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Andrea Leonelli

penombreIntervista a sorpresa a Andrea Leonelli

Questa sera, cari Portatori di Penna, vogliamo dimostrarvi quanto riusciamo a essere perfidi e per fare ciò vi abbiamo preparato una sorpresa. Ovvero intervisteremo “a caldo” Andrea Leonelli, il quale non si aspetta di certo di essere messo sotto i riflettori. Vi chiedo solo la cortesia di intervenire con domande pertinenti e non con le solite battute goliardiche con cui ogni tanto amiamo scherzare. Se non altro fatelo per Andrea.

Irma Panova Maino: Andrea, tra poco presenterai per la prima volta al pubblico il tuo nuovo libro, come ti senti?

Andrea Leonelli: Emozionato, felice, un po’ sulle nuvole…

Andrea Leonelli: Non mi sento prontissimo al 100% ma credo sia una cosa normale…

Elisabetta Bagli: Le tue nuvole come sono bianche, nere o grigie? la mia domanda è indirettamente inerente al motivo della scelta del titolo Penombre…

Andrea Leonelli: Le nuvole sono multicolori, con sfumature variegate, dipende dai momenti…

Elisabetta Bagli: E quando hai pensato la silloge, com’erano? Perché questo titolo?

Andrea Leonelli: Quando ho pensato alla silloge? diciamo che si è costruita nel tempo da sola, un passo alla volta nel tempo… anche lì erano di molti colori, le ultime decisamente più leggere e luminose.

Irma Panova Maino: Pensi che ti sentirai messo emotivamente a “nudo” davanti a tutti?

Andrea Leonelli: Per la nudità emotiva: chi ha letto i miei scritti sa quanto riesco a mettermi a nudo, ma è diverso il “farsi leggere” rispetto al parlare in pubblico. Di solito è una cosa che mi piace, forse sarò un po’ esibizionista, ma ho visto che comunque quel che si è viene fuori, quindi, perché mascherarsi o atteggiarsi? Meglio Essere, semplicemente.

Irma Panova Maino: Quanto c’è di te stesso nelle tue poesie?

Andrea Leonelli: Nelle mie poesie c’è molto di me stesso, tornando al discorso della nudità emotiva, sono i pezzi del me che ho dentro che vengono a galleggiare su un fiume di carta in forma di inchiostro…

Nadia Milone: Andrea, il tuo lavoro ha influito sui tuoi scritti? Se sì, quanto?

Andrea Leonelli: Il mio lavoro ha influito più in “La selezione colpevole”, in Penombre c’è molto più della mia vita passeggiata nei giorni.

Nadia Milone: Un lavoro più introspettivo, quindi?

Andrea Leonelli: Più introspettivo si, ma non siamo solo quel che abbiamo dentro, siamo anche l’influsso di ciò che ci circonda e che a volte ci deforma o ci schiaccia. ma rimanendo fluidi si può cambiare ed evolvere.

Elisabetta Bagli: Che significa Penombre?

Andrea Leonelli: Penombre è lo spazio intermedio, è quell’attimo in cui niente è definito ma a cui puoi dare forma, ed è lo stato in cui sono stato io per lungo tempo. poi mi sono RI dato la MIA forma.

Irma Panova Maino: Parlaci di questo passaggio, ovvero da La selezione colpevole a Penombre. E di quanto abbia influito la tua vita reale in tutto questo.

Andrea Leonelli: Da “La selezione” a “Penombre” è passato un lasso di tempo che è sia eterno che impalpabile, la mia vita è cambiata passando da un estremo all’altro, se vogliamo si può dire che ho attraversato l’inverno come un seme interrato e sono rifiorito più forte alla luce di prirmavera…

Irma Panova Maino: Andrea, decisamente Penombre è meno “drastico” rispetto ai precedenti libri, ciò nonostante vi è ancora molto del tempo passato e di non risolto. Quale delle poesie che hai inserito ti rappresenta di più in questo senso?

