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Copertina, i consigli del GrilLetto

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Copertina, qualche consiglio del GrilLetto

Cosa nasconde il nostro amico GrilLetto nella sua copertina approssimativa e carica di imprecisioni? Forse un lato oscuro che ancora non conosciamo?

“Una mela è per sempre” ma… le carote e la groviera dove le mettiamo? E ancora: la scritta gotica in rosso, non vi dà l’impressione di una lettura non prettamente culinaria?

Copertina, i consigli del GriLetto

Carissime Penne, spero abbiate le antenne sintonizzate sulle frequenze giuste, perché oggi vi parlerò di uno degli argomenti più cari agli autori emergenti: le copertine dei libri.

Eccoci giunti al nostro quinto appuntamento con la rubrica #GrilLetto. Immagino le vostre espressioni curiose e cariche di aspettative. Di solito la tematica “cover” suscita parecchio interesse, per questo motivo abbiamo deciso di affrontarla senza pensarci due volte. Gli scrittori non sono quasi mai dei mostri della grafica. D’altronde non si può pretendere di avere l’uovo e la gallina. Ma non per questo bisogna scoraggiarsi. Saper scrivere è già una gran bella dote! Certo, saper disegnare aiuterebbe e, se lo sapete fare, ben per voi. La questione “copertina” è parte integrante della pianificazione e della realizzazione del vostro progetto-libro e va oltre l’arte pura e semplice (si fa per dire) del disegnare. Non è così facile imbastirne una su misura senza sbagliare un colpo. Non basta infatti saper scegliere la matita con mina giusta e avere pronti, nel cassetto della scrivania, una scatola nuova di zecca di pennarelli all’ultimo grido. Serve un altro bel po’ di roba: i programmi, una buona conoscenza del design, occorre praticità nello smanettare con il copia/incolla, i livelli, le trasparenze, i filtri, gli effetti, etc, etc…

TimeLineGrilLetto

Insomma, come vedete ci sono alcune nozioni dalle quali non si può scappare. O si sanno o non si batte chiodo. Tuttavia, ci sono delle alternative. Se nutrite il desiderio che qualcuno, anche solo per caso, possa notare il nostro prezioso lavoro, potete armarvi di santa pazienza e studiare come fare, senza spendere troppo, sia in tempo che in denaro. Aguzzate ingegno e fantasia, di solito questo connubio fa sortire gli effetti desiderati, se saputi calibrare. Questo articolo ha intenzione di mettervi in guardia da alcuni degli errori basici più comuni e nella fattispecie si rivolge ai temerari che intendono farsi forza con l’arte dell’arrangiarsi. Far da sé comporta una serie di difficoltà in più, è normale. Comunque sia, è giusto sapere che esistono le scorciatoie, come ad esempio rivolgersi a un grafico, oppure acquistare direttamente la o le immagini che vi servono dai numerosi siti affidabili che trovate in rete, oppure resta la possibilità. da non scartare a priori, di farvi dare una mano da qualcuno che conosca le regole dell’impaginazione meglio di voi. Non ci stancheremo mai di ribadire un concetto, al costo di risultare noiosi e rompi ‘bip’: occhio al “mostro finale“, il copyright. Non utilizzate fotografie di altri senza chiedere prima al legittimo proprietario. Assicuratevi di maneggiare materiale non vincolato dai diritti d’autore.

Detto questo, torniamo a noi.

C’è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore, più di altri. Non riguarda il come, il perché, i mezzi, bensì l’autore e il suo modus operandi.

L’essere inclini ad accettare suggerimenti è fondamentale, più di quanto non possiate pensare.

Essere predisposti alle critiche costruttive, è più importante di una Guida pratica all’utilizzo di un qualsiasi Photo Editor. Tenete sempre presente che dove c’è un buon braccio, è bene che ci sia anche un po’ di materia grigia per supportarlo. Qui di seguito vedrete un esempio ironico ma comunque chiarificatore di copertina semplice, corretta e pulita. Come potete notare, il messaggio risulta diretto, chiaro, e inoltre, gli elementi sono stati collocati in modo logico e ordinato.

