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Piera Rossotti – Editore

Intervista a sorpresa a Piera Rossotti, Direttore Editoriale di Edizioni Esordienti Ebook

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Carissimi Portatori di Penna, questa sera avremo l’opportunità, più unica che rara, di poter intervistare un personaggio che lavora in prima persona nel campo dell’editoria, ovvero un Editore con la E maiuscola. In questo caso con ben tre E maiuscole al suo attivo, quelle che rappresentano Edizioni Esordienti Ebook. Per quanto la Casa Editrice sia relativamente giovane, dal momento che ha iniziato la sua attività nel 2011, l’esperienza del suo Direttore Editoriale vanta anni e anni di lavoro diretto sul campo. Vi presentiamo Piera Rossotti, la quale non è solo un’affermata scrittrice, ma è soprattutto un valente Editore scopritore di talenti e non un detentore di Diritti d’Autore, come lei stessa afferma. La sua passione e il suo amore per i libri si riscontra giornalmente nella cura che dedica verso il proprio lavoro e per l’appoggio che offre a tutti i suoi autori, sostenendoli e promuovendoli con il massimo dell’impegno. Vi preghiamo di non utilizzare questo contesto per offrire i vostri manoscritti, in quanto vi sono altre sedi. Questa sera noi vogliamo conoscere tutte le realtà, i retroscena e il duro lavoro che si celano dietro a un libro pubblicato.

Andrea Leonelli: Benvenuta Piera! e grazie per la disponibilità

Irma Panova Maino: Buona sera Piera, siamo veramente felici di averla con noi questa sera e per porle subito la prima domanda, siamo curiosi di sapere come mai lei è una dei pochi editori che non temono il confronto diretto con gli autori.

Piera Rossotti: Scusate, ma perché un editore dovrebbe temere il confronto con gli autori? Gli autori sono indispensabili fornitori di manoscritti…

Nadia Milone: Io le vorrei chiedere in che cosa consiste il lavoro di un editore e perché è così importante per un libro.

Piera Rossotti: @Nadia, un piccolo editore come me è un artigiano che deve conoscere tutta la filiera del suo lavoro, dalla scelta del manoscritto alla realizzazione dell’e-book o del libro di carta, alla commercializzazione.

Mirijam Conzutti: Io le vorrei chiedere in che cosa consiste il lavoro di un editore e perché è così importante per un libro.

Piera Rossotti: Comincerei con la domanda di @Miriam, in particolare per quanto riguarda l’importanza dell’editore per un libro. Secondo me, l’editore ha anzitutto un compito di “filtro”: con il suo temperamento, il suo gusto (che può non essere condiviso da tutti, intendiamoci!) sceglie che cosa proporre ai lettori. Io rispetto il self-publishing, ma ritengo che molti autopubblicati non sappiano che cosa sia il rispetto per il LETTORE. Perché, diciamocelo pure, gli scrittori non devono scrivere per se stessi, devono scrivere per essere letti!

Maria Grazia Crozzoli: Sig. ra Piera presumo che , come tutti gli editori , abbia una linea nella scelta dei romanzi da pubblicare. Ma se le capitasse una penna formidabile che non coincide con la sua linea editoriale , pubblicherebbe ugualmente?

Piera Rossotti: @Maria Grazia, la domanda è un’altra: se trovassi una penna formidabile che non coincida con la mia linea editoriale, la saprei riconoscere? Io ricordo sempre che Gide ha bocciato Proust!

Marcella Nardi: Lei ha detto che gli autori sono indispensabili per gli editori…ma negli ultimi anni la percezione non e’ proprio così, visto il proliferare dell’auto pubblicazione Cosa deve fare, secondo Lei, un autore che per anni non riesce ad accedere ad un editore? Si scoraggia? Mette tutto da parte?

Andrea Leonelli: Marcella Nardi, penso nessuno riesca a risponderti in un unico modo esatto. Dipende da quanto tu stessa credi in quello che hai scritto.

Piera Rossotti: @Maria Grazia, io mi occupo di autori “non ancora famosi”, ma meritevoli di diventarlo… sempre che ci mettano impegno, perché “piccoli scrittori crescono” e, se non crescono, pazienza, mica l’ha ordinato il dottore che tutti dobbiamo scrivere!

Marcella Nardi: lei ha ragione, ma in vari casi quando un autore si trova le porte sbarrate per anni…cosa deve fare poi?

Pierluigi Di Cosimo: Mi associo alla domanda di Marcella, dopo tanto tempo passato a provare, ormai allo stremo delle forze, rimane l’auto pubblicazione

Anna Cibotti: io ho fatto uso del self publishing… per un breve romanzo

Marcella Nardi: anch’io….ma vengo poco considerata e non so bene che peso abbia il mio lavoro. Questo è il punto. Ecco Pierluigi, questa è l’amara realtà

Piera Rossotti: @Marcella e Pierluigi: forse voi scrivete delle cose bellissime ma, credetemi, non ho letto molto di autopubblicato che sia buono. E, quando è buono, un editore lo trova. Faccio un esempio: ho appena pubblicato Io dormo da sola, di Salvatore Paci e Manuela Baldo, prima autopubblicato su Amazon-Kindle, e li ho invitati io.

