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L’oro di Dahab

L'oro di DahabL’oro di Dahab

Il libro è stato tra i vincitori Opera Prima del premio Rhegium Julii 2007 e ha rappresentato l’Italia presso il Festival del Libro di Guadalajara in Messico, dopo esser stato presentato al Salone del Libro di Torino.

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Il Filo Online

Sinossi

L’Oro Di Dahab, di Sonia Serravalli (Edizioni Il Filo, Roma, 2007), prende spunto dall’attentato avvenuto a Dahab (Egitto) il 24 aprile 2006, vissuto in prima persona dall’autrice, unica italiana presente al fatto – poi intervistata da TV di tutto il mondo, quotidiani e stazioni radio. Ma in realtà questo è solo l’inizio della storia… Una storia umana, sentimentale, mistica, un viaggio da fuori a dentro, dalle bombe rudimentali di Dahab a quelle esplose dentro il cuore, attraverso una storia d’amore a contatto con l’ “altro”. Una relazione sorprendentemente parallela a quella che, tra Islam e Occidente, il nostro stesso Paese stava (e sta) vivendo in contemporanea. Una storia che non è in nessun modo una presa di posizione filo-araba o filo-occidentale, ma al cento percento puro resoconto delle sensazioni e reazioni più genuine, disinteressate e spontanee, prodotte dallo sperimentare su di sé (da parte di una giovane donna italiana) il mondo arabo ed islamico di cui tanto si parla e così poco si conosce. Senza pregiudizi, alla stregua di un esperimento da laboratorio condotto su se stessa senza riserve, con corpo, anima e cuore. Assolutamente nulla di etichettabile. Perché non ci si irrigidisca  nell’orgoglio e in una malata percezione reciproca. Perché a qualunque costo vincano sempre i principi dell’empatia e della comprensione profonda, del libero arbitrio, della democrazia e della libertà.

Formato Libro: Cartaceo
Casa Editrice: Edizioni Il Filo
ISBN: 978-88-7842-769-3
Numero Pagine: 168
Prezzo: €15.00

Premi  «Rhegium  Julii  2007»
Premio 
«F. Seminara – Opera Prima»
Incontro con Sonia Serravalli
L’oro di Dahab
(Ed. Il Filo)

 

Sonia Serravalli è nata a Ferrara trentatré anni fa. Traduttrice e operatrice turistica, ne L’oro di DahabCreando ponti racconta il tragico attentato vissuto in prima persona. La sua testimoninza è stata già raccolta da RAI, Mediaset, Sky, CNN e da televisioni, quotidiani e radio di tutto il mondo.

 

L’odore del deserto avvolge tutto, secca il naso e le labbra e in breve tempo crea quella penetrante dipendenza che costituisce le fondamenta del mal d’Africa.
Il deserto del Sinai spinge dentro gli occhi. Vuole entrare e renderti di polvere.
L’Egitto di Sonia Serravalli non è quello delle piramidi e del Mar Rosso, non è un luogo di villeggiatura, ma una terra polverosa e profumata, arida e solare, matrigna e accogliente. Tra le sue sabbie si dischiude un amore passionale e contrastato tra una ragazza occidentale, che è approdata al buddismo per riempire un vuoto di pensiero, come direbbe Guccini, e un ragazzo mussulmano, radicato nel suo mondo fatto di regole e divieti. Due universi apparentemente inconciliabili. Sullo sfondo un sanguinoso attentato, rivolto a minare gli interessi occidentali a Dahab, una splendida località per vacanzieri.
Lo stile di questo diario di viaggio, che riporta alla mente Chatwin, è asciutto ed essenziale. Tuttavia esso è intriso di coraggio e passione: ogni parola è indispensabile alla trama e l’intreccio è incalzante e coinvolgente. Da una parte la cronaca di un atto terroristico, dall’altra la storia d’amore tra due individui, divisi dalla geografia, le cui anime si incontrano in quegli spazi vuoti che nessuna cultura potrà mai riempire: essi sono luoghi franchi, in cui le anime stanziano per alleggerirsi dalle angosce e vivere libere, in uno scambio di parole e profumi.
L’Amore non è soggetto alle leggi del tempo, i cicli della vita e della morte. Io e te insieme siamo stati e siamo qualcosa che cade “al di là”. E qualunque cosa accada, ti rincontrerò sempre. Qui, o altrove.
Qui o altrove? Direbbe Kundera che la vita non è qui, appunto, ma altrove… tra le pagine del nostro futuro, il quale, fin quando non diviene presente è un cosmo in divenire, che ruota placido e violento come l’Amore. In questa dimensione fatta di anima e musica non c’è ferocia, ma impeto incontenibile, verso la scoperta di sé. Un recupero delle origini, che non sono mai culturali, ma naturali, come l’acqua di una sorgente, purissima e fresca.
Che ruolo ha Dio in un rapporto d’amore? Nunu e Fares si stringono l’una all’altro e i loro scambi di sguardi nascondono i reciproci desideri. È molto difficile accettare le differenze. Sonia Serravalli ci insegna la dignità: mai rinuncerò a me stessa, pur amandoti smisuratamente. Arabi, Israeliani, Americani, Europei… uomini spinti dal desiderio di dominio… si rincorrono per annientarsi. Moltitudini brutali e individualità disorientate.

I GIOVANI DEL RHEGIUM JULII

Francesco Idotta

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