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Recensione di Oliviero Angelo Fuina

Frittate e Grattacieli di Margherita Terrosi

Recensione di Andrea LeonelliLettura piacevole e densa di spunti riflessivi in una struttura narrativa che si specchia totalmente nelle tante E-mail che la protagonista femminile (Mina) scrive ad Alessandro, suo compagno di vita da ben sette anni che si è trasferito per lavoro a Bruxelles, in attesa di un preventivato ricongiungimento che i protagonisti sembrano aver stabilito avvenire proprio nella città in cui Alessandro ora vive e lavora. Lo scrivere di se stessa e dell’analisi e delle tante sfumature del loro rapporto di coppia nasce dall’esigenza di poter finalmente raccontarsi vincendo la di lei ritrosia a farlo (ben spiegata psicologicamente nelle prime E-mail) quando i due possono interagire nella quotidiana realtà. Questo “escamotage” permette a Mina di fare il punto reale della situazione e dar voce finalmente ai tanti pensieri e disagi inespressi di persona. Le E-mail che compongono l’intera struttura del romanzo sono solo quelle “in uscita” di Mina, vera protagonista, antieroe all’inizio e sempre più eroina al femminile via via scrivendo, riuscendo comunque a darci presenza e spessore di Alessandro, facendocelo percepire come realmente è, certamente non il massimo per una donna che si dice e dichiara innamorata di lui, come Mina. Frittate e grattacieli, come titolo e definizione, prende spunto da una similitudine per spiegare due tipi di personalità: quella di chi si concentra a realizzare completamente se stesso in tutte le proprie passioni e obiettivi slanciandosi verso l’alto, cioè raggiungendo picchi di valore assoluti in ciò a cui si dedica completamente (Grattacielo) e quella che pur avendo molteplici interessi (o ingredienti) rimane una frittata schiacciata al suolo vivendo ogni presente per quello che di variegato può offrire tralasciando l’ossessivo raggiungimento di un obiettivo ben preciso posto nel futuro. E così si autodefinisce Mina stessa. Questo romanzo di Margherita Terrosi coinvolge ogni lettore, sia maschile che femminile, facendolo obbligatoriamente parteggiare per la “frittata” Mina, esasperandolo per la sua iniziale bassa autostima e facendolo tifare per una presa di posizione e di coscienza più consona alla reale profondità psicologica e purezza interiore della protagonista. Leggendo questo romanzo “epistolare” ai tempi del Web mi è venuto spontaneo pensare inizialmente a “c’è posta per te”, il bellissimo film del 1998 di Nora Ephron con splendidi protagonisti Tom Hanks e Meg Ryan, già remake del classico di Ernst Lubitsch “Scrivimi fermo posta”, del 1940. Solo che mentre in “C’è posta per te” i protagonisti scrivendosi conoscevano la reale essenza dell’interlocutore epistolare pur ignorando chi realmente fosse nella loro rispettiva quotidianità reale, nel romanzo della Terrosi i protagonisti si conoscono benissimo nella realtà pur scoprendosi via via sempre più sconosciuti e distanti in questo esplorarsi virtuale ed epistolare. Ovviamente nel finale la protagonista si riscatta e lo scoprire che anche le frittate, nel loro piccolo, si incazzano, farà sorridere finalmente ogni lettore, legato ormai a doppia mandata, empaticamente, a Mina, senza lesinarci un ultimo sussulto nell’ultima E-mail del romanzo. Lo ripeto, una più che piacevole lettura che scorre fluidamente e con grande freschezza. Resto in attesa di leggere altre opere della stessa brava Autrice.

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