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Recensione di Andrea Leonelli

Frittate e Grattacieli di Margherita Terrosi

Anche le frittate, nel loro piccolo s’incazzano.
Questa parafrasi potrebbe essere la giusta sintesi per questo libro, basato tutto sulla distanza.Recensione di Andrea Leonelli
Distanza chilometrica, affettiva, di stile di vita e di modo di pensare.
Intanto c’è da dire che, in questo storia, tutti i protagonisti prendono forma da “una voce sola” ovvero quella della narratrice tramite le email che scrive al suo, almeno inizialmente, compagno. Nello svolgersi della trama esso diviene, oserei dire, un molestatore.
Di questa vicenda, narrata dunque in forma epistolare, noi leggiamo solo quello che scrive una delle due parti, Mina, la “frittata”, al suo “grattacielo”, Alessandro. Anche leggendo solo metà delle comunicazioni queste sono più che sufficienti per farci intuire benissimo quanto scritto da entrambe le parti.
Le spiegazioni dei due termini, “frittata” e “grattacielo”, sono ben chiare anche nella sinossi che presenta il libro ma, leggendolo, quelle che sono semplici definizioni assumono ben altre connotazioni e numerose sfumature.
E la distanza? La distanza è quella che separa in chilometri i due protagonisti principali ma, se vogliamo, sarebbe quella con minor valore nella relazione affettiva. Ciò che veramente divide i due è la loro maniera di vedere la vita, di affrontarla e di porsi nei confronti delle situazioni.
Lui, il grattacielo, capace di riuscire a dedicarsi completamente a un solo obbiettivo, sentendosi però insoddisfatto nei confronti degli altri aspetti del quotidiano.
Lei, riuscendo a essere più flessibile nei suoi molteplici interessi, dedicando loro meno tempo e dedizione ma sentendosi però inadeguata rispetto agli obbiettivi raggiunti da un partner grattacielo.
Sono questi due stili così inconciliabili fra loro? È meglio essere un grattacielo o una frittata? Credo che a quest’ultima domanda, ognuno di noi potrebbe dare una propria risposta.
E perché allora ho iniziato la mia recensione con quella frase mutuata dal titolo di un altro famoso libro? Perché, pur nell’insoddisfazione di entrambi i partner, almeno in questo volume, la stretta base del grattacielo è stata sbriciolata dalla costante adattabilità e dalla versatilità, dovuta al suo “essere più fluida”, della frittata. Essa, pur ammaccandosi, è riuscita a cambiare per l’ennesima volta la sua forma e andare avanti. Il grattacielo invece, sempre uguale a se stesso, di fronte alle medesime difficoltà, non ha saputo cambiare il suo “modus operandi”, riproponendo quella che è la sua filosofia: “tornare indietro”. Tornare a ripetere gli stessi errori senza essere capace di modificare le sue reazioni.
La chicca finale dell’ultimo capitolo è la degna conclusione di un libro profondo che porta il lettore a immedesimarsi nella protagonista. Le stesse parole le avrei usate anche io nei confronti di un ex compagno così invadente.

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