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Recensione di Giancarlo Ibba

Camaiore. 25 dicembre 12078 di Marco Trogi

“Camaiore, 25 dicembre 12078″ è un romanzo di fantascienza molto particolare, accattivante e scorrevole, anche se si basa su diverse suggestioni letterarie e cinematografiche facilmente individuabili da un appassionato del genere in questione. Ambientata in un ameno paesino toscano (la Camaiore del titolo), che non ha proprio nulla da invidiare alle più famose cittadine di provincia americane, la storia si dipana senza soluzione di continuità grazie ad uno stile di scrittura preciso e ben organizzato. Dopo un inizio un po’ spiazzante, soprattutto per l’apparente “banalità del quotidiano”, Marco Trogi sviluppa con abilità le diverse psicologie dei numerosi personaggi e introduce pian piano il lettore in un affascinante contesto fantascientifico. La sagace caratterizzazione, i dialoghi e l’ambientazione contribuiscono efficacemente alla creazione di un atmosfera paesana realistica, in contrasto netto con l’elemento fantastico che costituisce il fulcro di una trama strutturata come un meccanismo ad orologeria lubrificato a meraviglia. Capitolo dopo capitolo, evitando inutili pedanterie, Trogi cattura l’attenzione con descrizioni accurate e un pungente umorismo da “bischeri”. Il protagonista, Stefano, emerge con naturalezza dalla pagina, contornato da una serie di caratteristi e comprimari di tutto rispetto (la bella moglie, il maresciallo, Azizze, il vice-sindaco, i ragazzini, etc…). Nonostante i continui richiami (più o meno evidenti) ad altre opere (mentre leggevo mi tornavano alla mente il romanzo di King “The Dome” e, curiosamente, “La notte del Drive-in” di Joe Lansdale), la narrazione si mantiene originale e frizzante, grazie anche a una ottima scelta di ritmo, colpi di scena e pause. E’ molto difficile scrivere una recensione approfondita senza rivelare troppi retroscena, più che mai in un caso come questo, dove la capacità di sintesi si sposa con un insolita efficacia descrittiva. La sinossi di questo romanzo fornisce tutti gli elementi necessari a stuzzicare la curiosità dei lettori, anche se le cose non sono esattamente come sembrano… Inutile sottolinerare che alla fine quasi tutte le domande troveranno una risposta. Per concludere, tralasciando il lato tecnico/artistico, che a volte lascia il tempo che trova (anche se usare tale modo di dire, parlando di questa storia, è piuttosto ambiguo) posso tranquillamente affermare che questo romanzo mi ha definitivamente riconciliato con la narrativa di genere italiana. Marco Trogi, secondo il mio modesto parere, è un autore esordiente con il talento di un professionista.

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