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Intervista a Tiziana Sartorati

Intervista a Tiziana Sartorati, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreE SONO TUO PADRE
Ho iniziato a scrivere nel 2011, dopo avere lungamente dibattuto con me stessa prima di decidermi al grande passo. Scrivere significa mettersi a nudo di fronte ai lettori anche se non si racconta la propria vita – non ho mai scritto storie autobiografiche – perché si riportano sempre su carta i propri pensieri, le proprie esperienze e, soprattutto, il nostro modo di essere. L’esperienza dello scrivere ha confermato che la mia è una autentica passione, nata con me e coltivata in segreto per molti anni.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
La fantasia legata alla realtà inserendo storie inventate, ma parimenti vere, in ambientazioni fuori dal comune; raccontare la vita reale al limite del surreale, con partecipazione ed emozione.

Parla della trama del tuo libro
Racconto le vite di due persone, padre e figlia, che si ritrovano dopo quarant’anni di sofferta lontananza. La protagonista, Elsa, è convinta che il padre l’abbia abbandonata per disamore (lei non è al corrente di cosa gli è accaduto) e Davide, il padre, l’ha attesa per tutto quel tempo perché desideroso di farsi comprendere e per chiederle perdono. La situazione in cui si vengono a trovare è irreale perché ambientata nella Stazione di Transito dove le anime dei defunti restano nell’attesa, per volontà propria, di incontrare le persone con le quali hanno lasciato “un conto in sospeso” e desiderano chiuderlo prima del viaggio finale. Elsa e Davide si racconteranno reciprocamente nel tentativo di comprendere le scelte fatte da ciascuno di loro. Rivivere il vissuto non sarà facile, bensì doloroso e sconvolgente.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Decisamente no.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Ho scelto la narrativa, che ho sempre amato.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Scrivere, scrivere, scrivere. Ho iniziato il mio terzo lavoro e conto di continuare, ispirazione permettendo.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Di leggere, di leggersi, di accettare le critiche, addirittura di chiederle e di essere molto, ma molto, autocritico.

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