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Facebook non serve per promuovere libri

In Aiuti, Pensieri


Quanto meno facebook non ha più la stessa funzione che poteva avere fino a due anni fa.Facebook

di Irma Panova Maino

Arrivando alla soglia del secondo semestre del 2014 è ormai appurato che tentare di promuovere il proprio libro su facebook è un esercizio inutile e uno spreco di tempo assicurato. Intendiamoci, serve assolutamente avere un profilo e una fan page, ma chiunque ancora pensi di costituire un gruppo, nel quale dirottare i propri fan, in modo che questi possano lodare la sua opera e passare pomeriggi interi a parlare solo del suo libro, è destinato a ricevere un’amara sorpresa. Tutti coloro che pensano che basti postare la cover della propria opera d’arte, spammandola su tutti i gruppi possibili e immaginabili, non deve sorprendersi se poi al massimo vende due copie, a quegli amici che non ne possono più e che le comprano facendo firmare all’autore un contratto in cui si specifica che, con quelle due copie, l’autore non è più autorizzato a frantumare gli zebedei con ulteriori promozioni sulle loro bacheche o nei messaggi privati. Quindi cosa può fare il povero emergente che ha appena pubblicato un libro e non sa come farlo conoscere in giro?

Le nuove frontiere appartengono a twitter, a linkedin e a google+. Questo vuol dire dover aprire dei nuovi profili anche su queste piattaforme, tuttavia vi avverto, ognuna ha le sue regole inderogabile e piuttosto ferree, ciò che potreste aver imparato maneggiando facebook non ha più alcun valore.

Dunque, non fate l’errore di creare dei collegamenti con linkedin per poi ammorbare le persone con il vostro libro o di creare dei gruppi di discussione con la pretesa di parlare dell’ultima recensione ricevuta. Partecipate sì ai gruppi di discussione, ma cercando di dire la vostra in modo costruttivo e con cognizione di causa. Linkedin ha la pretesa di essere frequentata dai professionisti e, dunque, persone che non hanno tempo da perdere con i novellini.

Con twitter le cose si fanno ancora più difficili dal momento che avete una manciata di caratteri a vostra disposizione, occupati per la maggior parte dal link di riferimento per l’acquisto su amazon. Con 140 caratteri (spazi inclusi) non andate lontani, quindi dovete imparare a essere sintetici e, se avete un blog, dare ai vostri articoli dei titoli che attirino subito l’attenzione e facciano venire la curiosità a chiunque ponga gli occhi su “quel” twit.

Gli arcani di google+ vanno ancora svelati, le istruzioni per l’uso sono così complesse e articolate che gli stessi programmatori si sono persi fra i meandri dei redirectoring delle varie pagine: quando sentite un’eco strano provenire dalle casse del vostro pc o dalle uscite audio del dispositivo portatile non sono i fantasmi, ma sono loro che si aggirano come anime perse, non trovando più l’uscita per tornare in superficie. Tuttavia, per quanto complessa, la situazione su google+ offre puramente una vetrina, in cui interagire con altri non è affatto comodo. Quindi, non avendo l’immediatezza di facebook, il vostro post rientrerà fra i mille che scorrono durante il giorno. L’utilità di possedere un profilo google? Il motore di ricerca più usato al mondo. Se fate parte della stessa famiglia non avrete problemi nell’essere trovati, ci penserà Google search!

Lo so, vi stanno già venendo i sudori freddi, state già strappandovi i capelli e pensando che, in questo modo, non potrete mai farcela, non potendo stare dietro a tutti questi profili e con tutte queste opzioni da tenere a mente. Ebbene, un piccolo suggerimento ve lo posso dare. Le uniche due opzioni che realmente contano, in questo mondo virtuale, sono due: la vostra serietà come persone e la pazienza che sarete in grado di tirare fuori all’occorrenza. Inutile girare intorno ai discorsi e illudervi con facili promesse di vendite immediate se applicherete una determinata soluzione. Le strategie di marketing lasciatele fare a coloro che vendono frutta o verdura, nonché apparecchi elettronici. Voi state “vendendo” arte e se anche il termine “vendendo” può fare arricciare il naso a molti, è sempre pur vero che il vostro libro vorreste che fosse acquistato da molti. Quindi, smettiamola con le ipocrisie e guardiamo in faccia alla realtà. Il vostro essere persone integre, con dei codici morali ben definiti, capaci di dimostrare rispetto nei confronti degli altri e di sapersi regolare con le più comuni regole civili, vi farà innegabilmente guadagnare dei punti e vi porrà nelle condizioni di farvi conoscere come un autore SERIO. E la pazienza servirà per farvi portare avanti questa linea di condotta nel tempo, la quale darà i suoi buoni frutti. Senza questi due fattori, difficilmente arriverete da qualche parte.

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7 commentsOn Facebook non serve per promuovere libri

  • Caro Andrea, i tuoi consigli sono seri, ironici, ben ponderati e preziosi. Grazie.

  • Cara Irma, vale quanto ho scritto ad Andrea, con l’aggiunta che siete anche sempre molto attenti. Grazie

  • Ottimo articolo! Sono pienamente d’accordo, al di là di tutto conta sempre la serietà come autori e come persone.

  • Si, confermo quanto scritto. Personalmente ho provato ad utilizzare i Facebook Ads per promuovere la mia micro-pagina su FB ed arrivare almeno a 30 like, con una campagna mirata (target, hobbies, età, ecc.)… beh il risultato è stato davvero scadente: 11 like al prezzo di 5,60€ che tradotto in soldoni sono 0,51€ a like O.o… sono veramente deluso.

    • noi ve lo diciamo sempre: prima di spendere dei soldi, aspettate e guardatevi intorno. Mi dispiace davvero, forse, se fossimo arrivati prima con questo post, avresti potuto risparmiarli.

  • Beh come si suol dire: sbagliando si impara… probabilmente Facebook non riesce a coprire le attese per il nostro “mondo”, in quanto fondamentalmente orientato ad altri interessi.

    Concludo con un po’ di amaro in bocca: alla fine meglio rimetterci qualche caffè al bar, che investirci grosse somme!

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