Pierluigi Di Cosimo: Ci credo Piera, ma credo anche che persone serie come lei ce ne siano poche, che quindi possono pescare solo uno dei tanti pesci che confluiscono nel mare del self

Anna Cibotti: ha smesso di scrivere? e se si, le manca?

Piera Rossotti: Sì, mi manca, ma non ho semplicemente il tempo. Io scrivo molto lentamente e ho bisogno di concentrazione. Comunque, mi piace tantissimo fare l’editore, vedere pubblicato un libro che si è scelto a partire dal manoscritto, lo si è corretto, sovente a quattro mani con l’autore, poi si studia la copertina, si discute, … insomma, è molto stimolante!

Anna Cibotti: ma trovare un editore che ti pubblica deve essere gratificante…

Giancarlo Ibba: Ciao a tutti! Arrivo in ritardo!

Piera Rossotti: Ecco Giancarlo, che ho definito “croce e delizia” di un editore. Di’ tu perché! E che Cik-al ti assista!

Giancarlo Ibba: Spero più croce che delizia, boss! La “croce” è perché mi piace rifinire ogni minimo dettaglio delle mie storie, la “delizia” (credo) è perché alla fine la smetto…

Piera Rossotti: Anche perché alla fine la smetti, @Giancarlo, ma soprattutto perché “piccolo scrittore cresce”.

Paolo Fiorino: Buona sera a tutti, mi unisco alla discussione con una domanda: tempo fa ho letto un’intervista a Christian Raimo il quale affermava che gli editori invece di promuovere la lettura trovano più semplice creare artificiosamente un mercato di scrittori. In un contesto del genere quale spazio può trovare un piccolo editore?

Piera Rossotti: @Paolo Fiorino, se accettiamo supinamente il predominio dei grandi editori che ci vogliono imporre le loro scelte ed hanno come unico obiettivo il guadagno, non l’orgoglio del loro lavoro, siamo finiti, perduti, è una bancarotta della ragione (e della passione!)

Désirée Pedrinelli: Dott.essa Piera Rossotti , perdoni la mia curiosità, in fase di selezione quali generi la attirano di più?

Piera Rossotti: Scusate se rispondo “a scacchiera”, ma le domande sono proprio tante! Per chi si chiede quali generi io prediliga e quali siano i miei criteri di scelta dei manoscritti, invito a seguire, nelle prossime settimane, i brevi video che pubblicherò su Youtube, dove commenterò alcuni dei libri che ho pubblicato dal punto di vista editoriale.

Sabrina Grementieri: Non vedo l’ora di vedere le prossime puntate su youtube!

Maria Grazia Crozzoli: Altra domanda: se l’editore investe sull’autore, perché lascia all’autore il gravoso compito di “promuoversi” e organizzare presentazioni a destra e sinistra?

Irma Panova Maino: Perdonami Maria Grazia se ti rispondo io. Un editore che promette promozioni, interviste e pubblicità anche sui muri di casa propria deve poi mantenere tutto questo. Ma un editore che ti offre il proprio appoggio e s’impegna a mantenerlo con tutte le sue possibilità, è un altro paio di maniche

Anna Cibotti: penso che un editore valuti un manoscritto soprattutto in base alla potenzialità commerciale seguendo la moda del momento… i lavori migliori spesso sono destinati a lettori di nicchia… quindi il talento può anche risultare secondario, cosa ne pensa signora Piera?

Giancarlo Ibba: Comunque, alla fine, qual è davvero il confine tra romanzo commerciale e di nicchia? Non è che una si sveglia al mattino e dice: ah, sai che c’è, oggi scrivo un bestseller. Qualcuno sa rispondere a questa domanda?

Irma Panova Maino: Giancarlo, non so francamente cosa potrebbe risponderti Piera, ma per quel che mi riguarda credo che il flusso segua la moda del momento. Casi eclatanti: twilight e 50 sfumature… probabilmente 10 anni fa nessuno avrebbe investito su questi titoli

Piera Rossotti:  le sfumature l’ho comperato e ne ho letto 50 pagine… non ne potevo più di quella verginella frustrata e al contempo vogliosa, ma che arrossisce e balbetta. Se avessero proposto a me quel libro, l’avrei rifiutato, poi mi sarei magari mangiata le mani fino ai polsi, per aver perso tanti soldi! Un altro libro che non avrei mai pubblicato è Il Codice Da Vinci, tanto per citare un altro bestseller.

Oliviero Angelo Fuina: Mi scusi Piera, quanto un editore investe sull’autore e quanto sull’opera da proporre?