Andrea Leonelli: Le poesie sono state messe in ordine cronologico “non stretto”, separate per periodi. le prime sono quelle più “vecchie” che contengono i momenti di frattura, in cui il cambio stava avvenendo. le ultime, le nuove, hanno toni e temi decisamente diversi, e il viaggio è ancora lungo…

Andrea Leonelli: La poesia che mi rappresenta di più come periodo irrisolto?

Irma Panova Maino: Sì.

Andrea Leonelli: Una delle poesie del periodo irrisolto è certamente Oppresso…

Désirée Pedrinelli: Buona sera ci sono anch’io e vorrei sapere cosa speri di comunicare al lettore, o meglio al consumatore di cibo per l’anima come mi piace definire chi legge poesie?

Irma Panova Maino: Benvenuta Désirée, è un piacere averti fra noi.

Andrea Leonelli Désirée: Cosa voglio comunicare? emozioni, sensazioni, stati d’animo in cui il lettore si riconosca. voglio condividere e far sapere a chi si riconosca in qualcuna delle mie liriche che molte delle rivoluzioni che sente muoversi dentro sono condivise con altri. se vogliamo è come ritrovarsi nello specchio e dire: non sono io, ma mi somiglia ed è passato per la mia stessa strada. C’è universalità nel sentire anche se ognuno ha un’anima propria.

Elisabetta Bagli: In “Memorie Incastonate”, una delle poesie che più mi ha colpito delle tua silloge, esprimi questi versi:

Sono come il calendario
su cui il tempo
si diverte a disegnare.
Un diario di pelle che vive.

Elisabetta Bagli: Splendidi versi nei quali descrivi il tempo che disegna sulla tua pelle… in un’altra poesia invece “Orologi Fermi”, vincitrice tra l’altro del premio della Critica al rpimo concorso internazionale “Quelli che a Monteverde” descrivi un tempo che tu vuoi fermare, plasmandolo a tuoi desideri… Ma Andrea Leonelli che percezione ha del tempo e come ama impiegarlo oltre al lavoro e alla passione per la scrittura ovviamente?

Andrea Leonelli: Il tempo è un semplice svolgersi di istanti, di ora. quello che è successo è una cosa ormai intoccabile, quel che succederà… in parte dipende da noi, in parte dall’ambiente esterno. noi sollecitiamo l’ambiente ed esso sollecita noi, poi il rest sono reazioni e azioni compiute nell’istante presente.

Andrea Leonelli: Altre cose che faccio nel mio tempo è promuovere altri autori emergenti come me, consigliando e aiutando fattivamente quando possibile.  in collaborazione coi queste tre streghette a forma di fata che sono le amministratrici di questa bolgia infernale chiamata mondo dello scrittore che manda avanti e si inventa molte iniziative, facendo parte della band di liberarte e molto molto altro ancora…

Irma Panova Maino: Le tue poesie creano stati emotivi molto forti, molte persone vengono toccate nel profondo da quello che scrivi, questo ti fa sentire davvero un poeta?

Andrea LeonelliIrma, diciamo che non mi sento poeta anche se mi emoziona e mi fa gongolare sentirmelo dire, non lo negherò, mi piace sapere che riesco ad arrivare con forza e precisione nell’animo di chi legge toccando punti sensibili cui le persone reagiscono. ognuno ha le proprie reazioni: riflessione, ripulsione, noia, emozione, commozione, penso sia diverso per tutti. la poesia è estremamente soggettiva. ma mi piace sapere che ho “colpito”. Anche questa è una cosa che voglio fare scrivendo. lasciare un segno. dare qualcosa o prendere qualcosa, ma non lasciare le anime dei lettori uguali a prima, scivolarci solo sopra non basta se si vuole comunicare.

Irma Panova Maino: Bella risposta Andrea, davvero. Condivido Nadia, per quanto cupo e dannato possa essere, lascia sempre aperti gli spiragli per ciò che potrebbe venire.