CopertinaGiusta_GrilLettoPiccola

La cosa più difficile da accettare per un autore, a volte, non sempre per carità, non prendetemi alla lettera, sono i consigli esterni. Spesso si parte a razzo, convinti di un’idea e per nulla disposti a tornare sui propri passi per cambiarla. Più aumentano i suggerimenti e meno scende il tarlo di avere tra le mani la soluzione ottimale, l’unica, inimitabile e soprattutto insostituibile. Sicuramente non esiste un guru infallibile delle copertine, uno di quelli che ti dice come fare dalla A alla Z. Esistono però i colleghi, gli editori, i grafici che ne sanno qualche riga in più, perché hanno più esperienza e sono più afferrati nel campo della grafica. O più semplicemente, perché possiedono le competenze necessarie e hanno sviluppato un senso estetico più attendibile rispetto al vostro. Naturalmente mi riferisco agli addetti ai lavori e ad opinioni critiche e spassionate che, laddove dovessero essere negative, potrebbero farvi riflettere. Quello che mi sento di dirvi quindi è: valutate gli appunti che vi vengono fatti dalle persone esterne, non snobbateli a prescindere, poiché essendo spettatori imparziali del vostro lavoro, e non essendo coinvolti personalmente possono risultare maggiormente obiettivi. A volte fare un passo indietro rispetto alle decisioni precostituite può portare del buono, provateci. Ricordatevi sempre, ascoltare e fare un pò di sana autocritica aiuta a crescere e a imparare che tante teste sono meglio di una che ragiona da sola.

Veniamo agli altri accorgimenti più terraterra che, siamo sicuri, vi potranno essere utili.

Sempre tornando al “fai da te”, nel momento in cui si prepara una copertina bisognerebbe preparare un mini progetto. Non occorre essere ingegneri o architetti. Pianificare, in questo genere di cose, serve sempre. Ponetevi delle domande una volta che avrete sviluppato le vostre ipotesi di cover.

  • Ho sistemato bene l’immagine, l’equilibrio cromatico è stato raggiunto con successo?
  • Ho posizionato titolo e nome dell’autore in modo armonico, senza coprire un eventuale volto, o un elemento chiave?
  • L’immagine è collegata alla storia?

Se le risposte propendono a favore del NI, tiratevi su le maniche e ritentate, fino ad ottenere un lavoro soddisfacente.

È fondamentale che immagini e storia siano strettamente correlate, altrimenti rischiate di creare confusione nel lettore.

Il carattere utilizzato per il titolo (ne parlerò in modo dettagliato nel prossimo articolo) rappresenta il genere che state pubblicando?

Riflettete bene anche su questi ultimi quesiti. Il font non deve mai e poi mai essere sottovalutato. Nella scacchiera della scrittura è il Re della leggibilità, sia nel manoscritto che avete intenzione di sottoporre al vaglio di un editore, sia nella titolazione di una vostra ipotetica copertina.

Copertine, i consigli del GrilLettoA proposito, non inserite troppi messaggi sulla cover, i padroni assoluti della presentazione del vostro libro devono essere loro: titolo e immagine. Se proprio è più forte di voi, fatelo se ne siete capaci, ma se posso darvi un consiglio, riducetelo all’osso, potrebbe solo crearvi inutili problemi di spazio che risulterebbe evidentemente mal gestito.

La qualità delle immagini deve essere ad alta risoluzione. Per ovviare a questa questione esistono parecchi programmi nei quali è possibile acquistarle, scegliendone la dimensione che più si addice alle vostre esigenze. Non fate i taccagni quindi,  e potrete salvarvi in corner. Il lettore vuole essere coccolato da voi, non solo e ben venga, dal contenuto dei vostri romanzi ma anche dall’immagine curata che utilizzerete. Ricordate che la copertina è il vostro biglietto da visita, un bel colpo d’occhio aiuterà a far ricadere la scelta del lettore sul vostro romanzo.

Eccoci giunti al termine. Questo post ha voluto offrirvi una semplice infarinatura, una carrellata di consigli in pillole che vi aiuteranno a schivare la fossa dei leoni. Io credo ci teniate ai vostri libri, perché lo vedo, mi passano sotto le antenne tutti i giorni le vostre fatiche. È dunque giusto ed è anche bello proteggerle con qualche accortezza in più. D’altro canto, riporreste un vostro oggetto di valore in una vecchia scatola di cartone tutta rovinata? Oppure indossereste un abito logoro in previsione di un’occasione speciale? Penso proprio di no. Il concetto non si distanzia molto da quello che ho cercato di comunicarvi. I segreti della grafica sono tanti, forse troppi e non per tutti, se non si è del mestiere, ma TRE sono le cose che possiamo imparare, anche senza programmi super prestanti, sono l’equilibrio, l’armonia e un buon modo di comunicare le vostre idee.

In bocca al lupo, per le vostre future cover, care Penne creative!

Con affetto,

il vostro #GrilLetto

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