Crea sito

Galileo e i satelliti Medicei di Giove

In Archivi di Storia, Blog

Galileo e i satelliti Medicei di Giove.

Di Cinzia Morea

 

Il 7 gennaio 1610 Galileo Galilei, grazie all’ausilio di un cannocchiale costruito con le sue mani, poté osservare per la prima volta alcune delle lune di Giove.

Non gli fu subito chiaro però di cosa si trattasse.

Era la prima volta che il cannocchiale veniva utilizzato per osservare i cieli.

Della costruzione di cannocchiali si hanno notizie fin dagli anni attorno alla metà del 1500, Galileo potrebbe averne sentito parlare nel corso di una sua visita a Venezia nel 1609, e in uno dei suoi  scritti, il Sidereus Nuncius, spiega come perfezionò tale strumento, arrivando ad ottenere un cannocchiale capace di far apparire gli oggetti mille volte più grandi e trenta volte più vicini che se visti ad occhio nudo. Con questo strumento a disposizione, lasciate le cose terrene, si rivolse all’investigazione delle Celesti.

E fu così che nel 1610, nella notte successiva a quella dell’epifania, verso l’una, scrutando i cieli nei dintorni di Giove inquadrò questo pianeta e vide che gli stavano vicine quelle che gli apparvero come tre stelline, che non gli era mai capitato di osservare prima, quando usava cannocchiali meno potenti.

La prima ipotesi che Galileo fece sulla natura di questi tre nuovi corpi celesti, fu che fossero da annoverare nel numero delle stelle fisse. Già in precedenza infatti, puntando il cannocchiale sulla Via Lattea Galileo si era accorto che il mirabile strumento gli permetteva di distinguere un ingente affollamento di Stelle.

 

L’unico dubbio derivava dal fatto che queste stelle sembravano disposte, rispetto a Giove, lungo una linea retta, parallela all’eclittica, cioè alla traiettoria apparente descritta dal Sole sulla sfera celeste.

Le osservazioni si ripeterono le notti successive, con il riscontro di cambiamenti nella posizione delle tre stelle nei confronti di Giove; non poteva trattarsi dunque di stelle fisse, stelle che, secondo la visione tolemaico-aristotelica imperante da 1400 anni, dovevano essere incastonate, immobili, nella sfera più esterna del mondo dei corpi celesti.

E di notte in notte, per più di un anno Galileo continuò ad annotare le sue osservazioni sui movimenti dei tre corpi celesti rispetto a Giove e, in seguito, anche rispetto ad una stella fissa.

L’otto febbraio gli sembrò per la prima volta di distinguere quattro stelle: ero in dubbio se la più vicina a Giove fosse soltanto una oppure due Stelline riporta nel Sidereus Nuncius sembrava infatti a momenti che accanto ad essa se ne presentasse un’altra verso oriente.

Le annotazioni si interrompono nel marzo 1611; per allora Galileo aveva raccolto abbastanza dati per affermare di avere osservato per tutto quel tempo quattro satelliti di Giove, quelli che in seguito saranno chiamati Io, Europa, Ganimede e Callisto, dal nome di quattro figure mitologiche, ma che egli chiamò satelliti medicei, in onore di Cosimo II De Medici, suo allievo e Granduca di Toscana.

Poiché ora seguono, ora precedono Giove con intervalli simili e da esso si allontanano per minimi spazi sia verso oriente che verso occidente, e parimenti lo accompagnano nel suo moto retrogrado e nel diretto, nessuno può dubitare che essi compiano giri attorno ad esso, mentre effettuano tutti insieme una rivoluzione con periodo dodecennale intorno al centro del mondo scrive nel Sidereus Nuncius.

Questa scoperta costituiva un passo verso la possibilità di dimostrare la giustezza della teoria copernicana, di cui Galileo si era andato convincendo fin da prima del 1597.

Il modello copernicano, che vedeva la terra che ruotava attorno al Sole insieme agli altri pianeti del sistema solare, invece che ferma al centro dell’universo, punto fisso di rotazione per gli altri astri, era già stato adottato dagli astronomi per i loro calcoli matematici volti a stabilire la posizione degli astri.

Se ne negava però la validità nel dare una descrizione fisica del cosmo e il fatto che la Terra fosse l’unico pianeta che avesse comunque un astro che le ruotava attorno, era uno dei motivi utilizzati per confutarla: posto che la Luna ruotava attorno alla Terra, sembrava logico che lo facessero anche il Sole ed i pianeti del sistema solare, come d’altronde confermava l’esperienza dei sensi.

Nei quattro satelliti di Giove Galileo vide un possibile punto di conferma del pensiero di Copernico.

Nel giugno 1610 dette le dimissioni dall’università di Padova, dove tra l’altro era costretto ad insegnare la teoria tolemaico-aristotelica della cui validità non era più convinto, e divenne primario matematico e filosofo del Granduca di Toscana.

Sollevato dall’obbligo dell’insegnamento, avrebbe così avuto la possibilità di dedicarsi alla ricerca scientifica e di trovare altre valide prove a supporto della teoria eliocentrica.

 

 

Archivi di Storia, approfondimento a cura di:

Cinzia Morea

Vive e lavora in provincia di Milano. Da sempre appassionata lettrice trovava divertente scrivere fin dai suoi primi passi nel mondo dell’istruzione.
Nel 2014 pubblica con EEE il suo primo romanzo: Costantino al Festival delle Nuvole, parte di una trilogia che narra le avventure, in un’Italia sottilmente magica, di un ragazzo di quattordici anni.
Attualmente sta lavorando al terzo ed ultimo romanzo della serie, ma per la sua terza pubblicazione ha cambiato genere, scrivendo a quattro mani con Giancarlo Ibba un giallo dalle atmosfere noir Lo Spirito del Lago, pubblicato con EEE.

Related Post

You may also read!

15-21 gennaio: per Archivi di storia la settimana del proibizionismo

Condividi:   Archivi di storia: la settimana del proibizionismo. di Paolo Fiorino 15 gennaio 1968 – La notte tra il

Read More...

La Costituzione della Repubblica Italiana: per Archivi di Storia la settimana della sua entrata in vigore.

Condividi: Archivi di storia: la settimana della Costituzione della Repubblica Italiana di Paolo Fiorino   01 gennaio 1948 – Entra

Read More...

Il martirio di Thomas Becket

Condividi: Il martirio di Thomas Becket e l’immunità dei preti criminali. Di Cinzia Morea   29 dicembre 1170, cattedrale

Read More...

Leave a reply:

Your email address will not be published.

quattro + 12 =

*

Mobile Sliding Menu

Translate »