Irma Panova MainoNadia che ne pensi di quello che scrive Andrea?

Nadia Milone: A me piace molto lo stile di Andrea. Un po’ cupo ma sempre con un velo di speranza.

Nadia Milone: E’ una speranza nel futuro che credo ci sia anche in Penombre, vero Andrea?

Andrea Leonelli: Tutta la parte finale di Penombre è aperta non solo alla speranza ma anche al lavoro da compiere per realizzare il domani. sia che si tratti di azioni vere e proprie che di attese.

Irma Panova Maino: E tu Elisabetta, che di Penombre hai scritto la prefazione, che ne pensi?

Elisabetta Bagli: Penso che Penombre sia una silloge da leggere e rileggere nella quale ognuono di noi lettori ci si può ritrovare. È drammatica e sensuale è ironica e travolgente, è una silloge che propone non solo un sentire nella ricerca di un equilibrio interiore ma ci induce a riflettere su cosa siamo e dove andiamo

Elisabetta Bagli: Questo per me è Penombre!!!

Irma Panova Maino: Elisabetta… Splendida come sempre. Grazie.

Irma Panova Maino Andrea che progetti hai per il tuo futuro?

Andrea Leonelli: Un raccontone autobiografico e altre poesie Una vita diversa e nuova e, nell’immediato, il caffé che è appena pronto!

Alessandro Bagnato Ma le “Penombre”…sono dell’anima?

Alessandro Bagnato: Complimenti la copertina è molto esaustiva e molto riflessiva allo stesso modo… cattura l’attenzione!!!

Irma Panova Maino: Ciao Alessandro. Grazie del tuo intervento!

Alessandro Bagnato: Mi sa che acquisterò la tua silloge!!! voglio studiarmela!!!

Elisabetta Bagli: Per chi volesse acquistare il libro , metto qui a disposizione il suo link d’acquisto!

Andrea Leonelli – Penombre – Twins Store

Andrea Leonelli: Alessandro, le “Penombre” nell’anima sono quelle che l’attraversano, filtrando dalle fessure della vita e del corpo, sono ancora più “penombre” delle penombre normali, non più scure, più “penombre”…

Andrea Leonelli: La cover è opera dei fotografi della casa editrice, quella che avevamo preparato era molto diversa…

Désirée Pedrinelli: E in Prosa scriverai mai?

Andrea Leonelli: In prosa come ho detto sto preparando un raccontone autobiografico e sono stato incluso in diverse antologie di racconti.

Alessandro Bagnato: Quindi caro Andrea sono delle finestre dell’anima mundi?

Andrea Leonelli: Sono la cornice delle finestre, non le finestre in sé, sono un quadro che circonda ciò che vuoi/pensi/vorresti vedere.

Andrea Leonelli: Sono l’impalcatura che da sostegno ai sogni.

Alessandro Bagnato: Non pensavo che un giorno… riuscissi a leggere un tuo scritto caro Andrea… molto filo-esistenziale!!! voglio proprio studiarla bene la tua silloge!!!

Alessandro Bagnato: Potrei trovare qualcosa che ci accomuna… dal punto di vista del pensiero!!!

Andrea Leonelli:  Alessandro, magari di comune c’è più di quel che sembra…

Andrea Leonelli: Una filosofia molto profana, non ho fatto studi specifici o particolari in questo settore, ho solo guardato quanto mi succedeva attorno.

Irma Panova Maino: E tu cosa sogni?

Andrea Leonelli: Sogno di poter vivere sotto il sole con chi amo. sogno una serena tranquilla routine, sogno due anziani su una strada sterrata in salita… e tanta campagna attorno, con le colline e la donna che amo e il mormorio di un ruscello, il vento nel bosco e il rumore dell’erba che cresce

Irma Panova Maino: il suo blog personale è visitabile a questo indirizzo web:
Andrea Leonelli

Irma Panova Maino: Sempre molto poetico Andrea, credo che Alessandro abbia ragione, c’è molta filosofia nei tuoi scritti.

