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Weinbaum Stanley

volo_su_titanoVolo su Titano

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Fratini Editore

Trama

Volo su Titano è una raccolta di undici racconti, alcuni già noti, altri mai tradotti in italiano di Stanley G. Weinbaum, un innovatore nel genere della fantascienza, che, invece dei soliti mostri antropomorfi o alieni malevoli, ha saputo raccontare di mondi seppur paradossali con intelligenza e conoscenze scientifiche, in modo verosimile e coinvolgente. Questi i racconti presenti: Volo su Titano (Nome originale: “Flight on Titan”, comparso per la prima volta sulla rivista Astounding, numero 1/1935): tradotto da Roberto Chiavini, non era mai stato pubblicato in Italia. Il racconto, che dà il nome al volume, è un’avventura spaziale sul gelido satellite di Saturno. Gli occhiali di Pigmalione (Nome originale: “Pygmalion’s Spectacles”, comparso per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 6/1935): già edito in Italia ma in una raccolta di racconti di autori vari. L’isola di Proteo (Nome originale: “Proteus Island” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Astounding, numero 8/1936): nuova traduzione aggiornata di un racconto che, come tipologia di personaggi presenti, è assimilabile al ciclo di van Manderpootz. Il cerchio di Zero (Nome originale: “The Circle of Zero” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, numero 8/1936) Il grafico (Nome originale: “Graph” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Fantasy Magazine, numero 9/1936): racconto breve e divertente, tradotto per la prima volta in Italia da Roberto Chiavini. L’orlo dell’infinito (Nome originale: “The Brink of Infinity” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Thrilling Wonder Stories, numero 12/1936): una curiosità su questo racconto. Weinbaum lo aveva scritto per il divertimento della moglie, non per la pubblicazione (in quanto passibile di plagio), ripresentando i fatti del racconto The Tenth Question di George Allan England, ma la moglie per errore lo consegnò ai redattori di Thrilling Wonder, finendo per essere pubblicato. Il dittatore (Nome originale: “Revolution of 1950” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Amazing, numero 10-11/1938): un racconto lungo (o romanzo breve, che dir si voglia) ambientato in un futuro in cui gli Stati Uniti da democrazia sono diventati una pericolosa tirannia. Il ciclo dello scienziato pazzo Haskel van Manderpootz (un mad doctor che, però, nell’ottica di Weinbaum non è cattivo bensì eccentrico, strambo, ideatore di genialità usate in maniera dannosa e imprevedibile): 1) I mondi del se (Nome originale: “The Worlds of If” comparso per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 8/1935) 2) L’ideale (Nome originale: “The Ideal” comparso per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 9/1935) 3) Il punto di vista (Nome originale: “The Point of View” comparso postumo per la prima volta sulla rivista Wonder Stories, numero 1/1936): prima traduzione italiana, da parte di Roberto Chiavini, del terzo racconto della serie di van Manderpootz, che ha spinto i curatori a inserire anche i due precedenti, già noti in Italia, al fine di avere la trilogia raccolta in un solo volume. Il verde bagliore della morte (Nome originale: “Green Glow of Death” comparso per la prima volta sulla rivista Crack Detective and Mystery Stories, numero 7/1957): a differenza degli altri, questo non è un racconto di fantascienza bensì una godibilissima commedia gialla ben strutturata. Infine, un extra: Io e la fantascienza (in originale: An Autobiographical Sketch of Stanley G. Weinbaum): un articolo apparso su Fantasy Magazine nel giugno 1935 in cui l’autore espone il proprio punto di vista sulla fantascienza. Secondo Weinbaum, la fantascienza non ha limiti (a differenza delle storie d’amore o western): “può criticare condizioni sociali, morali, tecnologiche, politiche o intellettuali”, “è un’arma per scrittori intelligenti”. Lui, la sua, di certo l’ha usata per regalarci pagine indimenticabili.

