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Intervista a Giuseppe Russo

Intervista a Giuseppe Russo, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”ICADUTIDIPIETRA

Racconta la tua esperienza come autore
La mia passione per la storia, quella vera fatta di persone normali e di eventi che magari ci hanno raccontato anche genitori, zii e nonni, ha reclamato la mia discesa in campo. Così, in seguito alle ricerche effettuate per la tesi universitaria, ho lanciato il progetto di una storia diversa, con prospettiva ribaltata e possibilmente non noiosa, anzi leggera e veloce da leggere, ma senza tralasciare la correttezza scientifica e la ricerca storica seria. E così nasce il mio percorso come scrittore.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
I racconti dei nostri nonni, dei nostri genitori, o delle vecchiette che in piazza, in chiesa, o nei negozi, ci hanno sempre donato un racconto duro e vero del passato per indurci a resistere, e ovviamente a non ripetere i terribili errori del passato.

Parla della trama del tuo libro
In Campania, regione che purtroppo si ritrovò nello scomodo ruolo di terribile esempio per il resto d’Italia, tra il ’40 ed il ’43 vi furono enormi tragedie. Queste tragedie non portarono morte e distruzione solo tra militari e civili, ma soprattutto tra i nostri tesori artistici, i nostri paesaggi, i nostri luoghi cari e la nostra cultura. Ribaltando la prospettiva della storia della Seconda Guerra Mondiale, ho esaminato le perdite, le deturpazioni e le violenze calate dall’alto con le bombe, o con l’invadente presenza degli eserciti nelle nostre regge, nei monasteri, nei teatri, nelle chiese. Furti, vandalismi, ritorsioni, e atti di gratuita incuria furono regalati a tutta la nostra cultura, e caddero anche le pietre angolari della nostra storia. Attraverso episodi come la perdita di uno stadio, di un caffè storico, la distruzione di una basilica, o la devastazione di archivi, biblioteche ed università, si delinea un quadro diverso della storia del nostro Paese, osservato con gli occhi della gente e delle nostre “pietre cadute”.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Racconto storie vere, tratte da ricerche serie, anche se i personaggi non sono tanto esseri umani, quanto le espressioni della genialità dell’uomo: monumenti, regge, dipinti, ponti, caffè storici, stadi, chiese, sculture e paesaggi. Ciò che esprime il meglio, e non il peggio, della nostra essenza mortale e immortale. Forse è l’intera opera che prende un lato del mio carattere: la voglia di correttezza scientifica ed il tentativo di essere il più possibile imparziale.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Prediligo il racconto storico, vero, ma leggero e soprattutto lontano dai soliti canoni socio-politico-ideologici. Voglio raccontare le storie che appartengono a noi cittadini, e che quasi sempre si raccolgono osservando l’ambiente e tutto ciò che la genialità umana crea. L’arte, le architetture, le trasformazioni territoriali, e le tradizioni che modificano la storia e generano condivisione e futuro. Poi amo anche i racconti “dell’assurdo” e per questo motivo ho in scrittura un libro che raccoglie diverse piccole storie realistiche e paradossali. Il titolo ? NON TUTTE LE FORTUNE RIESCONO COL BUCO… chiaro il titolo, no ?

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Un libro di fiabe è vicino al completamento, e verrà presentato insieme ad una scuola che ha fatto dipingere i disegni dai bambini della primaria e delle elementari. Poi c’è questa raccolta di racconti dell’assurdo, quasi kafkiani, che evidenziano le grandi problematiche sociali del nostro Paese, e ovviamente è in scrittura il secondo capitolo de I CADUTI DI PIETRA.In più c’è una sorpresa per i lettori del primo capitolo, il quale avrà una versione “estesa” con circa 25 pagine in più tra foto, racconti e schemi storici utili anche a chi usa il saggio come riferimento di studio e bibliografia per il proprio lavoro.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Se ci credi, fallo! Ma per passione, non per speculazione. Dai qualcosa del tuo essere e della tua intelligenza alla comunità. Poi, come disse qualcuno, se son rose…fioriranno!

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