Elisabetta Bagli: Una poesia diversa apre la tua silloge… “Luci di città” perché questa scelta?

Andrea Leonelli: Diciamo che aprire con la “luce”, poteva fornire un modo di illustrare un cammino. se inizi con una luce guida, che comunque lascia spazio a molta ombra, magari cominci a capire dove mettere i piedi in questa raccolta.

Irma Panova Maino: Il tuo lavorare in un reparto difficile ha inciso?

Andrea Leonelli: Il mio lavoro ha inciso, perché spesso ci si scontra con situazioni che ti fanno nascere riflessioni conflittuali dentro. di conseguenza, ci pensi, e anche se non ci pensi razionalmente ti “fermentano” dentro. e in qualche modo arrivi a determinate conclusioni personali e dai un valore diverso a quel che è la vita, nelle sue molteplici forme anche se un una singola manifestazione.

Alessandro Bagnato: A volte…il profano è più profondo del meramente scientifico. Non tutto ciò che è scientifico è profondo… Solitamente poi chi si occupa di poesia…e fa il poeta come nel tuo caso è un trascinatore di emozioni. La poesia è quel mezzo usato dalla parola per trasmettere le emozioni dell’uomo.

Andrea Leonelli: Alessandro: Uno pensa anche che la poesia possa essere sia un rifugio che uno scudo. una parola ferisce o una parola salva. ma per compiere queste azioni la parola deve colpire. deve comunicare e spianare un sentiero. e l’emozione poi ci corre sopra. la poesia usa la parola e le parole si piegano nella poesia, ma sono solo un mezzo per trasmettere emozione. e nell’emozione significato ed empatia

Alessandro Bagnato: Caro Andrea e carissimi amici… La poesia è: “Arte di esprimere, con parole disposte metricamente in versi, un’immagine, un fatto, un pensiero, un sentimento, una fantasia, che traducono un’esperienza soggettiva o collettiva”.
Chi scrive una “poesia” è colto da tutto questo.

Alessandro Bagnato: Infatti la poesia è empatia!!!

Irma Panova Maino: E quanto ha inciso il tuo infarto?

Andrea Leonelli: L’infarto ha rivoluzionato la mia visione della vita. la vita in realtà è una parentesi temporanea di coscienza. uno stato in cui l’esistenza passa da spento ad acceso, e ha una certa durata, ignota. a volte si pensa di aver sempre tempo per fare tutto. a volte in un secondo il tempo finisce e quel che non hai fatto non farai mai più

Elisabetta Bagli: E se volete leggere alcuni stralci delle sue poesie vi invito a vedere questo Booktrailer

Irma Panova Maino: Anche la musica l’ha fatta Andrea, è un artista a tutto tondo!

Elisabetta Bagli: Decisamente sì!!!

Irma Panova Maino: Perdonami Andrea, ma il tuo non è stato un malessere passeggero, bensì un malore che ti ha portato veramente sull’orlo del baratro, avrà influito in qualche modo, intendo materialmente parlando e non filosofeggiando.

Andrea Leonelli: Materialmente? mi ha tenuto a casa tre mesi, poi altri tre passati in depressione a prendere gocce, ho seguito una dieta da modella anoressia, avevo smesso di fumare e prendevo un toto di pasticche. Nonostante tutto ero rinchiuso comunque in un recinto di cui non avevo chiavi e che si stringeva sempre più ignorando che io ci fossi dentro.

Andrea Leonelli: A seguire tutta una serie di decisioni e scelte drastiche che mi hanno portato a “rimuovere i fattori di stress”, che vissuti in modo continuativo e prolungato mi avevano condotto all’infarto.

Elisabetta Bagli: Ma come la Fenice sei riuscito a Risorgere.