Piera Rossotti: @Oliviero, non ho capito esattamente la sua domanda. Io tengo molto ai miei autori, ho bisogno della loro collaborazione, ma cerco di promuovere anche i libri di autori diciamo così, “poco collaborativi”. A me interessa soprattutto il libro da proporre ai lettori.

Oliviero Angelo Fuina: Intendevo nella scelta di investire su un libro. A parte se la conoscenza dell’autore la può aiutare nella decisione, in fase di promozione ritiene importante far conoscere l’autore per incuriosire potenziali lettori ai suoi scritti oppure promuove direttamente ed esclusivamente l’opera prodotta?

Piera Rossotti: @Oliviero, io amo molto presentare gli autori, lo faccio sul sito, nelle presentazioni in libreria, mi piace dialogare con loro e con il pubblico. Però ci sono degli autori “di coccio”, e allora mi occupo soprattutto della loro opera.

Paolo Fiorino: Piera Rossotti… intuisco che per te la passione supera la ragione ma ne vale davvero sempre la pena?

Piera Rossotti: @Paolo Fiorino, in che senso ne vale la pena? Dal punto di vista economico, certamente no!

Paolo Fiorino: Piera Rossotti intendevo dal punto di vista economico. Di certo le famose “sfumature” non sono un libro che io leggerei ma se fossi un editore probabilmente vorrei pubblicarlo (visto quanto rende). Vale la pena di rifiutare un romanzo che non rientra nei nostri gusti sapendo che potrebbe essere un successo?

Piera Rossotti: @Paolo, dovrei saper “fiutare” un possibile successo in un libro che non mi piace… Se riuscissi a fiutarlo, certo che lo pubblicherei! Se non altro per finanziare i libri che mi piacciono e che non sono altrettanto commerciali.

Paolo Fiorino: Piera Rossotti Ma è questione di fiutare o di costruire? Cioè il successo lo fa l’autore con la sua bravura o l’editore con le sue “risorse”?

Piera Rossotti: Per me, si tratterebbe di “fiutare”, perché risorse per costruire un successo editoriale a tavolino non le ho!

Mirijam Conzutti: da piccola ho fatto un corso di marketing e tra le varie leve oltre la pubblicità c’era la distribuzione – lei dott.ssa Piera cosa ne pensa al riguardo? Una buona distribuzione può supplire alla pubblicità e/o viceversa?

Elisabetta Bagli: Cosa ne pensa del prezzo bassissimo che viene apposto su alcuni e-book? Non pensa che la percezione costo qualità incida sulle vendite?

Piera Rossotti: Il discorso della distribuzione e dei prezzi è piuttosto lungo. Sui prezzi voglio soltanto dire questo: purtroppo, c’è un gigante di nome Amazon che fa il bello e il brutto tempo, e che un romanzo di 3-400 pagine debba costare meno di un caffè mi sembra profondamente ingiusto per chi ha lavorato per scrivere e pubblicare il libro, e anche molto diseducativo, perché l’e-book verrà percepito sempre più come cosa di poco valore.

Massimo Licari: Faccio una domanda forse un po’ provocatoria. Ho conosciuto EEE quasi un anno fa, quando mi è stata generosamente data la possibilità di pubblicare un mio lavoro. In tutti questi mesi ho letto dei libri pubblicati da EEE davvero notevoli, meritevoli. Cosa manca per far diventare uno di questi libri un bestseller? È solo un problema di investimenti?

Piera Rossotti: Il 99% dei bestseller è tale perché sostenuto dalla pubblicità. Qualcuno, forse, emerge anche grazie al passaparola (penso all’Eleganza del riccio), ma in genere sono sostenuti dai quattrini dell’editore, viene creato il “caso” editoriale… e ci sarebbero altri cento libri altrettanto meritevoli. Nel mio catalogo ce ne sono diversi.

Alessandro Cirillo: Forse per il primo romanzo si potrebbe accettare un prezzo minimo, dopo che si crea una prima cerchia di lettori si può osare qualcosa di più.

Giancarlo Ibba: Alessandro, sono d’accordo con te. Purtroppo però le troppe pubblicazioni a basso prezzo inflazionano il mercato con prodotti a volte davvero discutibili. Altre volte, a 0,99, puoi trovare romanzi migliori di quelli in vendita nelle librerie. E’ difficile farsi una cerchia di lettori e per questi ultimi è ancora più facile naufragare in questi mare…

Alessandro Cirillo: Hai ragione Giancarlo, non penso ci sia una linea giusta da seguire. Bisogna sceglierne una e andare avanti.

Piera Rossotti: Parlerei magari un po’ di distribuzione, che è un argomento che mi sta molto a cuore. Chi mi segue, però, sa già come la penso, quindi non vorrei stare a ripetere sempre le stesse cose…

Irma Panova Maino: Le ripeta Piera, molti non conoscono il suo pensiero in merito

Oliviero Angelo Fuina: Mi piacerebbe saperne, sì…

Elisabetta Bagli: anche a me, grazie!!!

