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Email collettive agli Editori?

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Mai mandare email collettive a più Editori!

man sitting at the table with laptop

di Irma Panova Maino

Lo so che sembra assurdo dover scrivere un post come questo, ma non lo è, fidatevi. Dunque, partiamo dall’inizio. Nel momento stesso in cui si decide che il proprio manoscritto è pronto e, quindi, degno di essere presentato a un editore, inizia la ricerca della Casa Editrice più appropriata. E fino a qui ci siamo, almeno spero. I problemi nascono quando, finalmente, si individuano un tot di possibili editori ai quali mandare il testo…

Cerchiamo di essere coerenti e di seguire un percorso logico. Se si sceglie la linea NON EAP, è del tutto inutile spedire il manoscritto a CE come Filo Albatros e altri nomi del genere… si sa: sono a pagamento! Così come è del tutto inutile mandare un libro a EEE quando si è disposti a scendere al compromesso che prevedere un contributo di tasca propria per arrivare alla pubblicazione. Ma quello che non è affatto logico è l’immettere gli stessi indirizzi email in un unico invio! Cercate di fare le cose per bene, simili pasticci faranno cestinare la vostra missiva alla velocità della luce.

Mi spiego meglio. Per ogni editore, al quale vorrete mandare il vostro inedito, sarà necessaria una email personale, con introduzione, nella quale spiegherete perché state inviando la vostra “creatura” proprio a lui e a nessun altro, nonché tutta la documentazione del caso per far sì che il vostro manoscritto possa riscuotere una certa attenzione (vedi sinossi, biografia dell’autore etc etc). Non fate l’errore grossolano di preparare un’unica email e di fare un invio collettivo a più CE, solo per risparmiare tempo! A questo punto state già calcolando quanti editori avete preso in considerazione e quanto ci vorrà per eseguire tutta l’operazione… fate uno sforzo. D’altra parte, una pubblicazione varrà pure qualche sacrificio, no?

E mi raccomando, nel momento stesso in cui riceverete una risposta che possa soddisfare le vostre esigenze, abbiate l’accortezza di segnalare agli altri editori, a cui avete mandato il manoscritto, che lo stesso non è più disponibile. Se questo passaggio vi sembra superfluo, inutile e dispendioso in fatto di tempo, considerate che avete aspettato almeno 6 mesi per avere una risposta seria e questo perché altri, prima di voi, molto probabilmente non hanno avuto la stessa cura nell’avvisare un editore che il proprio libro non era più disponibile. Facendo perdere del tempo a lui e a voi.

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2 commentsOn Email collettive agli Editori?

  • Buon giorno a tutti,
    a legger certe cose vien quasi da sorridere, forse per non piangere. Ho esperienza nel campo del personale e devo dire che mi sento in qualche modo coinvolta da questo approfondimento. Mandare il proprio manoscritto è quasi come inviare un curriculum. Una nostra carta d’identità, condita dei nostri punti forti e delle nostre esperienze. Spesso in Azienda arrivavano curricula fotocopiati, senza intestazione, insomma privi di una personalizzazione, si presumeva che non fossero preparati con la cura necessaria, quindi inevitabilmente messi da parte. La consegna del vostro lavoro a più editori in questo caso risulta in evidenza, soprattutto se vi presentate a una Casa Editrice digitale come Edizioni Esordienti E-book, la quale non solo bada alla sostanza, ma cura molto la forma. Ovviamente riceve svariate richieste da parte di autori “alle prime armi”, vien da sé che desideri un’e-mail dedicata e soprattutto non omologata ad altre. Infatti, “accodarsi” non va mai troppo bene, in nessun campo. Distinguersi significa in qualche modo essere, quindi provvedere a “dettagli “(si fa per dire), come questo può risultare fondamentale. Inutile dire che, l’ingenuità non fa difetto a quelle persone che accorciano le tempistiche in maniera decisamente poco intelligente. Mandare la propria Opera in serie non permette di raccogliere alcun frutto, anzi prevede che venga cestinata nella stragrande maggioranza dei casi. Ora vien da chiedersi cari colleghi esordienti… Quanto desiderate che il vostro libro venga preso in considerazione? Quanto credete in quello che state facendo? Spendere in maniera ottimale cinque minuti del vostro prezioso tempo sicuramente servirebbe a non finire nell’anonimato, oppure all’interno del famoso cestino che si trova nelle caselle di posta pronto a ingurgitare un bel po’ di scivoloni come questo. Internet è ormai alla portata di tutti, avete la possibilità immediata di consultare i “motti” e il modo di lavorare delle Case Editrici attraverso i blog e i siti dedicati. Scegliere accuratamente può servire a capire le basi di una buona presentazione di noi stessi. Ma questo forse è altro argomentare, per qualcuno è un passaggio che richiede “troppo tempo”. Quindi, bando agli indugi, andate a rivedere con quanta fatica e intenzione vi siete prodigati nel comporre i vostri libri, non mandate tutto al macero per un capitombolo del genere… Errare humanum est… quindi: non cadiamo nel perseverare, il tempo per rimediare c’è sempre! In bocca al lupo a tutti!

    • Pare assurdo doverlo specificare… eppure non è così scontato. Però spesso è l’ingenuità a creare questo genere di situazioni ma, come hai scritto anche tu, sbagliare è umano.

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