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Il Flipback Mondadori

In Pensieri

Come passare dal Flipback al Flop-back

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di Irma Panova Maino

Per chi ancora non lo sapesse, i flipback sono quei libriccini ideati dalla Mondadori che dovrebbero rappresentare l’innovazione da un punto di vista culturale e letterario. In poche parole dovrebbero rappresentare un must per tutti coloro che amano i libri e che vivono divorando pagine su pagine, non riuscendo a disintossicarsi da questo “deprecabile” vizio.

Ebbene, in occasione del Salone del Libro, la nota casa editrice ha ben pensato di omaggiare i visitatori con alcuni dei suoi preziosi oggettini ed è solo per questo motivo che mi sono ritrovata fra le mani questa “cosa”, definita (e cito testualmente) in questo modo dalla stessa CE:

“Si tratta di libri eccezionali sotto il profilo industriale, realizzati con una cura e una qualità quasi desuete nell’attuale panorama produttivo; la carta, la tipografia, la confezione cucita, l’impaginazione: ogni particolare è stato studiato e realizzato con la massima attenzione per la riuscita finale del libro come oggetto concreto. Nella stagione della smaterializzazione del libro, abbiamo voluto riportare la carta al centro dell’esperienza di lettura: prendere in mano un Flipback, osservare come le pagine si distendono all’apertura, sfiorare la consistenza della carta e apprezzare la robustezza della legatura cucita sono esperienze percettive di autentico piacere per chi ama i libri.”

In sostanza, è la forma del libro che dovrebbe attirarmi verso la lettura, verso quell’autentico piacere che ogni forte lettore trae dallo sfogliare le pagine, annusare l’inchiostro e godere delle sensazioni che solo un oggetto di questo genere è in grado di comunicare… Dunque, non il contenuto. In una società sempre più portata a considerare l’effimero e a regolare la propria visione della vita sull’apparenza e non la sostanza, tutto questo non sorprende e non dovrebbe nemmeno stupire chi, cercando di comprendere l’utilità di una simile pseudo rivoluzione, dovesse poi affrontare l’amara verità del suo reale significato. Il che non stupisce, vista la povertà di titoli e contenuti presentati proprio in Fiera dalla medesima casa editrice. Il libro è visto semplicemente come un mero oggetto e trattato al pari di una qualsiasi altra “cosa”  che debba essere venduta e mercificata. Tralasciando l’ovvia ragione che la vendita di un buon prodotto porta benefici sia a chi lo ha scritto che a chi lo ha pubblicato, lo svilimento dello stesso non è una buona giustificazione per rendere accettabile il fatto che, dietro a tutta questa innovazione, non vi è nulla se non l’ennesimo tentativo di prendere per il fondelli il lettore vero. E la presa per i fondelli diventa palese quando si approda al costo di siffatta rivoluzione. Il costo di un flipback varia dai 9 ai 12 euro, tanto per fare un esempio: il libro di Dan Brown, Il codice Da Vinci, è venduto al prezzo più basso mentre quello di Fabio Volo a quello più alto…

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Ma stiamo scherzando?

E secondo loro il mio livello culturale aumenterebbe se acquistassi per 12 euro l’ultimo capolavoro di Volo? E adesso scatta la polemica, lasciatemela fare perché il mio stomaco non riesce più a reggere queste idiozie. Invece di investire un budget su una fesseria del genere, non potrebbero destinare la somma allo sviluppo culturale vero e proprio? Non potrebbero investirla in autori italiani? Non potrebbero destinarla a delle iniziative socialmente più utili? Ad esempio dotare i ragazzi di una tessera speciale con cui poter ottenere dei libri gratuitamente e distribuire gli stessi nelle scuole? Troppo difficile eh?
Sono proprio le case editrici a lamentarsi per prime che gli italiani non leggono, che i libri non fanno tendenza e che la crisi penalizza tutti, soprattutto chi investe in un prodotto intellettuale. E allora che cosa s’inventa la Mondadori? Un libercolo che costa quasi il doppio di quello in formato normale… Mi sembra giusto, ecco la soluzione per tutti i mali! Ecco la panacea che risolverà l’annosa questione sul perché l’italiano medio è un pessimo lettore.

Ma non è che se badassero di più al contenuto, alle trame, agli editing… magari la situazione prenderebbe un’altra piega?

Magari no, ma andando avanti di questo passo non lo scopriremo mai!

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2 commentsOn Il Flipback Mondadori

  • Si tratta di una tecnica straordinaria della Mondadori per ricordarci che l’evoluzione sociale è come quella biologica. I grandi gruppi si cristallizzano (nel nostro caso sulla reintroduzione di vecchie tecniche, perché il flipback è vecchio come il cucco), mentre lontano dalla scena piccoli gruppi innovano e progrediscono in attesa che quelli grandi si tolgano dagli zebedei e si estinguano.

  • Andrea Leonelli

    Ovviamente sull’innovazione parliamone, non hanno scelti autori nuovi con titoli inediti. Solo cose già lette e rilette…

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