Piera Rossotti: Dalla fine degli anni Novanta mi occupo di autori esordienti, tuttora sono responsabile della Lettura Incrociata del Rifugio degli Esordienti e del settore Selezione di DANAE. Ebbene, non è la pubblicazione che è difficile per un buon esordiente, ma è la distribuzione che rappresenta il vero anello debole. Frammento la risposta, così forse mi seguite meglio e potete porre delle domande.

Oliviero Angelo Fuina: Perfetto, grazie

Piera Rossotti: Distribuire in modo efficace un autore, vuol dire raggiungere centinaia di librerie, investire un sacco di soldi che non torneranno mai indietro. Trovatemi degli esordienti contenti della loro distribuzione in cartaceo… Per bravo e volonteroso che sia l’editore, un autore bravo e sconosciuto è destinato a restare… bravo, sconosciuto e deluso. Ecco perché tanti piccoli editori hanno deciso di investire del denaro per acquistare i diritti di autori stranieri che avessero già avuto buone vendite all’estero, pagare un traduttore, e hanno fatto dei buoni guadagni. Ovviamente, non si sognavano neppure di promuovere degli autori italiani sconosciuti.

Mirijam Conzutti: ma non crede che proprio per questo, l’ebook possa essere una spinta maggiore….se funziona negli stati anglosassoni perché non dovrebbe anche in Italia?

Piera Rossotti: @Mirijam, perché crede che io sia un editore “nativo digitale”? Esattamente perché, con investimenti tutto sommato modesti, posso distribuire gli e-book praticamente come fa Mondadori. Ovvio che non ho il “peso” di un grande editore per quanto riguarda il marchio, la possibilità di investire in pubblicità, ecc., però i miei e-book sono su tutti i webstore e stanno anche cominciando a vendere all’estero. Senza l’e-book, io certo non potrei fare l’editore, né sarei riuscita a pubblicare 170 titoli in due anni.

Irma Panova Maino: Il discorso dell’ebook da molti è visto ancora come un prodotto di “satana” in persona e definiscono tecno-talebani tutti coloro (come noi ad esempio) che cercano semplicemente di far comprendere che dei vantaggi ci sono e che nulla vieta ad entrambi i formati di coesistere.

Oliviero Angelo Fuina: Far diventare “un nome” un autore esordiente, con adeguato marketing, potrebbe essere una via praticabile, quindi?

Paolo Fiorino: Piera Rossotti in questo modo però può emergere solo chi è già in qualche modo famoso e quindi di emergere non ha alcun bisogno… Per avere successo bisogna per forza chiamarsi Totti?

Giancarlo Ibba: Purtroppo la qualità di questi bestseller stranieri (nonché la traduzione, spesso) lascia a desiderare. E parla un che casca spesso nel tranello. Piera, perché non tradurre noi un nostro buon libro e spacciarlo per bestseller italiano nei paesi anglosassoni? Pan per focaccia (ma buona, ovvio)

Piera Rossotti: @Giancarlo, non è che puoi “spacciare”! Un editore che compra un libro straniero, vuole le statistiche di vendita!

Elisabetta Bagli: sai cosa significa tradurre Giancarlo? Sono traduttrice per mestiere e anche interprete, ultimamente ho fatto da interprete per Paolo Giordano quando è venuto qui a Madrid e ti assicuro che il suo libro in versione spagnola, pubblicato da una signora casa editrice, grande editore in Spagna è tradotto male!!! I costi di traduzione, ma di quella vera, sono alti…

Piera Rossotti: È vero, Elisabetta. Per tradurre in francese il mio romanzo Diario intimo, il traduttore ha chiesto dodicimila euro (300 cartelle). L’ho poi tradotto io stessa, lavorandoci due mesi ininterrottamente.

Elisabetta Bagli: pienamente d’accordo con lei Dott.ssa Piera Rossotti. Purtroppo è così per una traduzione fatta come si deve i costi sono alti, ma spesso non viene compreso…

Giancarlo Ibba: Elisabetta: infatti, forse mi sono spiegato male. Lo so che tradurre è molto difficile. Intendevo dire che forse le case editrici spendono più sul marketing e tagliano sui traduttori, per massimizzare i profitti.

Marcella Nardi: se la domanda non è pertinente, la cestini senza problemi: mi dica davvero, ma pubblicando in modo digitale quante possibilità di essere davvero conosciuto ha un emergente che abbia dei buoni numeri, cioè che sia bravo?

Piera Rossotti: L’e-book è destinato ad affermarsi (magari si vedrà pure “superato” da altre forme di pubblicazione digitale) per un semplicissimo motivo: il prezzo. I lettori “forti” stanno pian piano convertendosi all’e-book anche al di fuori del mondo anglosassone. I reader costano sempre meno, presto addirittura verranno regalati, come i telefoni cellulari.

Oliviero Angelo Fuina: Io penso infatti che la possibilità di successo degli e-book possa andare di pari passo con la distribuzione massiccia (e sempre più economica) di strumenti idonei alla lettura.

