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Iniziano gli esami

In Pensieri

Come ogni anno, in questo periodo, iniziano gli esami scolastici e per gli insegnanti questo significa dover affrontare un lavoro non sempre facile da eseguire. Sarebbe bene ricordare che anche il corpo docenti è composto da esseri umani, dunque soggetti a tutte le problematiche che colpiscono qualsiasi essere vivente. Troppo spesso si tende a pensare che un insegnante debba essere infallibile, totalmente estraneo a qualsiasi sentimento o stato emotivo e, sempre troppo spesso, questo atteggiamento porta noi genitori a non comprendere quelle che sono le loro oggettive difficoltà. Un’interazione serena, costruttiva e tesa a migliorare i ragazzi diventa un beneficio di cui questi ultimi potranno avvantaggiarsi. Mirella Frascolla, anche questa volta, ci offre un panorama neutrale e obiettivo della nostra realtà scolastica.

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Scuola: una realtà sconosciuta (quarta parte)

di Mirella Frascolla

Siamo giunti a fine anno scolastico e, come di consueto, al momento della valutazione degli alunni. Esistono due modi di valutare che vanno integrati tra loro: la valutazione “sommativa”, ottenuta tramite la somma dei voti registrati dall’insegnante per quadrimestre, la cui “media” matematica decreterà il voto in quella disciplina e la valutazione “formativa” che comprende oltre ai voti di verifiche, interrogazioni e compiti anche altri aspetti di certo più complessi da analizzare. Intendo riferirmi all’impegno mostrato nei confronti del proprio operato di alunno, alla costanza nello studio, alla volontà e al desiderio di apprendere i contenuti proposti a scuola, alla cura e alla precisione nella produzione individuale, all’attenzione, alla concentrazione, alla capacità di ascolto ed elaborazione dei concetti appresi in corso d’anno. Valutare tutto ciò quando si rilevano problemi cognitivi, comportamentali, familiari, di relazione, di disagio o altro sta diventando per un docente sempre più complicato. Occorre un esame più attento della situazione per non perdere di vista obiettività e neutralità.

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Cosa valuta un insegnante, in concreto?
Gli aspetti riguardanti la valutazione restano i seguenti: livello di partecipazione in classe, comportamento, modi e tempi di apprendimento, ricezione degli obiettivi curriculari, rispetto delle regole (applicando ad ogni singolo obiettivo il giudizio: insufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo). I giudizi complessivi per il primo e il secondo quadrimestre sono comprensivi di tutti questi elementi. Il documento di valutazione è stato presentato in diverse vesti grafiche negli ultimi decenni (esisteva comunque un modello ministeriale prestampato uguale per tutte le scuole). Ultimamente, con l’avvento dell’informatica e di una maggiore autonomia di scelta riconosciuta agli istituti, esso ha cambiato aspetto diventando più essenziale. Per la valutazione nelle discipline sono stati reintrodotti i voti numerici in decimi (con grande soddisfazione di molti) e ogni scuola ha elaborato i propri criteri, parametri di valutazione e modalità di compilazione del documento, in seguito a proposte e approvazione dei docenti stessi. Si tenga presente che la bocciatura nella scuola primaria è ormai un evento assai raro diversamente dalla scuola secondaria dove è più frequente. Non spetta a me giudicare se ciò sia giusto o sbagliato.

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Nei colloqui individuali con i genitori la condivisione della scheda di valutazione di solito è un momento di confronto basato su un dialogo costruttivo e sereno. Si trasforma in scontro verbale o contestazione solo in rari casi e a questi bisogna essere preparati con la giusta dose di calma e diplomazia, senza cedere a minacce o rimproveri di qualsiasi tipo. In casi estremi interviene il dirigente scolastico a far da paciere. Ogni colloquio in genere termina con una stretta di mano amichevole, un gesto che ha ancora il significato di rapporto civile e gratificazione per chi fa questo complicato lavoro.

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