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La caduta di Edessa e la II crociata

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La caduta di Edessa e la II crociata

Di Cinzia Morea

Il 23 dicembre 1114, dopo sedici anni di dominazione franca, Edessa, città dell’Asia Minore occupata da Baldovino delle Fiandre nel 1098, tornò in mano musulmana per opera di Zangi, atabeg di Aleppo e Mossul.

Non si trattava ancora di un attacco dettato da profonde motivazioni religiose, non era ancora la jihad, quella con cui il feroce e valoroso Zangi rispondeva alla guerra santa portata contro la Turchia e la Siria dai crociati, quanto piuttosto un attacco dettato da brama di conquista, il cui momento era scelto in base all’opportunità politica.

Al momento dell’assedio, a capo della contea di Edessa, c’era Joscelyn II, comandante imbelle che aveva lasciato la capitale per dimorare sulle rive dell’Eufrate, dimentico dei doveri della guerra. La difesa della città era affidata all’arcivescovo Ugo ed alla popolazione.

Inoltre l’alleanza tra l’esercito crociato e i Bizantini, precaria fin dall’inizio, era venuta meno per il rifiuto da parte dei Latini di restituire Antiochia all’Impero, rispettando così gli accordi in base ai quali era stata avviata la spedizione crociata oltre il Bosforo.

In questo clima di divisioni e dissapori Zangi, dopo alcuni altri attacchi all’interno del territorio della contea, pose l’assedio alla capitale. Era il 28 novembre 1144. Zangi probabilmente contava che il contrasto della popolazione edessana, siriaca e armena in maggioranza, con i dominatori latini, favorisse la conquista. Ma i vescovi armeno e siriano collaborarono con Ugo alla difesa delle poderose fortificazioni che circondavano Edessa, insieme all’intera popolazione.

Trascorsero più di venti giorni in cui gli abitanti della città, pur poco esperti di tecniche militari, si difesero con tenacia.

Zangi allora ordinò di scavare una serie di gallerie fino sotto alle mura, poi fu dato fuoco ai sostegni lignei in modo che le gallerie crollassero; a quel punto nelle mura si aprì una breccia e ogni tentativo di difesa da parte della popolazione divenne inutile: Zangi dette inizio al saccheggio.

L’avvenimento fu vissuto in Europa come una catastrofe.

Dal 1096 al 1109 i Franchi (come i Musulmani chiamavano gli Europei, da qualsiasi parte d’Europa provenissero) avevano costituito in Oriente, oltre alla contea di Edessa, altri tre Stati: il regno di Gerusalemme, il principato di Antiochia e la contea di Tripoli.

Nei decenni successivi queste conquiste, vissute in Europa con entusiasmo e come la prova del favore divino, la difesa degli stati latini in Oriente si era rivelata gravosa, avida di uomini e di mezzi.

Molti uomini, adempiuto il voto della liberazione di Gerusalemme, avevano scelto di tornare in patria. Le forze rimaste furono sempre insufficienti a sostenere la continua guerriglia necessaria per mantenere il controllo su domini frammentari, circondati da un nemico preponderante, in un territorio in gran parte sconosciuto.

Per molte stagioni si contò, per portare avanti la difesa, sull’arrivo annuale dei pellegrini diretti a Gerusalemme, che fossero disposti a combattere per almeno una stagione, e ogni nuova primavera partivano appelli per l’invio di denaro e uomini, che contribuissero alla difficile lotta.

Spedizioni minori, che non portarono a conseguenze apprezzabili partirono nel 1107, nel 1120 e nel 1128: la difesa degli stati latini in Oriente cominciava a delinearsi come l’impresa gravosa che sarebbe stata per i successivi due secoli.

La caduta di Edessa portò l’entusiastico fervore religioso e guerresco, la volontà di portare la guerra santa in Oriente, ai livelli del 1095, anno di proclamazione della I crociata.

Il papa Eugenio III, con la bolla Quantum praedecessores incalzò i cristiani a non essere da meno della generazione dei padri e a ripeterne le imprese in Oriente.

Era l’inizio della II crociata.

 

 

Archivi di Storia, approfondimento a cura di:

Cinzia Morea

Vive e lavora in provincia di Milano. Da sempre appassionata lettrice trovava divertente scrivere fin dai suoi primi passi nel mondo dell’istruzione.
Nel 2014 pubblica con EEE il suo primo romanzo: Costantino al Festival delle Nuvole, parte di una trilogia che narra le avventure, in un’Italia sottilmente magica, di un ragazzo di quattordici anni.
Attualmente sta lavorando al terzo ed ultimo romanzo della serie, ma per la sua terza pubblicazione ha cambiato genere, scrivendo a quattro mani con Giancarlo Ibba un giallo dalle atmosfere noir Lo Spirito del Lago, pubblicato con EEE.

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