Massimo Licari: Il problema è che in Italia abbiamo più scrittori che lettori…

Piera Rossotti: @Massimo… e gli scrittori italiani scrivono tanto e leggono poco!

Irma Panova Maino: Massimo, questo purtroppo si è sempre saputo. La battuta una volta era che l’unica vera pubblicazione in Italia era la gazzetta dello sport

Mirijam Conzutti: sul punto dissento con Irma, non è vero che si legge solo la gazzetta dello sport; bisogna “distinguere”… ci sono quelli che leggono la gazzetta dello sport e gli altri…

Marcella Nardi: anch’io non concordo. Chi ama scrivere legge molto! E non parlo solo di me

Anna Cibotti: è vero… io leggo con piacere le sue proposte attraverso le mail che ricevo… ma io sono una di quelle che leggono tantissimo ma preferisco il cartaceo di gran lunga… per un regalo ad esempio un e book… forse ho preso un eReader poco funzionale

Piera Rossotti: @Anna, io adoro i libri cartacei e mi piace anche realizzarli… ma di fatto ho un magazzino pieno di “carta ferma”, che non mangia né beve, ma che mi è costata soldi e che non rende… intanto, col tempo, rischia anche di deteriorarsi…

Oliviero Angelo Fuina: Mi viene il dubbio che gli e-book siano frenati da altri interessi, quali la proliferazione di “stamperie” on line fai da te che permettono a tutti l’ebbrezza di un cartaceo tra le mania prescindere dall’omicidio della lingua italiana…

Piera Rossotti: I grandi editori italiani hanno investito molto nella stampa e nella distribuzione e ovviamente cercano di contrastare l’e-book per sfruttare finché possono i loro investimenti. Ma qui saranno i lettori che potranno davvero dire la loro, fare la differenza.

Mirijam Conzutti: Esatto!!!!  Sono i lettori che scaricano (a manetta… che preferiscono scaricare e portarsi 10 libri sull’ipad o iphone…. in giro per il mondo…quando viaggiano, questo è il futuro e se esiste nei paesi anglosassoni, arriverà tra poco (ovvero è già dietro l’angolo) anche qui

Oliviero Angelo Fuina: Buona la seconda. Amazon è un caso da poco evidenziato, docet.

Piera Rossotti: Infatti, Amazon fa davvero la parte del leone. Lettore Kindle a poco prezzo, grande facilità di scaricare un e-book, uso delle newsletter “mirate” e basate sui gusti dei lettori, pagine del catalogo che si personalizzano sempre sulla base dei precedenti acquisti di un lettore… è lì che si vende.

Giancarlo Ibba: Tagliamo la testa al toro: ci sono troppi “autori” che credono di essere più bravi di quello che sono. E poi, ma le statistiche di vendita che creano i bestseller sono reali o create ad arte per il business?

Massimo Licari: Giancarlo, ho letto che negli stati uniti una tecnica che usano è pubblicare un libro e acquistarne un congruo numero di copie per farlo entrare nelle classifiche dei più venduti. E’ un modo per “drogare” il mercato ma che ha funzionato in più di un caso

Giancarlo Ibba: Massimo: proprio quello a cui mi riferivo.

Piera Rossotti: @Massimo, però Amazon lascia comperare un solo e-book da ogni computer

Giancarlo Ibba: Piera; questo sarà valido solo per noi poveri mortali, a pensare male ci si azzecca…

Irma Panova Maino: lascia perdere Giancarlo, tu e io siamo piratati su emule…

Giancarlo Ibba: Irma non dirlo, magari qualcuno non lo sapeva!!!:-)))

Irma Panova Maino: ops… ma ti do una dritta, non sono completi, quindi se si vogliono leggere per intero bisogna comprarli!

Massimo Licari: Io sarei contento se il mio libro venisse piratato e scaricato un milione di volte… Battutaccia…

Giancarlo Ibba: Massimo: Penso che Piera non sarebbe altrettanto contenta!

Massimo Licari: Giancarlo: vero, ma il secondo libro sarebbe molto più protetto

Oliviero Angelo Fuina: Questo risponde alla domanda se si scrive per vendere o essere letti, nel tuo caso

Giancarlo Ibba: Oliviero: noi scriviamo per essere letti (almeno, io sì) ma l’editore deve avere un ritorno economico, mi sembra giusto.

Elisabetta Bagli: Mi scusi, come tutela gli autori e i loro diritti d’autore considerando che gli e-book con vari programmi ad hoc possono essere decriptati?

