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Cover Cup girone 6: la cover vincitrice

La Vendetta è un GustoIntervista a Giancarlo Ibba vincitore della Cover Cup girone 6 con la copertina di “La vendetta è un gusto”

  1. La tua cover ha vinto la nostra Cover Cup, che sensazione ti da sapere che è stata scelta fra altre sette copertine?

E’ una grande soddisfazione. Soprattutto perché, a mio parere, la “mia” cover si è trovata a competere in un girono particolarmente difficile. C’erano altre copertine molto belle in gara.

  1. La cover è il biglietto da visita di ogni libro e ne dovrebbe caratterizzare il contenuto, la tua che cosa rappresenta?

Un coltellaccio affilato sopra un pavimento insanguinato. E’ un immagine forte che ha catturato subito il mio interesse e quello della mia editrice, Piera Rossotti, la “boss” e fondatrice della EEE.

  1. Alcuni, talvolta, scelgono un’immagine per la loro cover che esprima il loro pensiero, per te che significato ha questa particolare immagine?

 Da sempre ho uno spiccato interesse verso il “macabro”. Questa immagine, in particolare, mi è piaciuta subito perché si adattava molto bene ad alcune parti del mio romanzo d’esordio, “La vendetta è un gusto”. Nonostante l’arma usata dall’assassino, nella storia, sia un machete e non un coltellaccio. Inoltre, le macchie di sangue sulle mattonelle immacolate, possono essere viste da ciascun lettore in diversi modi e si prestano a molteplici interpretazioni psico-analitiche.

  1. Spesso vengono proposte diverse alternative, tu hai avuto difficoltà nello scegliere?

Nessuna difficoltà, per fortuna. C’erano diverse opzioni in ballo. Ma, tra tutte le alternative, questa cover mi ha catturato immediatamente lo sguardo. E’ stato amore a prima vista.

  1. Molti scelgono di avvalersi di un grafico, altri lasciano fare alla Casa Editrice, altri ancora preferiscono provvedere personalmente, nel tuo caso, chi ha deciso per questa cover?

Per “La vendetta è un gusto”, il mio primo romanzo pubblicato, mi sono affidato all’esperienza della mia editrice. Ha scelto e proposto alcuni tipi di cover, con differenti soluzioni grafiche. Io ho fatto altrettanto, sottoponendole le mie idee. Ad un certo punto, dopo un breve scambio di opinioni, questa cover è sembrata ad entrambi la più significativa e d’impatto. I lettori, per quanto ne so io, hanno apprezzato il nostro lavoro. Incoraggiato dall’editrice, per la mia opera successiva ho deciso di cambiare strada. Il mio secondo romanzo (“L’alba del sacrificio”), infatti, ha una copertina originale. Ho la fortuna di avere un amico grafico pubblicitario che, seguendo i miei suggerimenti e il suo istinto, è riuscito a creare una cover molto suggestiva e aderente alla narrazione.

  1. Con il tempo, a volte, cambiano le prospettive e le esigenze, tornando indietro la sceglieresti ancora?

Sì. Potendo, farei soltanto una modifica: sostituirei il coltellaccio con un bel machete!

  1. Alcune copertine vivono di vita propria e potrebbero raccontare una storia parallela alla trama del romanzo che rappresentano, hai qualche aneddoto particolare riguardo alla tua cover?

Non c’è un vero e proprio aneddoto, in realtà. Ma posso dire che tutte le persone che mi conoscono, quando hanno visto per la prima volta questa cover, non sono riuscite a trattenere un sorrisetto. Come se da un tipo come me non si aspettassero di vedere nulla di diverso.

Non so se è un complimento, però!

 

 

 

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