Crea sito

Cook oltre il circolo polare antartico e il tramonto del mito del continente australe

In Archivi di Storia, Blog

Cook oltre il circolo polare antartico e il tramonto del mito del continente australe.

Di Cinzia Morea

Quando nell’aprile del 1772 James Cook salpò da Londra al comando della Resolution e della Adventure, era al suo secondo viaggio nel Pacifico.

Il primo era iniziato nel 1768 e aveva portato Cook, sull’Endeavour, fino ad Haiti. Si era trattato di una spedizione scientifica che aveva il compito di compiere osservazioni astronomiche e rilievi cartografici: con Cook si erano imbarcati un naturalista, Joseph Banks, un gruppo di disegnatori e uno di astronomi che sulle rive di quell’isola del Pacifico meridionale avrebbero potuto osservare il passaggio di Venere e un’eclissi solare.

L’altro importante scopo del viaggio verso sud era la ricerca di un mitico continente: la Terra Australis Incognita; se non ne avesse trovato traccia proseguendo verso sud, Cook aveva istruzioni di spingersi verso ovest, e, in caso non avesse trovato nuove terre, di stabilire il più esattamente possibile la posizione della Nuova Zelanda e di esplorarne le coste.

Di questo mitico continente australe, che dal 1531 iniziò ad essere noto con il nome di Terra Australis Incognita, si favoleggiava fin dal IV secolo a. C.

Da Aristotele, le cui affermazioni ancora nell’era moderna erano a fondamento della comune visione del mondo, derivava la convinzione, suffragata dal pensiero di Tolomeoi, che la massa del continente eurasiatico nell’emisfero boreale dovesse essere controbilanciata, per ragioni filosofiche di armonia, da una analoga estensione di terre emerse nell’emisfero australe.

Ci si immaginava una terra che dai poli si estendesse fino a latitudini subequatoriali o equatoriali e l’Africa stessa era considerata da alcuni autori della Grecia antica, come una propaggine di questo esteso continente, inesplorabile per il clima proibitivo della fascia desertica.

Tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo il mito del continente australe era già stato messo a dura prova: nel 1487 Bartolemeo Diaz, oltepassando il Capo di Buona Speranza, aveva demolito la credenza che l’Africa ne facesse parte (pare in effetti che già nel 600 a. C. i Fenici avessero circumnavigato l’Africa, ma tale impresa non era,a quanto pare, stata celebrata nel mondo antico).

Eppure il mito di un vasto continente lussureggiante, vergine terra per esplorazioni e commerci, continuava a far presa sulla mente degli Europei.

Nel 1520 Magellano aveva costeggiato la riva settentrionale della Terra del Fuoco, che era stata subito considerata come una propaggine della Terra Australe.

Man mano che continuavano le esplorazioni si riduceva l’estensione dell’oceano in cui questa terra si sarebbe potuta trovare, ma non le speranze di avvistarla.

Non avendo potuto avvistarla nel corso del suo primo viaggio, ed avendo anzi stabilito, scoprendo che la Nuova Zelanda era costituita da due isole e che uno stretto separava l’Australia dalla Nuova Guinea, che nessuna di queste tre terre poteva essere la propaggine di un continente, Cook fu incaricato di nuove esplorazioni e intraprese, nel 1772, un secondo viaggio.

La ricostruzione della rotta da lui seguita dal 1772 al 1775, anno del suo ritorno a Londra, mostra come non abbia lesinato sforzi per arrivare a stabilire la posizione di questo continente.

Il 17 gennaio 1773 le navi al suo comando oltrepassarono, per la prima volta nella storia, il Circolo Polare Antartico. L’esplorazione del mare a quelle latitudini si prolungò fino a marzo dello stesso anno, senza che si trovasse traccia di terre abitate e abitabili.

Prima del suo rientro a Londra nel giugno 1775 Cook prolungò ancora le sue ricerche a latitudini più temperate, arrivando a formarsi la precisa opinione che la Terra Australis Incognita non esisteva, non come era stata immaginata dai geografi.

Il continente non poteva avere l’estensione riportata dai mappamondi di Abramo Ortelio (1570) o di Gerardo Mercatore (1589).

Se c’era un continente, sotto i ghiacci da lui avvistati, si estendeva unicamente a latitudini polari e non poteva avere alcun interesse commerciale o scientifico: se qualcuno avesse avuto la forza di spingersi più a sud nell’esplorazione Cook non gli avrebbe invidiato la gloria della scoperta.

Questo scrisse nel suo diario, e l’esplorazione dell’Antartide fu abbandonata per molto, molto tempo.

 

 

Archivi di Storia, approfondimento a cura di:

Cinzia Morea

Vive e lavora in provincia di Milano. Da sempre appassionata lettrice trovava divertente scrivere fin dai suoi primi passi nel mondo dell’istruzione.
Nel 2014 pubblica con EEE il suo primo romanzo: Costantino al Festival delle Nuvole, parte di una trilogia che narra le avventure, in un’Italia sottilmente magica, di un ragazzo di quattordici anni.
Attualmente sta lavorando al terzo ed ultimo romanzo della serie, ma per la sua terza pubblicazione ha cambiato genere, scrivendo a quattro mani con Giancarlo Ibba un giallo dalle atmosfere noir Lo Spirito del Lago, pubblicato con EEE.

Related Post

You may also read!

La settimana della strage di via d’Amelio per Archivi di Storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della strage di via d’Amelio. di Paolo Fiorino 16 luglio 1945 – Nell’ambito del progetto

Read More...

La settimana della presa della Bastiglia per Archivi di storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della presa della Bastiglia di Paolo Fiorino   9 luglio 1943 – Forze alleate eseguono

Read More...

La settimana della scomparsa di Jim Morrison per Archivi di storia

Condividi: Archivi di storia: la settimana della scomparsa di Jim Morrison di Paolo Fiorino   2 luglio 1900 – Primo volo,

Read More...

Leave a reply:

Your email address will not be published.

cinque + cinque =

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Mobile Sliding Menu

Translate »