Piera Rossotti: Per scelta editoriale, non metto protezione tipo DRM, soltanto, sui webstore che lo permettono, un watermark con nome dell’acquirente e data di acquisto. Qualcosa viene comunque piratato, ad esempio ci hanno piratato degli e-book di Giancarlo e di Irma, purtroppo scaricati da Amazon, ma è un rischio da correre. In ogni caso, se davvero qualcuno ruba per leggere, mi sembra un peccato quasi “veniale”

Oliviero Angelo Fuina: D’accordissimo con te, Giancarlo Ibba

Anna Cibotti: quanti libri dovrebbe comprare uno scrittore per pareggiare la spesa di stampa? se c’e’ un numero adeguato che compensa le due parti fanno un lavoro comune che può funzionare al meglio

Piera Rossotti: @Anna, un editore tradizionale, che lavori sul cartaceo, ha bisogno di vendere un bel po’ di libri, per sopravvivere. Un editore a pagamento, li fa in pratica pagare tutti all’autore, poi non c’è da meravigliarsi se non li distribuisce: guadagna vendendo agli autori stessi, non ai lettori.

Allie Walker: Tutti i giorni vengono pubblicati centinaia di titoli sulla rete e le case editrici spuntano come funghi dopo la pioggia. Non le sembra che in rete ci sia tanta “roba”, spesso inutile, e che il lettore medio sia deviato da quello che gli si mostra, piuttosto che dai contenuti? Cosa fa lei per risaltare in tutto ciò? Inoltre: tre buoni motivi per cui uno scrittore/autore debba scegliere la sua casa editrice piuttosto che un’altra.

Piera Rossotti: @Allie, i buoni motivi li deve trovare lei, confrontando EEE con altre case editrici dello stesso livello. Non mi offenderei se tra me e Rizzoli scegliesse Rizzoli, guadagnerebbe certo di più, ma tra case editrici del livello di EEE, da 70-80 titoli all’anno, tocca a lei meditare e scegliere!

Allie Walker: il confronto, ovviamente, non era con le case editrici affermate, ma con quelle al suo pari

Irma Panova Maino: Allie, se posso vorrei risponderti io, da autore EEE

Oliviero Angelo Fuina: Dicci Irma

Irma Panova Maino: Ho avuto modo di fare confronti e resto fermamente all’ombra delle tre E per svariati motivi, il primo è la serietà, Il secondo è la passione con cui ogni mio libro è stato pubblicato e la terza è perché conosco tutti gli sforzi che vengono fatti per dare visibilità agli autori, in modo onesto e diretto

Oliviero Angelo Fuina: E i risultati sono stati conformi alle tue aspettative?

Irma Panova Maino: molto più che conformi! E nota bene, io promuovo voi, ma difficilmente promuovo me stessa

Oliviero Angelo Fuina: Verissimo.

Marcella Nardi: Gentile Piera, tento un’ultima domanda: mi dica con sincerità… al momento c’e’ un autore emergente che con la sola pubblicazione digitale sta diventando davvero famoso in Italia? Lasciamo perdere il resto del mondo. Mi scuso se ritorno alla stessa tipologia di domanda, ma da parte di un autore, forse è lecito porsi la domanda.

Piera Rossotti: @Marcella, non credo. Però so di tanti miei autori che hanno venduto un numero di e-book che col cartaceo non si sarebbero mai sognati. Sto parlando di esordienti. E domani, forse, potrebbe accadere che qualcuno diventi famoso.

Elisabetta Bagli: Un’ultima domanda, se mi è possibile porre all’editore Piera Rossotti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa dei libri per bambini, pieni di illustrazioni colorate, in versione e-book e se lei nel suo catalogo ne ha.

Piera Rossotti: @Elisabetta, nel mio catalogo ho alcuni e-book per ragazzi molto belli, ma che vendono un’inezia. Gli e-book illustrati per bambini devono essere anche in parte interattivi e richiedono un formato che è l’epub3 a layout fisso. Finora, questo formato veniva distribuito soltanto da Apple. Inoltre, per realizzarlo ci vuole abbastanza tempo, bisogna proprio lavorare sui codici, e non mi ci sono ancora messa, anche se mi piacerebbe. Penso che il mio prossimo passo sarà la pubblicazione di una rivista di impegno politico-sociale non partitico, in fase di preparazione e con persone in gamba. Insomma, è allo studio.

Elisabetta Bagli: Davvero molto interessante la sua risposta, attenderemo con grande curiosità la nuova rivista. Grazie

Andrea Leonelli: a parte la rivista politico sociale, che progetti ha in cantiere per il futuro della sua casa editrice?

Piera Rossotti: @Andrea, per il momento continuerò a far crescere il catalogo, con ancora maggiore severità rispetto a prima. Fare una collana di teatro e dare spazio alla poesia, che non vende, ma che non va abbandonata.

Marcella Nardi: contro-domanda: ma allora il digitale può venire incontro all’aspetto “revenue”, ma non certo alla notorietà….corretto? Questo e’ il timore di molti. E parla un informatico….

Piera Rossotti: @Marcella, ma chi guadagna è perché vende. E, se vende, acquisisce notorietà.

Marcella Nardi: beh…sono e non sono d’accordo. Vendere in sordina… soddisfa le tasche si…ma ci sono anche altre cose cui uno aspira, talora…ma e’ solo una mia opinione, forse.

