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Serena Versari: I 3 volti del fantasy

I 3 volti del fantasy si raccontano. Prima parte: Intervista a Serena Versari.

serenaversari

Serena Versari non è un’autrice di primo pelo, alle sue spalle esistono diverse pubblicazioni e, al momento dell’intervista, il suo nuovo libro, L’arpeggio del cuoreha già fatto capolino nelle classifiche di Amazon, dimostrando la prolifica fantasia che la caratterizza.

Cosa ti spinge a voler scrivere e raccontare storie? Cosa ti da la motivazione per metterti in gioco?

Credo che scrivere sia il mestiere più bello del mondo. A me, personalmente, fa sentire libera perché posso viaggiare con la fantasia in mondi fantastici, allontanandomi completamente dalla realtà, ma non solo, scrivendo ho avuto anche la possibilità di scavare dentro me stessa. È una necessità, un bisogno, a cui non posso rinunciare.

La tua passione per la scrittura nasce da un’origine come lettrice? Quali sono i tuoi gusti letterari?

Quando mi pongono questa domanda, mi vergogno sempre un po’ a rispondere, perché in realtà la mia passione per la lettura è nata insieme a quella della scrittura. Ho iniziato a scrivere nel 2009, durante un periodo di cambiamento della mia vita e l’ho fatto perché avevo la necessità di mettere nero su bianco delle sensazioni spiacevoli che mi portavo dentro. Fu in quell’anno che scrissi il mio primo romanzo. Oggi leggo diversi generi, dal fantasy, al romance fino al thriller.

MakaIl libro “Maka – Viaggio verso la speranza” si apre con un racconto dei nativi americani, anche uno dei protagonisti ha questa origine. Come sei venuta in contatto con questa cultura e cosa, di essa, ti affascina?

Durante il 2009, l’anno del cambiamento, ho iniziato un percorso spirituale che mi ha portato a interessarmi a diverse culture. Amando la natura, sono rimasta subito affascinata dalla popolazione dei nativi americani, in quanto nutrono un profondo rispetto per la madre terra. In Maka, ho voluto sottolineare questo amore, mettendo in risalto tutto quello che invece noi stiamo facendo per distruggere questo meraviglioso mondo che ci è stato donato.

La storia di Sally, la protagonista di “L’arpeggio del cuore“, è una storia non dissimile da quella di molte donne di oggi. Cosa ti ha spinto a scrivere una storia così attuale?

Devo confessarti che il personaggio di Sally mi rispecchia in parte e volevo lasciare un messaggio di speranza a tutte le donne che a volte si sentono chiuse in gabbia e non trovano il modo di uscire da una condizione di vita che non sentono più loro.

Per il personaggio della protagonista ti sei ispirata a un personaggio reale? O hai fatto una “somma” delle caratteristiche di molte donne di oggi che sognano il grande amore, ma sono costrette a vivere una quotidianità non particolarmente soddisfacente?

larpeggiodelcuoreCredo di aver già risposto in parte a questa domanda, in quella precedente. In ogni caso mi capita sempre più spesso di parlare con amiche che vivono la loro vita quotidiana in modo del tutto insoddisfacente, ma non per questo bisogna restare in una situazione che fa soffrire. Come ho scritto nel libro, quando meno ce lo aspettiamo, la vita ci può regalare una speranza a cui aggrapparci per ricominciare a essere felici.

Cosa è cambiato in te e nel tuo modo di scrivere dai tuoi esordi letterari a oggi?

Ogni libro che scrivo credo che arricchisca sempre di più la mia anima, perché mi da la possibilità di conoscere ogni volta una piccola parte di me stessa. Nel primo libro ho sicuramente peccato d’inesperienza e mi sono resa conto che gli avvenimenti si susseguivano a volte in modo frettoloso e superficiale. Oggi, spero di aver superato questo difetto, ma credo che nella scrittura non si finisca mai di migliorare.

Come vedi la situazione editoriale italiana rispetto all’editoria classica e al self publishing?

Quando proposi il mio libro alle case editrici nel 2011, non avevo valutato il self publishing anche perché non ero molto esperta a riguardo, per cui mi affidai a una piccola casa editrice. Oggi direi invece che è un buon trampolino di lancio. Ho diverse amiche che tramite il self sono state contattate da grandi case editrici. Al giorno d’oggi, chi decide di auto pubblicarsi, di solito,  crea un prodotto di buona qualità.

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