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Intervista a Gianni Gandini

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Intervista a Gianni Gandini

Primo classificato assoluto nel Premio Letterario Internazionale Terra di Guido Cavani, Gianni Gandini è uno scrittore eclettico, la cui particolare sensibilità ha colpito tutte le giurie. Oltre a pubblicare libri e racconti, per la Fondazione Don Carlo Gnocchi si occupa anche di musicoterapia e terapia vibroacustica.

Carissimo Gianni, per noi è davvero una sorpresa che la terza edizione sia stata vinta da un autore di sesso maschile, soprattutto dopo aver visto tante splendide signore calcare il palcoscenico del TDGC nelle scorse edizioni (quasi tutte bellissime e biondissime). Quindi, la prima domanda che ti facciamo è proprio in merito a questo fatto: pensi che la scrittura sia più una prerogativa femminile? Oppure le signore hanno più tempo e voglia di presentarsi ai concorsi letterari?

RISPOSTA: Premesso che fa sempre piacere vedere tante splendide signore calcare il palcoscenico, non penso tuttavia che la scrittura sia una prerogativa femminile, ma lo considero un fertile terreno creativo, al pari di altre arti, dove si incontrano particolari sensibilità, maschili o femminili che siano.

Il tuo testo, Le fragili note, ha commosso diversi giudici, tant’è che, meritatamente, è arrivato al primo posto. Tuttavia, non è stato solo il fattore emotivo a farlo risaltare, quanto anche la tua capacità di saper descrivere al meglio un personaggio femminile molto complesso. Quanto è stato difficile immedesimarsi in questo ruolo?

RISPOSTA: Il canale privilegiato è sicuramente quello musicale. Per le mie attività incontro e mi confronto con interpreti femminili, cantanti, strumentiste che attraverso i suoni parlano di ciò che sono, di come sentono l’interpretazione, e ho davvero molto imparato da loro. In questo, forse, esiste una particolare sensibilità maschile e femminile.
E poi, occorre dire, che sono circondato in casa dalla presenza femminile: una moglie, tre figlie e pure una cagnolina…

Scrittura e musica, un binomio quasi imprescindibile per ogni autore che si rispetti. Per te, come scrittore, la musica cosa rappresenta? E qual è il suo posto nella tua vita?

RISPOSTA: Nasco come musicista e compositore, quindi il mio punto di partenza è la musica. Scrivo musica. E da qualche tempo scrivo di musica, nei suoi molteplici ambiti: storico, teatrale e narrativo.

Le fragili note è un testo scritto appositamente per il Premio? E cosa ti ha spinto ad associarlo alla tematica richiesta: quello che le donne non dicono?

RISPOSTA: Il racconto era una bozza ancora acerba. Somigliava a quei brani improvvisati, appunti sonori che hanno bisogno di essere ripresi, sistemati e vestiti con un arrangiamento adeguato. Il concorso mi è sembrata l’occasione giusta per completarlo.

La fragilità, espressa proprio nel titolo, per te cosa rappresenta?

RISPOSTA: Nelle mie attività musicali, per Fondazione Don Gnocchi, mi occupo anche di musicoterapia con anziani con demenza, bambini con disabilità anche gravi, fine vita. Sono persone fragili, che possono spezzarsi da un momento all’altro, ma rivelano, proprio per questa particolarità, l’idea di una fragile bellezza, come la bambina del racconto.

Esiste un motivo particolare che ti ha spinto a partecipare al TDGC? Oppure è stato un impulso quasi inspiegabile?

RISPOSTA: Mi piacciono le sfide creative, soprattutto se sono a tema. Ti costringono, nel poco tempo che hai a disposizione, di dare forma a pensieri, percorsi, idee, attraverso stimoli che ti vengono suggeriti dall’esterno, da altre persone.
Il TDGC mi è sembrato un confronto interessante.

Per finire, la domanda canonica: cosa farà lo scrittore Gianni Gandini nel prossimo futuro?

RISPOSTA: Per mia natura, mi piace percorrere strade differenti. Ora sto lavorando su una commedia che ho scritto – testi e musica – con due attori e due musicisti, “Siamo alla frutta”, una coppia che ripercorre la propria vita seduta al tavolo di un ristorante. Inoltre sto ultimando un romanzo ambientato negli anni ’70 dove, naturalmente, la musica ha un ruolo da protagonista.

 

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