Andrea Leonelli: Volevo evitare il secondo. mi sono separato ho cambiato casa e vita e soprattutto stato d’animo. Sono passato da “oppresso” a “rifiorito”.

Alessandro Bagnato: Tutti hanno una storia da raccontare!! Ma la tua è veramente unica!!! È bello sapere che la scrittura è la poesia ti hanno aiutato a uscire fuori dal guscio del tuo malessere!!!

Andrea Leonelli: Come mi sono tatuato in quel periodo:
I’ve crossed the Hell
I’m still alive
Now I’m hunting you

Irma Panova Maino: Credo che tu abbia proprio ragione Alessandro. Andrea nella poesia ha trovato il suo “ponte” per una terra nuova. Per poter esprimere ed esorcizzare i suoi demoni.

Andrea Leonelli: Certo, fra la segregazione forzata e la depressione mi sono rifugiato nella scrittura. e anche li era un rifugio malvisto da chi mi circondava

Irma Panova Maino: Ti abbiamo torturato abbastanza? Oppure qualcuno ha ancora qualche domanda da fare?

Andrea Leonelli: Se volete saperne di più chiedete

Elisabetta Bagli: Quindi emulando Lubrano… la domanda sorge spontanea “Cos’è per te la poesia”?

Elisabetta Bagli: Andrea, noi poeti saremo sempre malvisti da chi ci è accanto se non ha la sensibilità di credere nella nostra anima… credimi che ti capisco!!!

Andrea Leonelli: La poesia è un modo di esprimermi, volendo quasi di vivere, la poesia è un modo, come dicevo prima di parlare all’anima più che al cervello. È un link fra il sentire uguale o simile di due persone diverse.

Irma Panova Maino: Elisabetta, anche per gli scrittori la vita non è semplice… capisco anch’io.

Désirée Pedrinelli: Io aggiungo nemmeno per i blogger letterari, se posso.

Elisabetta Bagli: Sì, sì, io dicevo poeti perché parlavamo di poesie, ma è uguale per tutti…

Elisabetta Bagli: Hai ragione Désirée… siamo tutti nella stessa barca ma si va avanti sempre con un bel sorriso!!!

Désirée Pedrinelli: Quello sempre Elisabetta

Andrea Leonelli: Siamo gli inutili che mettono i cerotti all’anima strappata, siamo il troppo poco balsamo lenitivo per il dolore, siamo l’incompleta formula della pietra filosofale, siamo la comunione approssimativa degli animi. siamo sempre manchevole in qualcosa, siamo poeti, costruiamo sogni di parole che non coprono, non scaldano e non riparano, ma danno la luce nel buio.

Irma Panova Maino: Ancora una domanda, pensi che la poesia sia morta in questa società materialista?

Alessandro Bagnato: La cultura è morta nell’era del materialismo!!! Muore la cultura e rinasce l’invidia…

Andrea Leonelli: Se ti dico che era in rianimazione?  a parte gli scherzi… ce ne sarebbe un gran bisogno di poesia al giorno d’oggi, ma siamo tutti sotto pressione o di corsa o troppo anestetizzati per godercela come dovremmo, molti se la lasciano scorrere addosso, altri ne fanno una spilletta di cui fregiarsi senza sapere cosa sia in realtà…

Elisabetta Bagli: È indubbio!

Andrea Leonelli: Nell’epoca materialista, che utilità pratica ha la poesia? nessuna, quindi è uno spreco.

Irma Panova Maino: Detto in parole povere: non vende?

Andrea Leonelli: La trovi in vetrina nelle librerie? Nelle homepage delle librerie online? No… purtroppo, no, non vende.

