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Il futuro dei manga è digitale

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Il futuro dei manga è digitale

di Alessandra Rotondo

Il mercato dei fumetti, in Giappone, è sempre più legato agli schermi. Nel 2016 il segmento dei manga in formato digitale è cresciuto del 27,1%, mentre quello del prodotto cartaceo ha registrato un calo record del 7,4% rispetto all’anno precedente. A evidenziarlo è un’indagine condotta dal Research Institute for Publications di Tokyo, i cui esiti sono stati condivisi da «The Japan Times», il più importante quotidiano nipponico in lingua inglese.

Lo stesso report ipotizza che il 2017 potrebbe essere l’anno del sorpasso del digitale. Analizzando il mercato dei manga negli ultimi 12 anni si scopre che il picco di vendite del 1995 – quasi 600 miliardi di yen (più o meno 4,6 miliardi di euro) – appare ridotto di circa un terzo dopo 10 anni.  Nell’ultimo triennio le cifre si stabilizzano attorno ai 440 miliardi di yen (circa € 3,4 miliardi di euro), ma ad aumentare costantemente è la fetta delle pubblicazioni in digitale, che nel 2016 equivale al 33% delle vendite complessive (era il 26% l’anno precedente e meno del 20% solo due anni prima).

La trasformazione dell’orizzonte di fruizione e diffusione dei manga riverbera conseguenze anche su un altro strumento cardine del mondo del fumetto: la rivista antologica. Questo contenitore, tradizionalmente utilizzato per lanciare nuovi autori e promuovere titoli inediti, ha fatto la fortuna e la storia del genere. Eppure, per la sua difficoltà a essere trasposto efficacemente in versione digitale, sembra condannato inevitabilmente al declino.

A fregarsi le mani per la prospettiva di lauti guadagni, invece, sono sia le case editrici già avviate sulla strada del digitale che le company squisitamente tech. La consistente crescita degli «e-manga», infatti, è passata soprattutto per le applicazioni, sorrette – nella maggior parte dei casi – da un modello di business freemium: con consultazione gratuita di anteprime, numeri e capitoli iniziali e pagamenti in app per i contenuti premium.

Le piattaforme di distribuzione sono, già oggi, diverse: da Comico di NHN a Manga One dell’editore Shogakukan alla più recente Piccoma, appositamente concepita dalla coreana Kakao (nota per KakaoTalk, una delle app di messaggistica istantanea mobile più diffuse nei paesi orientali) per approcciare il mercato giapponese. Una varietà che garantisce una concorrenza più libera e sana rispetto al duopolio di fatto stabilito da Comixology e Amazon in Occidente.

Ma l’esperienza più significativa (e a più rapida crescita) resta sicuramente quella di Line Corp. Il gigante giapponese dell’instant messaging, che nel 2013 ha aggredito il mercato dei fumetti elettronici con l’applicazione Line Manga, ha potuto contare sin da subito su un bacino di 70 milioni di utenti, integrando il catalogo e le funzionalità del nuovo servizio con un aggiornamento nell’app di punta.

 

Sorgente: Il futuro dei manga è digitale

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