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Intervista a Emanuele Rizzardi

Intervista a Emanuele Rizzardi, a cura di “Il Mondo dello Scrittore”

Racconta la tua esperienza come autore
La voglia di scrivere in sé nasce molti anni fa, affondando le radici nella mia adolescenza anche se non ho mai avuto modo di portarla a compimento, vuoi per una vita frenetica e piena di impegni, vuoi per dare la priorità a cose di maggior peso.
Qualche volta ho provato a scrivere dei racconti che non ho trovato soddisfacenti e ho lasciato nel cassetto, sempre in ambito storico-medioevale.
La mia stessa Opera è in realtà il frutto di una profonda rielaborazione di un lavoro precedente, risalente al 2011, che era unicamente incentrato sull’assedio di Costantinopoli e che ho poi trasformato profondamente nell’Opera attuale.
Questa è la mia prima esperienza come autore pubblicato, quando la Cavinato Editore ha deciso di concedermi questa opportunità.

Che cosa ispira il tuo modo di scrivere
Scrivendo prettamente romanzi storici, una delle massima ispirazioni sono sicuramente i fatti realmente accaduti, che mi spingono a pensare “questo è interessante, perché non portarlo alla portata di tutti con un libro?”
Sicuramente il mio stile è influenzato da tutti i libri che ho letto e leggo ogni giorno, dai più famosi autori stranieri fino ad autori minori italiani, sempre comunque in campo storico anche se non disdegno la fantascienza o il fantasy.
Anche la musica può essere una forza ispiratrice, sia per la melodia che per le parole.
Per quanto riguarda “come scrivo”, diciamo che inizialmente cerco di definire a priori la storia, i personaggi, le ambientazioni e gli eventi, poi una volta che è tutto pronto tendo a scrivere di getto più pagine possibili per poi fermarmi, rileggere tutto e apportare le varie modifiche.

Parla della trama del tuo libro
Il mio libro parla di Alessio Paleologo, un nobile bizantino che ritorna a Costantinopoli dopo un lungo esilio per prendere parte alla difesa della città contro i turchi. Verrà poi inviato in missione diplomatica presso il regno orientale dei georgiani. Una volta giunto a destinazione capirà però di essere arrivato troppo tardi e, trovato senza casa o un posto dove andare, accetterà l’ospitalità di un importante duca che vuole sfruttarlo per prendere il trono del re.
Ci sono una serie di conflitti, giochi di potere, tradimenti ma anche parti che approfondiscono la psicologia dei personaggi, le loro relazioni e il modo di vedere le cose. Dall’inizio alla fine il percorso di maturazione e i cambiamenti porteranno i vari personaggi principali a crescere, cambiare ed adattarsi al mondo.

I tuoi personaggi prendono spunto da alcuni lati del tuo carattere
In realtà no. Quando studio un personaggio mi immagino un suo carattere di base, con delle peculiarità che lo rendono differenziato rispetto agli altri e tendo sempre a evitare di metterci quello che farei io o penserei io. Forse è anche questo quello che deve fare lo scrittore. Creare un universo con dei personaggi credibili, senza doverci inserire dei rafforzativi personali.

Prediligi un genere specifico oppure la tua scrittura spazia in altri campi
Il mio romanzo è storico e medioevale, non credo di avere interesse ad espandermi in campi differenti. Però alla fine chi può dirlo? Lascio sempre una porta aperta per progetti futuri

Quali sono i tuoi progetti per il futuro
Oltre a far conoscere il mio attuale romanzo, sto iniziando a lavorare un nuovo progetto storico che seguirà le vicissitudini della campagna militare di un generale non molto famoso. Vi terrò aggiornati.

Cosa consiglieresti a un autore esordiente
Essendo anche io un esordiente non ho molti consigli da dare, tranne forse un paio.
1) Non disperate e lavorate duramente per far pubblicare la vostra Opera. Se i risultati tardano ad arrivare provate a rivedere qualche parte che ritenete un po’ debole.
2) Scrivete se avete un’idea, perché il tempo cancella ogni cosa.

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