Piera Rossotti: Il fatto è che molto spesso tanti autori vorrebbero partire dal traguardo. Cari miei, non funziona così!

Irma Panova Maino: Andrà a Torino l’anno prossimo, nonostante i costi elevati che vi sono?

Piera Rossotti: Penso di sì, ma è veramente un salasso!

Irma Panova Maino: noi ci saremo a sostenerla allora.

Piera Rossotti: Ovviamente, Irma, penso che lei, come me, si riferisca al Salone del Libro!

Irma Panova Maino: ovviamente

Piera Rossotti: Ci conto!

Andrea Leonelli: ma porta benefici presenziarvi?

Pierino's

Piera Rossotti: Diciamo che bisogna esserci, anche se economicamente è una perdita, ma si guadagna in immagine.

 Andrea Leonelli: e questa immagine la dice lunga 

Giancarlo Ibba: E allora, diciamolo, non scriviamo solo per scrivere le storie che abbiamo nella testa, ma per diventare ricchi e famosi? Io aspiro a essere letto, tutto qui, magari solo per regalare un attimo di sollievo dalla vita reale al lettore.

Irma Panova Maino: C’è ancora qualcosa che vorrebbe dire agli autori che sono presenti?

Piera Rossotti: Di lavorare sodo e anche di essere umili. C’è molta spocchia, tra gli esordienti (non in tutti, ovvio!), e chi si avvicina alla scrittura con questo atteggiamento crede di sapere tutto e non ha voglia di imparare. Io credo nel miglioramento e nella maturazione.

Irma Panova Maino: mi perdoni la domanda Piera Rossotti da ciò che dice deduco che bisognerebbe anche lavorare sul proprio brand personale e darsi un po’ da fare?

Marcella Nardi: Signora Piera, forse Lei legge tutti I manoscritti che Le arrivano, ma moltissimi altri,quelli che non imbrogliano, spesso li cestinano solo… non è spocchia da parte di molti di noi…è la frustrazione di non avere un parere sul vero sul nostro operato. Questo è il dramma.

Giancarlo Ibba: Marcella: io ho spedito lo stesso romanzo per anni, anni, anni. Cestinato, respinto, respinto in partenza. Poi l’ho inviato alla EEE e Piera mi ha mandato una mail con scritto: allora, pubblichiamo? L’ho letta settimane dopo, tanto ero abituato a essere ignorato (non per questo credo di aver scritto un capolavoro, anzi.) Questo, per dirti che non devi frustrarti. Per noi aspiranti autori la EEE, come il formato e-book, è una possibilità in più di farci notare. Prima non c’era. adesso c’è.

Piera Rossotti: @Irma, sì, anche. @Marcella: io faccio “l’assaggio del cocomero” di tutti i manoscritti e opero una prima scrematura. Poi passo ai miei collaboratori, che mi fanno delle schede impietose, quindi riletto per intero quello che mi va di pubblicare e all’occorrenza lavoro con l’autore, do dei consigli, ecc. Ho smesso di dare dei pareri sui manoscritti che rifiuto, anche se ogni tanto ci casco ancora…

Irma Panova Maino: torno ancora sul discorso della promozione, poiché molti autori davvero fanno poco e niente e si aspettano che siano gli altri a farlo per loro, lei cosa consiglia?

Piera Rossotti: Volete un piccolo aneddoto? Ho appena finito la lettura di un fantasy ambientato nel Far West, dove tutti i cow-boy sputano grumi di catarro (che schifo) e mangiano pancetta e fagioli accanto al fuoco nella prateria. Non era scritto male, l’autore, un trentenne, sapeva costruire bene le scene e le atmosfere. Allora gli ho fatto l’esempio di Giancarlo e di come Frammenti di terrore sia diventato l’Alba del sacrificio: col lavoro, un’ambientazione intelligente… insomma ne ha fatto un gran bel libro. L’autore mi ha detto: “Grazie, ma secondo me Ibba ha avuto torto marcio” Morale della favola: mai più dare consigli spassionati! A lavare la testa all’asino…

Allie Walker: Venerdì a Roma ho conosciuto un giornalista che lavora da Feltrinelli, il suo compito non è però fare il giornalista, ma è di occuparsi di “sistemare o riscrivere” appunti di personaggi e scrittori famosi. Mi ha detto anche che Feltrinelli non investe sugli esordienti e sugli sconosciuti, ma solo su gente nota. Questo per dire quanto le grosse case editrici non ci prendono minimamente in considerazione e quando mandi manoscritti non si degnano nemmeno di risponderti.

