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#IlMioSalone di Eleonora Epis e Daniela Vasarri

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#IlMioSalone: sensazioni e punti di vista dei nostri autori sul Salone del Libro

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di Eleonora Epis

Torino: esperienza vitaminica ed energetica a spirale. Io ho partecipato due giorni: domenica e lunedì. Domenica è stato un susseguirsi d’incontri, conoscenze e strette di mano. Amicizie virtuali che hanno preso corpo fuori da facebook, una vera magia. Lunedì ho aperto il Salone e nel silenzio degli ampi spazi, ripieni di libri, ho camminato solenne come ad attraversare una cattedrale. Storie e stand ancora chiusi a farmi da navate. Una guardia mi stava alle calcagna, timorosa che allungassi la mano su quei sacri luoghi. Ho respirato la vastità di numerosi respiri, battiti e battute. Non è stato vendere quello che mi ha dato piacere. Sono stati i contatti coltivati e le risposte emotive di chi si è fatto molti chilometri per incontrarmi. Libri e persone: i veri tesori.

di Daniela Vasarri

Paragono la visita annuale al Salone del Libro a un pellegrinaggio, ma a scopo culturale. Già nel vedere le persone in coda, agli sportelli, che attendono di entrare in quella enorme cattedrale, per ammirarne altari di libri, mi mette gioia e dà sicurezza.
Quale sicurezza? Quella che siamo in tanti, cercatori di buoni testi, alcuni addirittura scopritori di talenti mentre altri sono autori un po’ sognanti.
Vedere passeggiare persone tra gli stand, con lo sguardo concentrato nel riconoscere un titolo, oppure a memorizzarne uno nuovo, sembra un po’ di essere a una fiera delle sorprese. Eh già, perché i milioni di righe che compongono i libri sono sempre una piacevole combinazione di genialità e creatività, senza la quale forse saremmo tristi. La storia ci arriva dai libri, il Salone è quindi un luogo di culto e di incontro, un’agorà moderna che abbraccia e illumina i nostri tempi, che si evolve, che soffre ma rinasce a ogni nuova edizione.
Così, quando alla sera, con le gambe forse stanche e i piedi un po’ gonfi per aver percorso lunghi corridoi, si decide di lasciare il Salone, il nostro cuore è confortato e ci accorgiamo che il cervello ha ricevuto uno stimolo, un’iniezione di energia e di fantasia insomma. Visitare il Salone è un po’ come rinnovare la propria fede letteraria.

 

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