean food manager, figura da me creata, possiede una formazione a 360°, sia sotto l’aspetto emotivo delle persone, sia sotto l’aspetto mentale, sia sul come procedere nel preparare ricette, svilupparle, renderle fattibili, facili, e redditizie, con risparmi di produzione che toccano anche punte del 70%, rispetto alla classica cucina. Direi interessante e provocante come concetto…

  • Quanto conta l’aspetto estetico nelle sue creazioni?

L’aspetto estetico è fondamentale, vale 100%, ma, se non è supportato dal gusto, dal bilanciamento, dall’abbinamento corretto degli ingredienti, dalle cotture corrette, dal rispetto dell’alimento, vale 0%. Spesso mi diverto nel fare piatti poco “belli”, ma che poi, quando li assaggi, dici… “accipicchia! Sono in un orgasmo culinario…”

  • Secondo lei, come si evolverà la cucina del futuro?

La cucina del futuro?… Be’, ritorneremo a mangiare con le mani. Volete mettere che gusto c’è, a mangiare con le mani un ʻcosciottinoʼ di pollo? Una mela intera senza sbucciarla? Del pesce fritto? È tutto un altro sapore. Dobbiamo cominciare a riprenderci la nostra cultura del gusto, la nostra identità di cuochi e appassionati.

L’evoluzione del futuro penso non sia tanto ai fornelli, bensì nella mente di chi cucinerà. Mi spiego meglio. Ora si punta molto alla tecnica, alle tecnologie (che ci sta), cuochi che esagerano su tutto. Tuttavia, se non si ha l’atteggiamento giusto, la mente predisposta, libera e folle per fare il cuoco, credetemi: diventa difficile. Sapere tante cose serve a poco. Ci sono chef che sono preparatissimi sulla carta, bravissimi nel conoscere ingredienti, tecniche, ecc… purtroppo non mettono in pratica quanto sanno, perché schiavi di una ideologia vecchia, basata sul fare quel che si sa, e non su quanto si potrebbe sapere in più.

La cucina del futuro sfrutterà la consapevolezza di ciò che si fa.

  • A proposito di futuro: ha dei nuovi progetti per la sua azienda Gregori’s?

Da pochissimo è online il mio nuovo progetto. Una vera e propria piattaforma di cucina, mirata a consigliare tecniche di cottura, ricette, come preparare da sé un mix di spezie, come imparare le cotture ideali nei forni professionali, come farsi una ricetta, come gestire le cotture a bassa temperatura, video, e moltissimo altro. Trovate il tutto su www.gregorichef.it, alla voce “shop online”. Scoprirete un nuovo mondo!

Altro nuovo progetto rivoluzionario è su www.facecook.it. Andate, iscrivetevi, è gratis! E soprattutto divertitevi a conoscere “il mondo cucina”, inserendo il vostro curriculum, la vostra azienda e moltissimo altro… non esiste nulla di simile, perché io e il mio socio Ugo Pradella, abbiamo davvero fatto qualcosa di unico.

Ma il futuro di Gregori’s sarà… consapevolezza dell’alimento… riduzione del 80-90% e forse più, riduzione del 100% delle calorie date ora dagli zuccheri, riduzione dei grassi saturi, il tutto non senza un gusto e un sapore davvero incredibili. Parliamo di scienza, parliamo di conoscenza, parliamo di cultura, parliamo di passione.

  • Chi è Gregori Nalon fuori dai fornelli?

Una persona semplice, che sta in mezzo alla gente senza problemi, una persona, credo, che si dedica allo studio, una persona che ha molti pregi e moltissimi difetti, con le sue debolezze, lacrime e sentimenti unici per la sua famiglia. Una moglie (Viviana), un bambino dolcissimo di sette (Gabriele), e un ragazzo meraviglioso (Giacomo), che ormai ha più di più di quindici anni. Ecco: loro sono le persone che devo ringraziare sempre, perché mi danno la forza ela felicità di proseguire.

Sono una persona che è poco a casa, poco presente nelle abitudini famigliari. Il lavoro mi porta in giro per l’Italia e all’estero, ma quando arriva il momento di rientrare, per uno due giorni, mi sento felice come un bambino davanti al tiramisù.

Non è facile fare il nostro mestiere, è ricchissimo di momenti belli, di novità, di emozioni lavorative, ma spesso, tutto questo porta ad avere distacchi non semplici, dalla famiglia, dagli amici e dalle persone care. Si deve amare, si deve essere folli, per resistere e ottenere risultati, si deve essere particolari, si deve essere… un Gregori Nalon.

Gregori Nalon fuori dai fornelli, è…

un qualcosa da scoprire, perché vi affascinerà con la sua storia, conoscenza e ironia, trattando la cucina con una leggerezza infinita e profonda, ricca di sentimenti, emozioni e certezze

per tutti voi.

CAV. Gregori Nalon

Grazie per essere stato con noi, è stato un piacere averla come ospite all’interno dei nostri spazi Web.

Marina Atzori

©riproduzione riservata

www.gregorichef.it

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