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I vampiri non tirano più

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Basta con i paranormal romance in stile Twilight!

banderas

di Irma Panova Maino

Da più parti si levano le voci disperate degli editori, sommersi da eroine adolescenti in preda ai primi tremori verso il bel tenebroso. Storie del genere Young Adult, ovvero quelle che servono a far sospirare le fanciulle imberbi (e non solo loro!), proponendo il solito cliché oramai trito e ritrito, esploso con la trilogia della Meyer. Gli editori non ne possono più!

Basta con i vampiri! Lasciateli riposare nelle loro tombe e finitela di mescolarli con queste donne mortali, che non hanno niente di meglio da fare che stare dietro al paranormale. Basta con angeli frullati in tutte le salse! Caduti, ravveduti, dannati, bianchi, neri e gialli! Basta con demoni che, invece di essere raccapriccianti e cattivi (così come la loro natura vorrebbe che fossero), assomigliano a David Gandy (famoso modello dello spot Dolce&Gabbana) e sono teneri come pulcini appena usciti dal guscio. Basta con tutti questi personaggi tirati fuori a manciate dal folclore e da una cultura letteraria che, in origine, ne aveva nobilitato le figure, con motivazioni ben più profonde che non fossero il solo dover sollazzare la fanciulla anoressica, disadattata e sfigata di turno.

Insomma, non se ne può più! Da due anni a questa parte non si vede altro che manoscritti che sembrano gli uni la fotocopia degli altri, tutti identici, tutti con la stessa storiella stomachevole e tutti che finiscono nello stesso noiosissimo modo. E chiunque scriva ad esempio di vampiri, cercando di mantenerli sul classico, ovvero senza snaturare la loro classicissima natura (perdonate il gioco di parole), in questo momento è fortemente penalizzato dalla massa di trame insulse che stanno ammorbando le Case Editrici. Dal piccolo editore al grande e rinomato nome, esprimono tutti lo stesso parere:

“Non appena leggiamo la parola vampiro, elfo, angelo, demone o licantropo… cestiniamo il manoscritto senza pietà!”

E anche con il fantasy, in senso generico, vanno ormai cauti, dopo il successo de Il Trono di Spade, l’onda di marea sta arrivando, portando sulle loro scrivania repliche e repliche della fortunata saga.

Dunque, carissimi inventori di trame, affinché il vostro sia un romanzo non destinato alla “cestinazione” precoce, evitate gli stereotipi, evitate di copiare clamorosamente i successi di altri, soprattutto in questo periodo in cui, a quanto pare, la fantasia è andata in stand by e imitare il trend del momento sembra essere diventata l’unica risorsa disponibile. Quest’anno le passerelle offrono un prêt-à porter che spazia dalla fantascienza al thriller e al meno famoso romanzo storico… e che sia storico, non farcito da vampiri vetusti! E se proprio dovete scrivere una storia d’amore, restate con i piedi per terra, guardatevi intorno e cercate personaggi che possano essere reali, a cui l’aglio piaccia e non s’intimoriscano davanti a un paletto di frassino.

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