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Intervista a Maurizio Zarino

Intervista a Maurizio Zarino, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”il burattinaio di Praga

Racconta la tua esperienza come autore
Per quanto banale possa sembrare, il desiderio di scrivere è la naturale conseguenza della passione per la lettura. Chiunque ami leggere, almeno una volta deve aver provato il desiderio di cimentarsi con carta e penna virtuali, ma scrivere, pur richiedendo un notevole impegno e uno studio di regole e tecniche basilari, oltre a tempo ed energie, ha ripagato pienamente le mie aspettative. Niente regala più emozioni di ritrovarsi tra le mani una copia del proprio romanzo.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Come prima cosa la lettura dei classici. Trovarsi di fronte a modelli all’apparenza così perfetti e inarrivabili è stato senza dubbio uno stimolo e il cercare di porre quel profumo di passato in un testo moderno è una sfida avvincente. Un altro elemento che influenza molto il mio lavoro è la psicologia in tutte le sue forme; il modo in cui mi permette di caratterizzare i vari personaggi mi permette di dare quel tocco di realismo che non guasta mai.

Parla della trama del tuo libro
Enrico Innocenti è uno scrittore di origini italo-ceche, misantropo e misogino, che dopo un promettente esordio perde ogni stimolo, lasciandosi andare a un’indolente carriera priva di qualsiasi ambizione e a una dissoluta vita privata. Tutto sembra cambiare quando riceve da un ammiratore un dono, un dipinto, che risveglierà in lui la passione sopita, oltre a primordiali istinti che riverserà su Chiara, l’unica donna in grado di preservare in lui una parvenza d’umanità. Costretto a frequentare una psicologa per evitare la prigione, Enrico tenterà di scavare nel proprio passato e scoprirà un nesso tra il dono ricevuto e il padre, morto trent’anni prima. In cerca di risposte, partirà per Praga dove verrà travolto da un passato cinico e prepotente.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In realtà i miei personaggi prendono spunto da tutti noi, dal dualismo che contraddistingue ogni persona e che, a seconda del contesto, lascia che una delle due parti, quella “civile” e quella oscura, prenda il sopravvento. Alcuni pensano che in un libro d’esordio l’autore sia naturalmente portato a creare il protagonista basandosi su se stesso; io ho cercato di evitare tutto questo e spero proprio di esserci riuscito.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Trattandosi del mio libro d’esordio, ancora non posso dare una risposta a questa domanda, ma posso dire che ho diverse idee per i successivi e non tutte noir quanto il mio burattinaio.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Continuare a scrivere, ovviamente. Si può forse smettere di respirare?

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Molta pazienza. Scrivere il proprio “capolavoro” è solo il primo e più semplice passo. E molta perseveranza.

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