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Charles Darwin e la nascita dell’evoluzionismo

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Charles Darwin e la nascita dell’evoluzionismo

Di Cinzia Morea

Il 12 febbraio 1809 nasceva Charles Darwin, naturalista che è oggi, a ragione, il più famoso detentore di tanto cognome, ma a suo tempo altri componenti della sua famiglia conobbero la fama, grazie al loro interesse per la medicina e le scienze naturali.

Il nonno, Erasmus Darwin, morto alcuni anni prima della nascita di Charles, era stato medico e appassionato di botanica.

Negli anni della rivoluzione industriale in Inghilterra le conoscenze naturalistiche: geologiche per la necessità di individuare i giacimenti minerari, zoologiche e botaniche grazie ai viaggi di esplorazione intorno al mondo e alle conseguenti possibilità commerciali di cui permettevano la fioritura, avevano cessato di essere un curioso passatempo per ricchi gentiluomini privi di pressanti impegni, per trovare un’applicazione pratica. E parimenti avevano iniziato lentamente a subire un’opera di sistematizzazione.

Erasmus Darwin visse forse sull’orlo di questa trasformazione: medico, massone e appassionato di botanica, frequentò molti dei protagonisti del mondo scientifico di quegli anni, compresi Robert Charles Solander e Joseph Banks, botanici protagonisti del viaggio attorno al mondo di James Cook. Pubblicò a sessant’anni un poema sul sistema riproduttivo delle piante, che ebbe un enorme successo in tutta Europa pur avendo poco di scientifico. Più interessante fu un’altra sua opera, la Zoonomia, che ebbe minore rinomanza e in cui però già introduceva l’idea del ruolo dell’ambiente nelle mutazioni dei viventi.

Di evoluzionismo si parlava in quegli anni, il creazionismo, concezione secondo la quale le specie viventi sarebbero originate, nella loro forma definitiva, per atto divino, era messo in discussione da scienziati e filosofi.

Il concetto di evoluzione come adattamento all’ambiente che cambia si andava delineando.J.B. Lamarck, le cui idee vengono nei testi scolastici contrapposte a quelle di Darwin, formulò la teoria che i cambiamenti si sviluppano nell’individuo a seguito di un marcato uso o di un mancato uso di una parte del corpo, e poi si tramandano alla progenie.

Lamarck però non era il solo propugnatore di queste idee (che peraltro Darwin non smentì mai recisamente, non con la contrapposizione dialettica che ci insegnano a scuola);  che gli influssi ambientali operassero direttamente su organismi già pienamente sviluppati causandone mutazioni che poi venivano trasmesse alla progenie, serviva a Lamarck, i cui studi vertevano sulla paleontologia, a stabilire una parentela tra i viventi. E l’ordine che egli mise nella classificazione delle specie fu forse indispensabile nell’ordinare anche i pensieri di coloro che si occupavano, in altri ambiti, delle stesse questioni.

In questo contesto di stimolante dibattito Darwin arrivò a teorizzare come si fossero formate le innumerevoli specie che popolano il pianeta, diverse pur vivendo spesso in ambienti simili, fornendo a supporto delle sue idee robuste argomentazioni.

Nel 1831, a ventidue anni, dopo una formazione accademica insufficiente (la qualità dell’istruzione universitaria inglese in quegli anni era deludente) ma sorretto da uno spirito di osservazione e da una curiosità scientifica non comuni, Charles Darwin si imbarcò sulla goletta Beagle, per una spedizione scientifica che avrebbe toccato tre continenti.

Rientrò a Londra cinque anni dopo ed impiegò il resto della sua vita alla ricerca di una spiegazione compiuta alla complessità delle sue osservazioni.

Lo studio del meticoloso lavoro degli allevatori che scelgono, ad ogni generazione di cani, bovini o cavalli, le variazioni più congeniali per i loro scopi, gli permise di intuire il ruolo della pressione selettiva dell’ambiente sulle specie vegetali e animali.

Incrociando queste conoscenze con le  teorie di Thomas Robert Malthus, economista che si era occupato, alla fine del settecento di problematiche legate alla crescita demografica umana, sostenendo che la popolazione cresce in maniera geometrica mentre l’aumento delle risorse segue una crescita aritmetica, Darwin trasse l’idea che gli individui di ciascuna specie che nascono sono molto più numerosi di quanti ne possano sopravvivere. Doveva essere l’ambiente quindi ad effettuare, con i suoi cambiamenti, il lavoro di selezione svolto negli allevamenti dall’uomo.

 

Ancor oggi controverse, le teorie di Charles Darwin fornirono una spiegazione esaustiva delle origini di piante e animali, aprendo un dibattito che non si è mai chiuso. Per l’uomo del XIX secolo, come per molti dei moderni, le idee propugnate ne L’origine delle Specie sono difficili da accettare.

 

Archivi di Storia, approfondimento a cura di:

Cinzia Morea

Vive e lavora in provincia di Milano. Da sempre appassionata lettrice trovava divertente scrivere fin dai suoi primi passi nel mondo dell’istruzione.
Nel 2014 pubblica con EEE il suo primo romanzo: Costantino al Festival delle Nuvole, parte di una trilogia che narra le avventure, in un’Italia sottilmente magica, di un ragazzo di quattordici anni.
Attualmente sta lavorando al terzo ed ultimo romanzo della serie, ma per la sua terza pubblicazione ha cambiato genere, scrivendo a quattro mani con Giancarlo Ibba un giallo dalle atmosfere noir Lo Spirito del Lago, pubblicato con EEE.

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