Fabio Gervasini: Buonasera a tutti voi

Elisabetta Bagli: Andrea mi piace proprio perché nelle sue poesie non ha fronzoli, è diretto nelle immagini, è reale e crudo, proprio com’è nella sua natura che tutti voi potete leggere in Penombre, ma anche qui, scorrendo questa lunga intervista. Ragazzi, per me, merita la pena leggere il suo libri, anzi i suoi libri perché ognuno di essi ha caratteristiche diverse che avvicinano il lettore ai versi e ai propri stati d’animo.

Irma Panova Maino: Concordo con Elisabetta. I libri di Andrea lasciano segni nell’anima di chi legge ed è impossibile non ritrovare fra i suoi versi qualcosa che riporti alla propria esperienza di vita.

Andrea Leonelli: O sei Ungaretti o la Merini o gli altri grandi, che grandi lo sono diventati quando la poesia “tirava”, oppure non vendi… puoi pubblicare, ma vendere diventa difficile in un momento in cui anche i libri sono quasi un lusso.

Elisabetta Bagli: Ma non è un problema nostro, degli emergenti… il problema è anche per Pasolini e la Merini… vendono i classici, i contemporanei anche se di “rottura” e grandi come coloro che ho nominato trovano le loro difficoltà e rimangono invenduti sugli scaffali delle librerie.

Andrea Leonelli: Buonasera Fabio

Elisabetta Bagli: Ciao Fabio!!! Hai qualche domanda per il nostro Andrea?

Fabio Gervasini: Ciao Andrea cercavo di seguire la discussione.

Fabio Gervasini: Ciao Eli, Si ho una domanda, anche se non ti ho ancora letto, ma prometto che lo farò presto…

Elisabetta Bagli: Esprimiti Fabio!!!

Fabio Gervasini: Andrea, tu scrivi poesie, Sappiamo tutti che vendere è estremamente difficile, per chi scrive poesie lo è ancora di più…

Fabio Gervasini Quando hai finito una poesia, qual è la prima persona a cui pensi? Da chi aspetti di avere il primo giudizio?

Andrea Leonelli: È Irma. E’ inflessibile, di parte ma inflessibile…

Fabio Gervasini: Cosa scatta dentro quando senti che devi esprimerti con una lirica?

Andrea Leonelli: Scatta un’impellenza… un bisogno inarrestabile… devo farlo. se non lo faccio,la sequenza emozione – pensiero – parola si perde…

Fabio Gervasini: Bene, ma cos’è che cerchi di raggiungere con una poesia?

Andrea Leonelli: Un’altra anima a cui comunicare uno stato d’animo. come un messaggio in bottiglia in un arcipelago. forse toccherà terra su un’altra isola, forse si perderà nel mar dei sargassi delle parole imbottigliate.

Fabio Gervasini: Hai mai sentito una poesia, una sensazione, cosi dentro te da non riuscire ad esprimerla?

Andrea Leonelli: Di solito quello che diventa poesia è un qualcosa che ha bisogno di uscire. Può darsi esca “bene” e finisca in una poesia, può darsi esca male e finisca in un accozzaglia di parole scelte male e poi la si cancelli. Oppure rimanga lì fino a che non viene il momento in cui la si “deve” riprendere e rimaneggiare.

Fabio Gervasini: Perché senti così impellente il bisogno di comunicare, di condividere?

Andrea Leonelli: Per lasciare qualcosa di me agli altri…

Fabio Gervasini: Certo questo è chiaro, ma hai mai pensato perché nel tempo questo sia diventato un bisogno?

Andrea Leonelli: Si ricollega al discorso dell’infarto. se non lo faccio ora domani potrei non poterlo più fare

Irma Panova Maino: I nostri animi li hai raggiunti Andrea, direi che un risultato ottimo lo hai ottenuto. A quando il prossimo libro?

Andrea Leonelli: Penso per il 2014. Se poi sarà il raccontone o un’altra raccolta vediamo. magari sarà qualcosa di ancora diverso!

Irma Panova Maino: Io incrocio le dita per te Andrea e spero davvero che la tua presentazione sia un successo. Te lo meriti.