Biografia

Nato a Louisville, nel Kentucky, il 4 aprile 1902, da famiglia di origini ebree, Stanley Grauman Weinbaum frequentò le superiori a Milwaukee e l’università del Wisconsin a Madison, prima iscritto a Ingegneria chimica poi a Inglese. Non si laureò, lasciando l’università nel 1923 (pare che, in seguito a una scommessa, avesse sostenuto l’esame al posto di un compagno, venendo però scoperto) e dedicandosi a vari lavori e alla scrittura. A parte alcune poesie, il suo esordio letterario avvenne con un romanzo romantico, The Lady Dances, firmato con lo pseudonimo di Marge Stanley, una mescolanza tra il suo nome e quello della moglie. Il romanzo fu pubblicato da King Features Syndicate, a puntate su varie riviste. Fu la fantascienza però, di cui fu fervido lettore, a rendere immortale il suo nome, sebbene la morte prematura abbia privato gli appassionati di un talento simile. Già nel 1917, durante le superiori, aveva scritto una storia fantastica intitolata “The last Battle”, pubblicata sul giornale scolastico “The Mercury”. Adesso, nei primi anni Trenta, tornò a quel genere, frequentando un circolo di aspiranti scrittori a Milwaukee, che si riunivano per tirar fuori le proprie idee (tra i partecipanti, Robert Bloch, Ralph Milne Farley, con cui Weinbaum collaborò per alcuni racconti, e Ray Palmer, in seguito divenuto redattore della rivista Amazing Stories). Scrisse ben tre romanzi di fantascienza, pubblicati però postumi, e numerosi racconti che presentò agli editori, inizialmente senza successo. La svolta avvenne nel gennaio del 1934 quando un suo racconto arrivò sulla scrivania di Hugo Gernsback, editore della rivista Wonder Stories e pioniere del genere fantascientifico, che lo apprezzò moltissimo, scrivendo personalmente a Weinbaum e chiedendogli altre storie simili. Il racconto “A Martian Odissey” fu infine pubblicato sul! numero di luglio del 1935 della rivista, riscuotendo grande successo di pubblico e critica. Ciò che aveva colpito Gernsback, e che colpì anche i lettori, fu l’approccio di Weinbaum nei confronti degli “alieni”, basti pensare all’essere per metà pianta e per metà animale, che incontriamo su Marte (ambientazione del racconto), un essere che poteva pensare come un umano, forse anche meglio, sia pur con una logica diversa. Credendo che i processi mentali di un organismo fossero intimamente collegati con la biologia dell’organismo, Weinbaum creò una serie di forme di vita totalmente aliene, nel corpo e nella mente, eppure coscienti di sé al punto da renderle “credibili”, presentandole con uno stile fresco e infarcito di una giusta dose di humor. Da quel momento e per i successivi diciotto mesi, Weinbaum pubblicò una dozzina di racconti su riviste di fantascienza (Wonder Stories e Astounding), fino alla morte prematura avvenuta all’età di 33 anni, il 14 Dicembre del 1933, per un cancro ai polmoni. Scomparve così un astro nascente della fantascienza americana, lasciando decine di racconti, e qualche romanzo, che saranno pubblicati postumi.

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Formato Libro: Cartaceo e Ebook
Casa Editrice: Fratini Editore
ISBN: 978-88-6794-015-8
Numero Pagine: 380
Prezzo: 20 Cartaceo / 10 Ebook

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One commentOn Weinbaum Stanley

  • Maurizio Antenore

    I fantasy e fantascienza di autori vissuti nei periodi inizio 1900 e post bellici II mondiale, ritengo abbiano un “qualcosa in più” rispetto agli attuali del medesimo genere, proprio per le ridotte conoscenze scientifiche e le scoperte che, procedendo a rilento, lasciavano ampi spazi di tempo per volare con la fantasia. Oggi, alla luce degli obiettivi raggiunti nel nostro mondo ultramoderno, possiamo rileggerli con occhio decisamente più critico magari stupendoci di quanto sia sottile il confine tra creatività letteriaria e la realtà scientifica. Rilettura consigliata.

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