Piera Rossotti: @Allie, non mi meraviglia per nulla. Del resto, gli investimenti sono cospicui e, se va male un investimento, sono cifre grosse che si rischiano. Gli editor dei grandi editori hanno ordini severissimi… Inoltre, leggere un manoscritto costa, e un editore importante ne riceve a bizzeffe. Perfino io ne ho almeno 250 in attesa. Chi ha già pubblicato con me, però, ha una corsia preferenziale. Inoltre, @Allie, rispondo a tutti, ma ci vuole tempo, dipende dai periodi. Cerco sempre di dare un termine, che viene più o meno rispettato. Sto rispondendo adesso agli autori a cui ho promesso una risposta entro ottobre.

Marcella Nardi: ecco… il problema è a monte. Trovare chi ci da un giudizio serio. E’ vero che ci sono I presuntuosi, ma credo siano molti di meno, nel cumulo generale.

Giancarlo Ibba: No, i presuntuosi nel cumulo generale sono tantissimi, ognuno con il suo capolavoro nel cassetto. Pochi che dicano… ho scritto una c….a, ma mi è piaciuto scriverla.

Irma Panova Maino: Giancarlo concordo!

Oliviero Angelo Fuina: Già…

Marcella Nardi: E’ bello saperlo e grazie. Allora per il futuro, la povera signora Piera si troverà molti nostri manoscritti…

Piera Rossotti: Un editore come me è contento di ricevere manoscritti, così ne può bocciare di più! Scherzo. Però è bello potersi permettere di scegliere, perché io pubblico soltanto quello che mi piace.

Allie Walker: si riferisce al genere, oppure alla storia che si racconta?

Piera Rossotti: @Allie, io guardo l’insieme e dico “mi piace”, “non mi piace”, anche se parto dalla valutazione della qualità della scrittura.

Irma Panova Maino: Signore e Signori, possiamo finalmente congedare la nostra ospite? Sempre che lei non voglia aggiungere un’ultima considerazione

Piera Rossotti: Vorrei soltanto concludere dicendo che è in fase di svolgimento un concorso su giallo,thriller, horror, noir e spy story (valanga di manoscritti!) che si concluderà il 31 dicembre, con proclamazione dei vincitori il 31 gennaio. Poi partirà un nuovo concorso sul romanzo di genere, penso il rosa. E grazie a tutti per la valanga di domande! Magari, iscrivetevi alla newsletter, ne faccio tre o al massimo quattro al mese.

Irma Panova Maino: il bando lo troverete sul sito in home page http://www.edizioniesordienti.com/

Marcella Nardi: bene, lo faremo

Elisabetta Bagli: Perfetto, mi iscriverò sicuramente! Anch’io ringrazio L’editore Piera Rossotti per la sua grande disponibilità e per averci permesso di conoscere meglio la sua attività e i suoi pensieri in merito ad argomenti che riguardano tutti noi che amiamo leggere e scrivere. Grazie anche a voi tutti per aver dimostrato di essere sempre con noi, come noi con voi. A presto!

Nunzio Russo: oggi ho ricevuto una recensione di un libro scritto da Piera Rossotti da un giornale online siciliano. Il romanzo è stato pubblicato nel 2000. Ho letto e riletto questo testo.  Avrei piacere di sentire una battuta da Piera Rossotti Pogliano scrittrice sulle difficoltà degli inizi come autrice, per concludere. Grazie e saluti.

Piera Rossotti: Diario intimo l’ho scritto a 50 anni, ed è stato il mio primo romanzo. Semplicemente, era ora di scriverlo, ho dovuto farlo. Non ho avuto difficoltà, l’ho presentato al Premio Calvino, non ho vinto, ma una settimana dopo avevo il contratto in mano e un anticipo sui diritti d’autore. Mi ha dato molte soddisfazioni. Poi, due anni fa, l’ho tradotto in francese e ha venduto molto bene in Savoia. Tutto lì.

Irma Panova Maino: … e lo chiama “tutto lì”… Grazie davvero Piera! Buona notte

Andrea Leonelli: Notte e grazie mille Piera e a tutti gli intervenuti

Allie Walker: Grazie Sig.ra Piera Rossotti

Elisabetta Bagli: Buonanotte a lei e a tutti e ancora grazie!

Oliviero Angelo Fuina: Buona notte e grazie per la sua gentile disponibilità

Irma Panova Maino: Grazie davvero per la pazienza che ha avuto e per aver dedicato il suo tempo a noi.

Piera Rossotti: È stato un piacere. Mi scuso se non sono sempre riuscita a rispondere a tutto, ma per domande specifiche c’è sempre la mail. Buona notte e buona scrittura/lettura a tutti!

Nunzio Russo: buona notte Piera … e grazie della bella serata. buona notte a tutti

Nadia Milone: buonanotte Piera e grazie per la sua disponibilità

Piera Rossotti: Buona notte a tutti!

 

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One commentOn Piera Rossotti – Editore

  • 170 MANOSCRITTI PUBBLICATI IN 2 ANNI..HO LETTO CHE GLI ITALIANI SONO UN POPOLO DI SCRITTORI, MI CHIEDO QUANTI NE HA RICEVUTI IN 2 ANNI??

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