Andrea Leonelli: Voi spronatemi a scrivere e scriverò. stasera è stato davvero un bello sprone

Alessandro Bagnato:  Andrea ci stupirà follemente!!!

Alessandro Bagnato: Lo sarà….sarà un successo garantito!!!

Fabio Gervasini: Se tanta gente ti stima, caro Andrea è perché sei una persona speciale

Andrea Leonelli: Me, davanti a tanti complimenti, arrossisce come un semaforo!

Alessandro Bagnato: Andrea è speciale…prima come UOMO!!! e poi come artista!!! un artista che dona il giusto servizio alla parola!!!

Fabio Gervasini: Fa parte di te, sei da stimare anche per questo!

Elisabetta Bagli: Splendida serata in compagnia ed è vero, Andrea è speciale, è un amico che sa donare se stesso, generoso e altruista, una persona vera, unica!!

Andrea Leonelli: Vi ringrazio tutti. Tutti coloro che hanno fatto domande, chi ha letto. e chi, maleficamente, ha organizzato questa festa a sorpresa. GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Alessandro Bagnato: Concordo con Elisabetta

Andrea Leonelli: Siete bellissime dolcissime e generosissime… vi adoro anche quando mi giocate sti tiri

Irma Panova Maino: Vi avviso… tutti… il prossimo potrebbe essere uno di voi… e sarà “a caldo” come questa sera, ovvero senza alcun preavviso…

Fabio Gervasini: Sono contento di aver conosciuto questo gruppo, di esserne a poco per volta parte, siete davvero persone speciali, grazie.

Andrea Leonelli: Uno di voi chiunque… ehm ehm…

Alessandro Bagnato: Allora aspettiamo i rulli dei tamburi!!!! e vedremo chi sarà il fortunato eletto!!!

Elisabetta Bagli: Grazie, Fabio!!! Ce la mettiamo tutta per aiutarci l’un l’altro e cresciamo tutti insieme a voi!!!

Irma Panova Maino: Non dire niente Ale… ma credo che il Boss si vendicherà sui suoi angioletti…

Andrea Leonelli: Chissà un giorno in un futuro

Alessandro Bagnato: È la scrittura che ci unisce e la scrittura che ci fatto incontrare… il merito è alla scrittura… caro Fabio

Andrea Leonelli: In modo inatteso…

Elisabetta Bagli: Noooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!

Andrea Leonelli: Ma non sarà una vendetta.

Andrea Leonelli: Sarà quello che avete fatto a me, un omaggio.

Irma Panova Maino: Fabio siamo esattamente così come ci “leggi”, un po’ folli, un po’ seri, un po’ creativi…

Elisabetta Bagli: Concordo con Alessandro, la scrittura ci unisce!!!

Fabio Gervasini: Sì, Alessandro sono d’accordo.

Andrea Leonelli: Soprattutto “Siamo”…

Alessandro Bagnato: Tranquilla Irma… sarò muto come un pesce!!!

Andrea Leonelli: Bellissimo pubblico, vi saluto e ci si rivede alla prossima!E’ stato un onore

Fabio Gervasini: Sogni sereni Andrea, a presto!

Désirée Pedrinelli: Ragazzi io mi scuso e prendo congedo… un abbraccio e un sorriso.

Irma Panova Maino: Un abbraccio grande Désirée. Grazie infinite per essere intervenuta.

Andrea Leonelli: notte Désirée. Grazie per gli interventi! A presto!

Elisabetta Bagli: Buonanotte, Desirée!!!

Fabio Gervasini: Notte Désirée

Elisabetta Bagli: Buonanotte, Andrea e buonanotte a tutti!!!!

Alessandro Bagnato: Notte Andrea a presto e grazie per la compagnia!!!

Irma Panova Maino: Buonanotte a tutti voi che avete partecipato. Siamo stati felici di condividere con voi questa esperienza. Grazie.

 

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