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Intervista a Antonia Romagnoli

Intervista a Antonia Romagnoli, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autoreilsegretodellalchimista
Questo romanzo è nato in un momento molto particolare della mia vita. Era un periodo difficile, in cui mi sono trovata a combattere la depressione arrivata dopo la seconda gravidanza. Ci sono periodi in cui bisogna ritrovare la strada smarrita, in cui ci si sente come Dorothy, alla ricerca della via di casa. Per me questa via erano le Terre, un mondo creato quando ero una ragazzina e che avevo abbandonato tanti anni prima, per “diventare grande”. Su quella vecchia mappa, impressa a fuoco nella mia memoria, ho creato nuove storie, ma soprattutto nuovi personaggi che fossero per me come le scarpette rosse. L’idea era quella di scrivere un racconto, ma poi la storia si è ampliata, ha preso il volo da sola ed è diventato prima un romanzo e poi una saga. Scrivere era ed è parte di me, credo sia il mio mezzo di comunicare con me stessa, di filtrare la realtà.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
La prima ispirazione viene dagli autori che amo, sia classici che di genere. Ho imparato fin dal liceo a leggere in modo analitico e l’abitudine è rimasta, in ogni occasione. Poi, mi piace osservare. Persone, incontri, colori, sensazioni si traducono in una sorta di scrittura interiore continua. Che qualche volta arriva anche sulla carta, o meglio, sulla tastiera, o entra a far parte di un immaginario da cui poi attingo.

Parla della trama del tuo libro
Ester, una giovane donna che insegna magia nella città di Palàistra, cuore politico delle Terre, viene coinvolta nelle indagini su una serie di omicidi da Nimeon, principe delle Colline. I due si trovano a indagare insieme sulla morte di alcuni potenti maghi e su una misteriosa nebbia incantata che dilaga seminando morte e distruzione nei regni. Le indagini li condurranno sulle tracce di un’antica leggenda, che mostrerà loro il legame inatteso fra il passato di Ester, l’assassino che stanno cercando e le arti di un antico alchimista napoletano, Raimondo di Sangro.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
Sì, anche troppo. Ester è il capro espiatorio di tutti i miei complessi. Apolide, perennemente in cerca di una casa che però sfugge. È una creatura che trova la propria dimensione quando accetta le proprie debolezze, e soprattutto accettando di essere amata nonostante quelle. Poi c’è Dert, l’anziano e folle mago che accompagna i Mandatari. In lui ho infuso tutta la mia follia positiva: è il mio preferito, infatti!

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Ho sempre scritto opere “di genere”: fantascienza, fantasy (anche umoristico), fiabe. Ora sto scrivendo un romanzo rosa storico, ma con ghost story. Credo che la mia dimensione sia il fantastico, sempre, anche quando cerco di allontanarmi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Il primo passo sarà finire il romanzo rosa, che mi è servito anche per prendere le distanze dalla saga delle Terre, di cui ho terminato il quarto romanzo pochi mesi fa. Ci sono anche in cantiere collaborazioni con altri autori, ma ancora in abbozzo. E c’è il progetto delle fiabe didattiche, rimasto in sospeso per qualche anno: spero di poterlo riprendere presto.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Qualche anno fa, quando ho pubblicato la saga col primo editore, avevo un sacco di consigli per gli esordienti. Oggi ho molte meno certezze e molte più disillusioni. Credo che le cose stiano cambiando in fretta, che gli autori debbano essere anche imprenditori e avere uno sguardo alla realtà diverso da quello che ho io, troppo persa nelle fiabe. Ma credo anche che l’impegno e la serietà prima o poi paghino, anche se non con la fama, almeno con la certezza di aver fatto qualcosa di buono.

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