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Recensione della poesia “Erotica”, a cura di Elisabetta Bagli

La poesia “Erotica” di Maurizio Donte è un inno alla donna e all’abbandono estatico del poeta nell’osservare la sua musa ispiratrice che esce dal mare. Le onde del mare si infrangono sulle rocce nello stesso modo in cui lo fanno i desideri irrealizzati di lei. E’ come una “soave sirena”, una “Venere”, il cui fianco e il seno è necessario seguire per appagare gli occhi e sedare il desiderio. Ed è proprio in questi versi che si ode come un’eco musicale, il suo languore e la sua triste malinconia di non poter riuscire ad arrivare a cotanta bellezza.

Ma il poeta sfrutta l’onda dettata dalle parole e sfuma l’incanto della sua visione all’interno del suo mondo poetico descrivendo come il “notturno tuo amante” non può far altro che rimanere silenzioso impossibilitato ad amarla in altro modo che non siano le sue parole. “Estenuato” da tanto desiderio, incapace di agire, il poeta si rifugia nel mondo dei ricordi, dei sogni in cui condensa la sua vita quando essa viene privata dell’azione.

La poesia “Erotica” di Maurizio Donte ha un livello di estetismo molto elevato che ben si adatta alle immagini ivi evocate. Una breve opera d’arte.

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