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Intervista a Allie Walker

Intervista a Allie Walker, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreRed haired woman in wooden spoon. Fantasy concept.
Scrivo da sempre, solo che fino a quattro anni fa non avevo mai esposto al pubblico i miei racconti e le mie poesie. Poi ho preso coraggio, ho pubblicato qualche racconto in giro, sui social e in alcune piattaforme di “writers” e mi sono resa conto che al pubblico piacevano. Quando ho iniziato a scrivere un po’ più seriamente non avrei mai immaginato di arrivare a tanto (ho due romanzi all’attivo, due silloge poetiche, due raccolte di racconti e altri due brevi romanzi pubblicati nel giro di bue mesi, oltre ad aver partecipato a varie raccolte con altri autori) e invece di scrivere con il mio nome ho pensato che era molto meglio scegliere uno pseudonimo. Allie Walker, appunto. Ho fatto questa scelta per via delle storie che racconto, che sono quasi sempre piuttosto crude, reali e ad alto contenuto erotico. Poi in quest’ultimo anno ho fatto “outing” presentando la mia ultima silloge poetica nel paese in cui vivo e devo dire che ho avuto un buon successo, sia a livello poetico che a livello di scrittrice “un po’ sopra le righe”.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Quando scrivo poesie c’è sempre una motivazione psicologica che mi tormenta o mi rende particolarmente felice; mi faccio ispirare dal momento e libero il mio intimo “sentire” scrivendo versi a volte strampalati, a volte romantici, erotici e anche ironici e/o sarcastici. Adoro Alda Merini e Tagore. Per i romanzi o i racconti, invece, mi faccio prendere la mano da una trama che mi arriva in testa all’improvviso, nelle ore più impensate, soprattutto di notte, quando sono sola nella mia camera a fissare le ombre che si disegnano sul soffitto (ho un lampione sotto la finestra di casa, ogni tanto svito la lampada, ma essendo sul vialetto del condominio l’addetto al controllo dell’illuminazione puntualmente la sistema). Dormo molto poco e la notte è la mia Musa.

Parla della trama del tuo libro
“Le confessioni di Eva” è il secondo romanzo che ho scritto e quello che mi ha dato più visibilità. E’ una storia che ha avuto un percorso strano. Avevo scritto un racconto autoconclusivo, poi un giorno ho pensato di mandare quella storia a un editore che si occupava solo di testi erotici. Gli era piaciuta, ma mi disse che era troppo corta per un romanzo, e allora ci ho lavorato su. Ne è venuta fuori una storia che parla di dominazione, con capitoli dalle forti tinte erotiche, e un finale aperto del tutto scioccante. Sto progettando il secondo capitolo della serie, che sarà intriso di misteri e pericoli, oltre a una storia parallela in cui si intrecciano vicende e personaggi (già scritto il primo volume, è solo da revisionare) raccontata a quattro mani con il mio Compagno.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Le mie eroine sono quasi sempre delle donne caratterialmente molto forti. Un po’ come me. C’è comunque tanta fantasia nelle storie che scrivo, anche se condite da una buona dose di realismo. Spesso parlo di amore, che credo sia la spinta giusta per arrivare ovunque, proprio come nella realtà e nonostante il mondo in cui viviamo. Mi ero persa un po’ di questo sentimento immenso negli anni passati, anche per via di una forte depressione. Adesso è tutta un’altra storia. Qualche personaggio risulta apparentemente fragile, ma poi si scopre che sotto quel velo di debolezze che una vitalità innata che deve solo essere un po’ spinta per emergere. E nello scrivere mi lascio coinvolgere dalle emozioni, che poi verso nelle pagine dei romanzi.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Come si è capito da quello che ho detto sopra, scrivo essenzialmente testi dalla forte connotazione erotica. E poi c’è la poesia, che è una parte a cui non saprò mai rinunciare; ho pronte due raccolte da rifinire. Ultimamente mi piace spaziare nel noir e nel giallo e sto studiando altri generi, perché ho voglia di specializzarmi anche in altri testi. Sono sempre alla ricerca di cose nuove. Inoltre scrivo recensioni, articoli vari per il mio blog e per il sito che ho progettato e costruito assieme al mio Compagno, fatto per promuovere gli autori esordienti. Mi occupo anche di scrittura creativa, con esercizi che propongo settimanalmente in un gruppo facebook.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Sto per “ripubblicare” il mio primo romanzo completamente revisionato, rieditato e ampliato con nuovi capitoli; una storia d’amore che sta a metà tra fatti realmente accaduti e fatti inventati, drammatica e coinvolgente. Cerco, nel frattempo, di finire “Solo sabbia nelle mani”, un romanzo ambientato nella mia Terra, a ridosso del Monte Conero, nella città di Ancona e nella cittadina di Porto Recanati, città e paesaggi che si specchiano nell’Adriatico, che nascondono un segreto e un sacco di leggende; anche questa è una storia d’amore, anzi… di più di un amore: la fine di un amore, l’inizio di un nuovo sentimento e l’amore per il mare. Nei prossimi mesi uscirà sicuramente una delle due raccolte di poesie, dal titolo molto divertente e “goloso”.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
I consigli sono più di uno, ma il più importante è l’umiltà, che è una virtù del tutto assente in molti scrittori che si avvicinano alla scrittura. Ci vuole pazienza, tanta, e costanza nella scrittura. Scrivere anche dieci righe al giorno, ma scrivere! Leggere tanto, sia i classici che i contemporanei, nonché i colleghi autori esordienti. Appuntarsi qualsiasi idea passi per la mente, perché un’idea se non la si raccoglie poi si perde, si dimentica. Una buona dose di fortuna, che non guasta mai, ma per questa non saprei dove indirizzarli, la cerco anch’io. Non spammare contenuti ovunque, ché fanno l’effetto contrario di renderti simpatico, e ti fanno solo odiare. Non pavoneggiarsi e forgiarsi del titolo di Scrittore, Poeta o Autore solo per aver scritto un misero libro, che sa di presunzione bella e buona. Affidarsi a dei professionisti dell’editoria, ché ognuno di noi conosce il proprio mesti! ere (un panettiere conosce le dosi giuste per fare un buon pane, profumato, dal sapore eccellente e dall’aspetto appetitoso, così come un professionista che si occupa tutti i giorni di editoria sa come mostrare al pubblico un buon libro, a partire dalla copertina, sinossi e grafica, noché ai contenuti). Infine un contatto diretto con i lettori, vis a vis, ma non a parlare di loro, bensì delle loro storie, di come sono nate, degli argomenti che vengono trattati, con un linguaggio semplice avvicinabile da tutti. Evitate i falsi complimenti. Se qualcuno (dicesi colleghi autori “ndr”) vi dice: “il tuo libro è bellissimo, ti farò una recensione strepitosa, ma poi tu mi ricambi…Vero?”… lasciate perdere, ha detto una bugia, e se non l’ha detta comunque non la pensa proprio come ve l’ha voluto far credere.

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